Gli occhiali non funzionano?

Gli occhiali non funzionano?

Cosa fare quando gli occhiali "non funzionano"?

"Non funzionano" scritto tra virgolette perché se qualcuno entrasse in negozio dicendomi che gli occhiali non funzionano a me verrebbe da chiedere:

-scusi, in che senso?

Per molteplici motivi l'utente con i nuovi occhiali potrebbe riferire di non vederci bene, di avere mal di testa, nausea o disturbi di varia natura quando li indossa.

Spesso sono di lieve entitá e necessitano di un po' di adattamento da parte del sistema visivo.

Qualche volta no e dobbiamo chiederci quali sono le cause di questo disagio.

Le domande da porsi.

Non esiste un vero e proprio protocollo da seguire. In assenza di procedure prestabilite e cercando di risolvere problemi che mi si ponevano, ho dovuto cercare una di ricreare una strategia il piú semplice e pratica possibile.

Capisco che possano essere difficili da valutare per l'utente ma possono aiutare qualche collega a fare ordine nel caso ci si arrovellasse troppo.


Si tratta di 3 domande:

  • cosa é cambiato?
  • quanto é cambiato?
  • cosa comporta questo cambiamento?

Le cose su cui porre queste domande sono tante... troppe e andrebbero ridotte.
Riporto dunque le piú frequenti, presentate in ordine di importanza:

  • Diottrie
  • Centrature
  • Il tipo di lente

Rragionaimoci!

Come detto in precedenza sono domande che rischiano di confondere l'utente e servono piú a dare una direzione di pensiero all'ottico che a preparato gli occhiali. Analizziamole uno alla volta ponendoci le 3 domande.

Diottrie

  • Cosa é cambiato?
Se le diottrie sono cambiate andrebbero verificate.
In caso contrario, probabilmente, il problema non é li.
  • Quanto é cambiato?
Nel caso fossero cambiate le diottrie bisogna chiedersi se questo cambiamento é significativo o meno?
Variazioni di 0,25 difficilmente influiscono ma vanno tenute in considerazione.
  • Cosa comporta questo cambiamento?
Bisognerebbe valutare non solo l'acuitá visiva, ma anche le forie, stereopsi, bilanciamento e abitudini.
Variazioni di 0,25 influiscono relativamente poco sulla focalizzazione ma possono (considerando un raporto AC/A di 1 a 4) modificare le forie di una diottria prismatica. Se non ci sono le riserve fusionali sufficienti a compensare il nuovo valore probabilmente l'utente soffrirá di mal di testa, affaticamento visivo e potrebbe riportare visione doppia!

Centrature

  • Cosa é cambiato? 
Posso rilevare le centrature nel modo piú preciso possibile interpolando i dati forniti da 10 diversi sistemi di misurazione... ma se la centratura abituale é differente o non sono stato attento a valutarla o durante il montaggio qualcosa é andato storto, potrebbero esserci dei disturbi.
Da valutare anche come sia cambiata la montatura: se é piú grande la lente influirá su una porzione maggiore della retina periferica. Se é piú inclinata o avvolgente i poteri delle lenti potrebbero essere alterati; idem se le lenti sono piú lontane o vicine.
  • Quanto é cambiato? 
Ci sono dei valori di tolleranza di legge, espressi in diottrie prismatiche: 0,50 in orizzontale e 0,25 in verticale. Rimanere dentro questi valori conferisce un buon margine di sicurezza. Andrebbe peró considerata quale sia l'abitudine e se un cambiamento di questa possa portare o meno dei problemi.
In presenza di una abitudine ben radicata (es: persona anziana che porta gli stessi occhiali da 10 anni) potrebbe essere meglio allinearsi ai valori degli occhiali precedenti.
  • Cosa comporta questo cambiamento?
Oltre ai classici sintomi di visione affaticata o doppia e mal di testa le centrature possono introdurre dei sintomi posturali a lungo termine.
Vi porto un esempio: un osteopata mi mandó una persona per verificare le centrature degli occhiali. In effetti erano troppo basse e la differenza di potere tra le due lenti, seppur leggera, generava un lieve effetto prismatico verticale che ne alterava la postura; dopo aver verificato le diottrie e allineata la centratura consegnai l'occhiale: la persona riferiva di vedere l'immagine pendere da un lato... come mai? Il sistema visivo era tanto abituato alle centrature disallineate che applicava i meccanismi di compensazione di queste anche quando non ve ne era il bisogno; le immagini parzialmente allineate venivano interpretate dal cervello con una pendenza! In questo caso si é optato per una centratura parziale a metá strada tra quella giusta e quella confortevole. 
 

Il tipo di lente

  • Cosa é cambiato?
Se si é abituati ad una lente sferica e si passa ad una asferica (o viceversa) é probabile che sia necessario un po' di adattamento: al cervello arriveranno immagini con proporzioni leggermente differenti e dovrá rimappare i ció che usava come riferimento spaziale. Stessa cosa avviene passando a lenti multifocali, da lontano o da vicino, dal non usare nulla a indossare occhiali. Ogni variazione richiede una rielaborazione.
  • Quanto é cambiato?
Dobbiamo considerare l'entitá del cambiamento: passare da una lente sferica ad una asferica non comporta grosse difficoltá. Diventa piú complesso l'approccio ad una lente multifocale (progressive o office).
  • Cosa comporta questo cambiamento? 
Va analizzato caso per caso e nonostante sia la cosa piú difficile da prevedere, é anche vero che é quella che puó influire meno. Non a caso si trova alla fine della lista. Il fatto che sia quella con meno influenza non la rende comunque da escludere: persone particolarmente sensibili ai cambiamenti o con abitudini fortemente radicate potrebbero essere disturbate anche da questo tipo di cambiamento.

