Lenti progressive a canale largo; lenti progressive a canale stretto.

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Le progressive sono un gran casino.
Anzi, mi correggo.
Le progressive, rapportate alle persone, sono un gran casino.

Le lenti in se hanno una struttura che potremmo semplificare (al solo scopo di spiegarle) in zona da lontano, da lettura, e canale di progressione in mezzo tra le due. Se sono tanto semplici cosa le rende complesse e difficili da gestire? Potremmo affermare che il maggiore responsabile sia ció che sta al di fuori del canale di progressione!

Cos'é il canale di progressione?

In una lente monofocale (non progressiva) nel centro ottico non siano presenti aberrazioni o effetti prismatici (deviazioni); man mano che ci si allontana dal centro ottico questi effetti si fanno sempre piú presenti ma rimangono distribuiti uniformemente. In questo caso il campo visivo periferico subisce una alterazione semplice e viene considerato ampio.

Il canale di progressione congiunge la zona ottica da lontano, di solito piuttosto ampia, con la zona ottica da vicino, meno ampia di quella da lontano. Il nome stesso "canale" lo definisce come una strettoia. Quanto stretta? Secondo il teorema di Minkwitz (pag. 20 della tesi linkata, afferma che il potere dell’astigmatismo nelle zone laterali di questo tipo di superficie progressiva aumenta del doppio rispetto all’addizione presente lungo il canale di progressione). Non a caso tutti gli studi sulle progressive sono incentrati nel cercare di ridurre tali astigmatismi.

Riassumendo in parole semplici: maggiore é l'addizione (differenza tra i valori lontano-vicino) e piú stretto sará il canale.

Comprendere "lungo" e "corto".

Un canale lungo ha una distanza tra il centro ottico da lontano e quello da vicino di 18mm
Un canale che possiamo considerare corto ha una escursione di 14mm. Ne esistono anche da 12 ma li sconsiglio. Piú é corto il canale a maggiormente accentuati saranno gli astigmatismi nelle zone laterali.
Le lenti progressive sono nate con il canale lungo; lo troviamo infatti in tutte le lenti "base".
Essendo lungo richiede ai nostri occhi di scorrere nella parte piú bassa della lente per vedere da vicino. Questa operazione puó risultare scomoda.
La lente a canale corto é nata per poter inserire lenti progressive anche nelle montature verticalmente strette, quelle che andavano di moda tra il 2000 e il 2010. Il canale corto sacrifica la zona intermedia ma puó rendere piú agevole la lettura in quanto non richiede di abbassare eccessivamente gli occhi.

Scegliere lungo o corto?

Dipende. Escludendo eventuali limiti della montatura, come punto di partenza terrei in considerazione un valore intermedio da 16mm: piú coerente con la postura di un 18mm e piú confortevole di un 14mm.
Se una persona porta giá lenti progressive il punto di partenza da considerare dovrebbe essere la lente che usa abitualmente.

Dal nostro punto di partenza andrebbe valutato l'angolo pantoscopico: se maggiore dell'abituale dovremmo, ad esempio, prendere una lente piú corta. 
Poi dovremmo considerare la distanza della lente dagli occhi: con una distanza maggiore dovró scegliere una lente piú lunga.

Grazie alle tecnologie "freeform" si dovrebbe riuscire a costruire qualunque lunghezza del canale di progressione e a personalizzare i poteri della lente.

Nota: non sempre il freeform é la strada corretta da seguire: Vi sono persone abituate alle aberrazioni delle lenti; ridurre tali aberrazioni, in alcuni casi, puó essere controproducente.

A tal proposito invito a "sposare" un ottico; l'ottico, imparando a conoscervi, saprá quali sono le situazioni che mettono in maggiore difficoltá il vostro sistema visivo e quali soluzioni adottare.

Commenti

  1. Buongiorno, finora ho lenti monofocali ma me li devo togliere continuamente per leggere o x guardare il cellulare. Tuttavia da vicino ci vedo bene e anzi mi darebbe fastidio leggere con gli occhiali. In questo caso ha senso o no fare le progressive? Ho 49 anni. Mi mancano 2 diottrie e 1,75, in casa sto per lo più senza occhiali. Grazie

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    1. Potrebbe avere senso. Dipende dall'uso che fa degli occhi.
      Le porteró un esempio piú pratico: mia madre.
      Ha diottrie simili e usa il progressivo con notevole soddisfazione. Guida e legge con gli stessi occhiali.

      I primi tempi (circa 25 anni fa) ha impiegato qualche mese ad abituarsi alle aberrazioni laterali... ma si é abituata perché ha continuato a portarli.

      Per una lettura prolungata trovo piú idoneo un monofocale (o nel suo caso l'assenza delle lenti). Il progressivo va bene per la vita di tutti i giorni, puó esser impegnativo per letture prolungate (ma non é detto) e non é il piú adatto di fronte ad un monitor.

