Seiko: nuova frontiera sulle lenti progressive?

Premessa

La fisica ottica é uguale per tutti.

Sono regole della natura: la luce si comporta in un determinato modo e non possiamo trasgredire a queste regole o modificarle. Fisica ottica. Punto.

Una lente oftalmica sferica da -1 prodotta da Zeiss, Essilor, Tokai o Seiko seguirá le stesse regole: la luce colpisce il diottro e viene deviata in funzione dell'angolo di incidenza e del materiale che attraversa.

Perché le lenti progressive si comportano in modo differente?

In realtá si comportano tutte allo stesso modo ma....
...esistono delle scelte che le singole ditte fanno su questo particolare tipo di geometria.

Anche costruire una lente multifocale ha delle regole, ad esempio il teorema di Minkwitz.

Questo teorema afferma che: "l’astigmatismo perpendicolare alla linea ombelicale cambia due volte più rapidamente del tasso di variazione di potenza lungo la linea". In parole povere, maggiore é l'addizione e piú saranno forti e invasivi gli astigmatismi sviluppati al di fuori del canale di progressione.

Le tecnologie moderne di costruzione permettono di agire su queste zone; ma cosa si puó fare effettivamente? A grandi linee possiamo definire 2 scenari estremi:

  • immagine nitida ma con notevoli distorsioni laterali
  • immagine senza distorsioni laterali ma sfocata

In mezzo a queste due opzioni esistono una miriade di scelte intermedie. I costruttori di lenti fanno quindi delle simulazioni, test e prove sul comfort della lente; valutano statisticamente quella che ritengono aver dato i migliori risultati e la mettono in commercio.

É a questo punto che si generano quelle differenze tra una lente e l'altra: a paritá di lente, in funzione del risultato statistico, diverse ditte possono seguire strade o strategie differenti.

L'intuizione di Seiko

Cerco di essere il piú possibile obiettivo, ma devo ammettere che quella di Seiko é una ottima intuizione: sulle sue lenti top di gamma incrocia questi dati statistici con le esigenze e abitudini del portatore.

Vengono dunque considerati:

  • i dati minimi (centrature orizzontali e verticali)
  • i dati personali di calzata dell'occhiale (angolo pantoscopico, panoramico, distanza cornea-lente)
  • i dati diottrici (eventuali differenze tra occhio destro e sinistro)
  • esigenze del portatore (lavoro, hobbies, tempi di utilizzo ecc)
  • eventuali abitudini (primo portatore o giá abituato ad altre lenti?)

La "genialitá" di questa lente sta proprio in questi ultimi due punti: Seiko vuole considerare tutte le abitudini visive, anche quelle generate dall'utilizzo di un determinato tipo di lente progressiva.

Se sono abituato alle aberrazioni prodotte da una lente di una determinata marca e modello, Seiko lo terrá in considerazione, lo confronterá con i suoi dati e cercherá di dare una lente che sia da subito confortevole e funzionale.

Non si puó garantire al 100% l'adattamento immediato ma é certo che le ditte come Seiko si stanno impegnando per offrire prodotti di livello sempre superiore e che richiedano meno sforzo da parte dell'utente finale.

Era davvero necessaria?

Si e no. Di necessario c'é tutto e nulla. Si tratta comunque di uno strumento in piú che possiamo considerare per gestire con successo l'uso di lenti multifocali.

Sono tecnologie che funzionano se anche l'ottico fa la sua parte, offrendo un servizio di valutazione attento e selezionando la lente giusta per la persona giusta (premesso che l'oculista o l'optometrista abbiano fornito i poteri delle lenti corretti).

Come consiglio finale, nonostante abbia una forte ammirazione per Seiko, vi invito a non scegliere una marca di lenti ma l'ottico che ve le vende.

Commenti

  1. Immagino tu ti riferisca alle progressive Brilliance...in quanto tuo collega ottico optometrista, ne ho ad oggi consegnate due coppie (il prezzo da prodotto "top di gamma" ovviamente ne limita l'accessibilità) a clienti precedenti portatori di progressive di marche differenti, ed in entrambi i casi con risultati eccellenti (l'agognato effetto "WOW"...).
    Condivido perciò le tue considerazioni ed allo stesso tempo sottoscrivo al 100% il consiglio finale.
    Un caro saluto,
    Carlo

    RispondiElimina
  2. Esattamente quelle! A volte peró mi trovo in difficoltá nel sceglire la lente da mettere quando il software chiede che tipo di progressiva usava l'utente (le peggiori sono quelle di occhiali 24 che non hanno nemmeno le microincisioni)

    RispondiElimina

Posta un commento