"Ha senso fare gli occhiali per mezza diottria?"
"Ha senso fare gli occhiali per mezza diottria?"
Qualche giorno fa un'amica, che è anche una mia cliente, mi ha scritto:
"Ma scolta, ha senso fare gli occhiali per mezza diottria? Dimentica che li vendi per due minuti."
La domanda riguardava il giovane figlio.
È una domanda intelligente, perché nessun genitore ha voglia di mettere gli occhiali a un bambino se non sono davvero necessari.
La mia risposta, però, è stata: dipende.
Non dalla mezza diottria.
Dipende dal bambino.
Non conta solo il numero
Quando si parla di vista siamo abituati a guardare solo un dato: quante diottrie mancano?
In realtà è uno dei tanti elementi che bisogna considerare.
Nel caso di un bambino di sei anni bisogna valutare:
- l'età;
- la velocità con cui sta cambiando la miopia;
- la lunghezza dell'occhio;
- le abitudini quotidiane;
- la qualità della visione;
- la familiarità (se uno o entrambi i genitori sono miopi);
Oggi sappiamo che la miopia si può rallentare
Fino a qualche anno fa si pensava che la miopia fosse inevitabile.
- Compariva.
- Peggiorava.
- Si cambiavano gli occhiali.
Fine della storia.
Oggi la ricerca ci dice qualcosa di diverso: nella maggior parte dei casi è possibile rallentarne la progressione.
Non esiste una soluzione miracolosa, ma esistono strategie che, combinate tra loro, possono fare una differenza importante.
Le abitudini contano
La prima terapia non è una lente speciale.
Sono le abitudini.
Le evidenze scientifiche mostrano che trascorrere almeno due ore al giorno all'aperto riduce il rischio di sviluppare miopia.
Allo stesso tempo è utile limitare le attività prolungate da vicino senza pause, come tablet, smartphone, libri o videogiochi per molte ore consecutive.
Ogni tanto basta alzare lo sguardo, guardare lontano e lasciare riposare il sistema visivo.
E gli occhiali?
Qui torniamo alla domanda iniziale.
Ha senso fare gli occhiali per mezza diottria?
Se quella mezza diottria è realmente presente, crea una visione meno nitida e il bambino è in una situazione a rischio, sì, può avere senso.
Per anni si è pensato che "tanto ci vede quasi bene" fosse sufficiente.
Oggi sappiamo che una correzione precisa è uno dei primi passi per una corretta gestione della miopia.
Non perché gli occhiali fermino da soli la progressione, ma perché rappresentano la base su cui costruire tutte le altre strategie di controllo.
È il punto di partenza.
La prevenzione inizia presto
La miopia non si previene quando il difetto è già elevato.
Si cerca di rallentarla quando compare (e in certi casi prima che compaia; si comincia a parlare di pre-miopia)
Per questo motivo, soprattutto nei bambini con genitori miopi, è importante non aspettare che "faccia fatica a vedere la lavagna".
Controlli periodici, una correzione adeguata e buone abitudini possono fare una differenza enorme negli anni della crescita.
Una conclusione
Quindi, tornando alla domanda della mia amica...
No, non venderei un paio di occhiali "solo perché sono mezza diottria".
Ma nemmeno ignorerei quella mezza diottria se fosse il primo segnale di una miopia in un bambino di sei anni con entrambi i genitori miopi.
Perché nella gestione della miopia la domanda giusta non è:
"Quanto manca?"
La domanda giusta è:
"Cosa possiamo fare oggi per evitare che domani manchi molto di più?"
Fonti:
- International Myopia Institute (IMI) - Clinical Management Guidelines Report
- International Myopia Institute (IMI) - Risk Factors for Myopia
- International Myopia Institute (IMI) - Prevention of Myopia and its Progression
- International Myopia Institute (IMI) - The Role of Light in Refractive Error Development and Myopia
- European Journal of Ophthalmology - Update and guidance on management of myopia (2021)
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