Conclusioni

I piú attenti avranno notato che la parola "abitudine" é stata usata ripetutamente.
Il nostro corpo impara a comportarsi in base agli stimoli che riceve dall'esterno e buona parte delle informazioni arriva proprio dagli occhi. É quindi naturale riscontrare reazioni piú o meno avverse quando andiamo a modificare questi stimoli.

Come ottici e optometristi siamo tenuti a tenerne conto per cercare di proporre la soluzione che riduca il piú possibile questi effetti.
Se qualcosa va storto é comunque nostro compito ragionare e capire cosa non abbia funzionato a dovere.
 
Questa non vuol essere una guida, ne' per l'utente finale ne' per l'ottico.
Si tratta di un insieme di pensieri che potete considerare con il vostro ottico nel caso non riusciste ad adattarvi alle nuove lenti (é probabile che se gli ponete il problema il vostro ottico faccia giá queste considerazioni).





Commenti

  1. Buongiorno Alberto e grazie per le varie nozioni apprese sul sito...provando an che a leggere i vari commenti di altri utenti per capire se sono "gli occhiali a non funzionare" o il mio cervello a non fare completamente il suo!
    Ho avuto prima visita oculistica con prescrizione di occhiali permanenti con i seguenti valori:

    Dx : cilindro -0.75 Asse 145
    Sx : cilindro -1,75 Asse-tabo 15
    Distanza itrapupillare Centrate

    Le lenti sono così fatte :
    Dx: sfero -0.75 / cilindro 0.75 / asse 55 / altezza 24
    Sx: sfero -1 75 / cilindro 1.75 / asse 105 / altezza 24
    Lenti essilor 1.5 con protezione uv e luce blu

    Da quanto letto sembrerebbero correttamente eseguite (sfero a parte che però mi è parso di capire essere corretto perché compensa il valore del cilindro,corretto?).
    Le ho portate come consigliato il più possibile sperando in un adattamento, ma nonostante debba confermare un netto miglioramento per quanto riguarda la nitidezza di lettere e immagini, purtroppo non sembra riuscire ad abituarsi alla distorsione delle immagini in quanto i piani appaiono completamente inclinati in discesa con la punta più vicina a me a destra più alta e la punta più lontana a sinistra più bassa...Così come schermi/monitor hanno una forma molto trapezoidale ( base inferiore più piccola rispetto la base superiore e leggermente tendente verso l'angolo alto dx).
    Il problema si accentua guardando verso il basso con la testa.
    Potrebbe essere la lente da rivedere o devo continuare a portare le lenti il più possibile per cercare di abituarmi alle immagini? Anche perché la vista non 4insulta "rilassante" ma invece leggermente "pesante" sia con indosso gli occhiali, che appena li tolgo, specialmente sul sinistro.
    Grazie mille per eventuali dritte prima di andare a fare ricontrollare dall ottico.

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  2. Buongiorno.
    Ho delle ipotesi... ma vanno prese come tali.

    Suppongo che sia il primo paio di occhiali che porta... in tal caso il sistema visivo é abituato a non avere alcuna correzione e a gestire immagini imperette ma prive di deformazioni.

    Inserire una correzione porta delle alterazioni sulla forma delle immagini. In questo caso specifico l'occhio destro ha l'immagine schiacciata in diagonale e il sinistro schiacciata quasi del doppio rispetto al destro e verticalmente. Il cervello si trova a dover rimappare tutti i punti retinici corrispondenti alterando la stereopsi e dando quella sensazione di immagine distorta a trapezio. Tutto questo supponendo che le centrature siano corrette e angoli pantoscopico e di avvolgimento siano nella norma.

    É quindi comprensibile che non sia rilassante.
    Una opzione potrebbe essere rivalutare i dati:
    -il valore -0,75 x145 puó essere messo a 180?
    -il valore -1,75 x15 puó essere ridotto?
    -una volta ridotto puó essere messo a 180?

    Se avessimo ad esempio entrambi gli occhi con valore -0,75 a 180 il cervello, che deve mettere insieme le immagini, sará agevolato l'immagine sará meno nitida ma si ridurranno i disagi.

    Va per forza fatto cosí? Non é detto. Magari basta uno 0,50 in meno sull'occhio sinistro. Si puó stimare ad occhio e andare a tentativi... oppure esistono diversi test per valutare questi valori (io propendo per questa strada).

    Parlane con l'ottico... eventualmente anche con chi ha fatto la ricetta (presumo oculista)

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    Risposte
    1. Grazie mille...effettivamente è primo paio di occhiali che indosso.
      Come consigliato parlerò con l'ottico per valutazone (ma mi aveva già detto che ci saremmo sentiti dopo una 10na di giorni per capire come andava).
      Grazie davvero per i consigli che mi premurerò di riportare all'attenzione all'ottico.

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