Il metodo Bates funziona?

La risposta breve sarebbe "NO".
Ma potrei essere accusato di essere di parte: io vendo occhiali, Bates promette di eliminarli.

Quindi per molte persone tale risposta non é accettabile.

Non faró discorsi sul perché non puó funzionare ma eseguiró un approccio diverso ponendovi una domanda:

Come faccio a capire se il metodo Bates sta oggettivamente funzionando?
Si possono misurare i risultati? La risposta é "SI"

Il metodo Bates sta funzionando?

Scoprirlo sará semplice: dobbiamo eseguire un test di acuitá visiva prima di approcciare il metodo e ripeterlo dopo.

Per rendere sicuro questo test sará necessario seguire alcune regole

  • evitare il fai da te: andate da un ottico, optometrista o oculista (serve ad evitare il bias cognitivo)
  • il test deve essere fatto sempre con la stessa tabella (si chiama ottotipo)
  • le condizioni di esame devono essere sempre le stesse (luce, distanza, ecc)
  • meglio se l'ottotipo é in scala logaritmica (ogni riga é una variazione di 0,25)
  • meglio se l'ottotipo é elettronico a lettere randomizzate (per evitare di usare la memoria)

Il primo test serve a valutare lo stato di partenza.
Il secondo se ci sono effettivamente miglioramenti.
Se i test mantengono le stesse condizioni (distanza, illuminazione, ecc.) l'unica cosa a variare dovrebbe essere l'acuitá visiva (ovvero la nitidezza delle immagini).

Perché usare un test?

Dopo un periodo di training con il metodo Bates, si potrebbe effettivamente avere l'impressione di vederci meglio; questo a causa del bias cognitivo, sia perché addestriamo il cervello a gestire le immagini in modo diverso.

Un test sull'acuitá visiva permette di valutare se l'immagine é diventata piú nitida o se sia solo una impressione soggettiva.

Il test in scala logaritmica permette anche di quantificare l'eventuale miglioramento.

Il metodo Bates promette di vederci bene senza gli occhiali qualunque sia la condizione visiva; io mi aspetto un lieve miglioramento, ma solo in presenza di pseudomiopie (false miopie di lieve entitá indotte da una contrazione del muscolo ciliare).

Sottoponendovi a tale verifica potrete "fare come San Tommaso" (che non ci crede se non ci mette il naso) e scoprire se il miglioramento c'é stato realmente o se é solo autoconvincimento.

Commenti

  1. Ciao Alberto, verrei volentieri all'Ottica Fin ma Vicenza è un po' lontana.
    Ho visto però che hai studiato nella mia città, Bologna, magari sai consigliarmi un ottico/optometrista competente e tecnico che stimi?
    Sono un po' stanco di ottici che non sanno neanche dirti l'abbe delle lenti che ti propongono.
    Complimenti per il blog!

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    1. Grazie per i complimenti.
      Non credo che conoscere tutti i numeri di Abbe sia fondamentale (ci sono cose piú importanti e impattanti a mio avviso)...

      Ho la fortuna di avere a disposizione un listino in cui sono scritti (non mi pare che listini come Essilor o Zeiss riportino tali dati); é utile sapere di cosa si tratti giusto per identificare una delle caratteristiche di un dato materiale. Poi i materiali son sempre quelli.
      Non giudicherei un ottico dal numero di abbe insomma.

      Non conosco ottici a Bologna ma suppongo che escano tutti dallo Zaccagnini (scuola di ottica e optometria); al di la della preparazione, che dovrebbe essere uguale per tutti, c'é la passione e la voglia di applicare le conoscenze alla vita pratica.

      Mi addolora sempre sentire di persone che non trovano un ottico di cui fidarsi... So che uno degli insegnanti di optometria dello Zaccagnini ha lo studio a Imola: http://www.opticagheller.it/ é specializzato in contattologia ma do per scontato lo sia anche in optometria.

      Qua trovi l'elenco dei docenti dello Zaccagnini https://www.istitutozaccagnini.it/istituto/docenti?Tipologia=ottica-e-optometria#results
      Nel caso volessi contattarli per un suggerimento riguardo i loro studenti o vedere se uno di essi ha lo studio piú vicino a casa tua

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