      Va bene, risolve molte situazioni (e talvolta richiede un po'di impegno all'inizio) ma non é obbligatorio (a parte in certi casi che puó essere prescritto per la gestione di situazioni particolari, ad esempio per gestire una marcata esoforia)

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  2. Buonasera, volevo riportare la mia esperienza con le lenti progressive.
    Ho 47 anni e circa 3 anni ho iniziato la mia avventura con le progressive, abbandonata dopo circa 1 mese causa mancanza di adattamento, specialmente nel lontano ed errori dell'ottico.
    Ora a causa di un peggioramento della miopia e ormai stanco di dover continuamente cambiare occhiali ho deciso di ritentare.
    Ho cambiato ottico, scegliendone uno con esperienza (oltre 30 anni) e che avesse le migliori marche di lenti.
    La mia prescrizione è la seguente:
    OD: Sph. -8,25 Cyl. -0,50 Ax 40 Add 2.00
    OS: Sph. -7,50 Cyl. -0,50 Ax 150 Add 2.00

    Ho scelto il top di gamma Hoya, le ID MyStyle V+ per cercare di avere la lente migliore possibile.
    I miei utilizzi principali sono alla guida (nei vecchi occhiali progressivi avevo fortissime distorsioni laterali e non riuscivo a mettere a fuoco gli specchietti) e al pc, dato che lavoro 8 ore al giorno davanti a un monitor.
    L'ottico mi ha preso le misure con il VisiOffice di Essilor (e già qua la cosa mi suona strana, non so se i parametri presi in questo modo siano completamente trasportabili sul sistema Hoya) e poi ha deciso per un canale da 13mm.
    Ritirati gli occhiali ho avuto le seguenti impressioni:
    - il lontano lo vedo abbastanza bene, senza praticamente distorsioni laterali.
    - l'intermedio è quasi inutilizzabile, dato che per mettere a fuoco il monitor alla distanza di circa 65 cm devo piegare la testa all'indietro di almeno 10° e comunque vedo a fuoco una piccola area.
    - il vicino lo devo andare a cercare in fondo alla lente, riesco a leggere per qualche minuto, dopo mi viene il mal di testa.

    La cosa strana è che tutte le zone mi sembrano spostate in basso, nel senso che nel lontano per vedere perfettamente a fuoco devo alzare leggermente la testa, stessa cosa per vedere a fuoco il cruscotto dell'auto.
    Guardando perfettamente davanti a me vedo leggermente sfuocato, e di sera vedo le luci sdoppiate, una reale bianca e una leggermente sotto in blu.
    La distanza tra queste immagini sdoppiate si riduce fino ad annullarsi e quindi vedere perfettamente inclinando leggermente la testa all'indietro.

    Ho fatto presente questi problemi all'ottico, il quale sostiene che ha già alzato al massimo l'inizio del canale e non può alzarlo di più (la montatura è alta circa 40mm) o allungarlo, altrimenti il vicino si sposterebbe ancora più in basso, e il fenomeno delle immagini sdoppiate è dovuto ad un effetto prismatico delle lenti, che ha cercato di correggere, senza successo, aumentando l'angolo pantoscopico della montatura.

    Io sono comunque convinto che l'errore sia nella centratura verticale e che il canale da 13mm sia troppo corto.

    Sono circa 10 giorni che porto questi lenti, forse devo solo abituarmi...

    Le lenti Varilux Serie X o le Zeiss Individual sono migliori in quanto a larghezza della zona intermedia rispetto alle mie Hoya?

    I parametri di personalizzazione presi con lo strumento Essilor possono essere utilizzati per lenti Hoya?

    Grazie per il supporto.

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    1. Cominciando rispondendo alle domande:
      Sono meglio le varilux o le hoya? Le Zeiss o le Seiko? ecc.
      Le lenti sono tutte uguali e tutte diverse. Devono seguire le leggi della fisica ottica e li non si scappa. Il teorema di minkwitz descrive bene il fenomeno degli astigmatismi laterali in funzione dell'addizione, poi diverse ditte fanno diverse scelte su come gestire queste aberrazioni..... ma piú o meno arrivano tutte alle stesse conclusioni. Ci sono, ad esempio, grosse differenze tra le scelte che vengono fatte su una progressiva Office e rispetto ad una progressiva Tradizionale: in una abbiamo il campo visivo piú stretto da distante, nell'altra da vicino. Un altro esempio sono le drive della Zeiss che, se non ricordo male, stringono il campo visivo da vicino, lasciando l'intermedi piú largo. La Seiko ha delle lenti per cui richiede la compilazione di un questionario per valutare come distribuire queste zone in funzione delle abitudini.
      Per rispondere nel dettaglio alla tua domanda le specifiche lenti che nomini sono, a mio parere, molto simili.

      Gli strimenti per le misurazioni come quello della Essilor forniscono dati di centratura (x e y), distanza apice corneale (asse z) e angoli di curvatura della montatura (pantoscopico, panoramico, ecc). Sono dati uguali per tutti. Con questi alcuni possono poi valutare anche il centro di rotazione degli occhi e cose di questo tipo.

      Il dover ruotare la testa indietro é normale sulle lenti progressive. Fisicamente c'é una progressione. Serve quindi uno spazio fisico in cui metterla. Alla fine della progressione si raggiunge la diottria da vicino. Le lenti occupazionali/office/job le hanno inventate perché con l'uso dei pc il progressivo é scomodo.

      Se si compattasse la zona di progressione aumenterebbero le aberrazioni laterali, il vicino si alzerebbe ma diventerebbe piú difficile la gestione sulla distanza intermedia. Ammesso che non sia giá la lente piú "corta" a disposizione (non ho le hoya e non so a cosa si riferisca quel 13mm, se si considera alche la zona neutra di 4mm, la progressione effettiva risulterebbe essere di appena 9mm!)

      Si puó fare tutto con un occhiale? Si. Ma ci sono dei limiti.
      Io affiancherei un occhiale office/job/occupazionale/degressivo per il lavoro al PC; soprattutto se al PC ci passiamo parecchio tempo. avevo scritto questo http://www.ilmioamicoottico.it/2018/09/quanti-occhiali-servono-scopriamolo-con.html

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    2. Grazie per la completa risposta. Un paio di settimane fa sono tornato dall'ottico per esporgli i problemi e alla fine abbiamo riscontrato un problema nell'altezza di montaggio, dovuto a 2 errori:
      1) la prima volta l'ottico aveva misurato un'altezza di montaggio di 26 mm, quindi ha ordinato le lenti con tale altezza, ma misurandola poi sulle lenti è risultata di circa 24 mm, probabilmente dovuto ad un differente metodo di misurazione tra ottico e produttore.
      2) la misurazione iniziale dell'altezza di montaggio è stata probabilmente eseguita tenendo la testa in una posizione un po' troppo verticale, sull'attenti, diversa da quella abituale.
      Questi 2 errori hanno portato a una differenza di circa 4 mm sull'altezza di montaggio, pertanto l'ottico ha ordinato le nuove lenti con altezza pari a 30 mm.
      E' da un paio di giorni che porto le nuove lenti e la situazione è migliorata notevolmente, soprattutto nell'intermedio e nel vicino, ora posti in zone molto più confortevoli e naturali, forse si è ristretto un po' il campo di visione laterale nel lontano, ma mi abituerò.

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    3. Avendo alzato tutta la struttura potrebbe effettivamente far percepire un campo visivo piú stretto (ma non di molto) da lontano.

      Non che sia effettivamente piú stretto. Ma spostando piú in alto anche le aberrazioni laterali queste possono essere percepite maggiormente anche in direzione di sguardo primaria.
      Insomma tutto normale.

      Lieto che sia stata trovata la soluzione.

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  3. Buongiorno, le tue spiegazioni sono sempre precisissime.
    Io sono passata da lenti progressive +1 a progressive +1,50 senza nessun problema. Ora l'oculista (senza nemmeno farmi leggere, ma basandosi solo sulla mia età, cioè 52 anni) mi ha prescritto un'addizione di +2,25.
    Io sono ipermetrope, perciò da lontano ho +4,75.
    Con le nuove lenti vedo moltissime aberrazioni, tant'è che in pratica continuo a tenere i vecchi occhiali. Ho sempre lo stesso tipo di lenti, ovvero x series di essilor, e ho usato una montatura che avevo già, quindi non è un problema legato al cambio di montatura.
    Leggo qui sopra che maggiore è l'addizione e maggiori sono le aberrazioni, quindi mi chiedo: avendo io un canale corto (14 mm) non sarebbe magari meglio allungarlo un po', visto che ho aumentato di molto l'addizione? Sarei curiosa di provare un canale 16 mm.

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    1. Allungare la progressione potrebbe aiutare.
      Il canale corto é comodo ma genera piú aberrazioni dei canali lunghi (affermazione forse un po'troppo semplicistica, ma non siamo a un corso di laurea)

      Non escluderei il fatto di rivedere il valore di addizione: personalmente opterei per una retinoscopia dinamica a 40 cm e bilanciamento tra Accomodazione relativa positiva e negativa (ARP - ARN) ma ci sono molti altri test che possono essere fatti, ad esempio con i cilindri crociati.

      i test vengono fatti a 40 cm. ma non tutti leggono alla stessa distanza, quindi il valore va poi messo in rapporto con l'effettiva distanza di lettura.

      Una volta stabilito il valore minimo di addizione per una funzionalitá confortevole bisogna domandarsi "come uso gli occhiali?". Alla guida? Passo 8 ore al pc?
      A seconda delle situazioni potrebbe essere piú efficiente un occhiale dedicato: lenti occupazionali per il lavoro d'ufficio, progressive lunghe per la guida, monofocali per passeggiate in montagna ecc.

      Nota finale: ipotizzando che addizione, canale e tutto quanto sia corretto, per abituarsi alle aberrazioni (e con l'impegno ci si abitua a tutto) bisogna portare gli occhiali il piú possibile. Ci sono situazioni in cui ho dovuto insistere con alcuni clienti anche per un mese: le tempistiche possono essere molto soggettive, ma piú invecchiamo e meno siamo elastici e radicati nelle nostre abitudini e tali tempistiche si allungano.

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