SPF, UV400 e occhiali

Mi è stata fatta una domanda; la versione riassunta si tradurrebbe:
quanto è l'SPF degli occhiali?

Cosa è l'SPF

Si tratta di un acronimo utilizzato nelle creme solari.
    Sun
    Protection
    Factor

Se su una confezione di crema solare leggeste SPF 50, significherebbe che gli effetti dei raggi UV impiegheranno un tempo 50 volte superiore a presentarsi. Se normalmente il sole impiegasse 5 minuti a causarmi un eritema solare, con una protezione SPF 50 ne impiegherebbe 250. Per evitare l'eritema solare sarebbe quindi necessario spalmarselo almeno ogni 4 ore. (se un dermatologo sta leggendo mi corregga se scrivo cavolate)

Cosa c'entra l'SPF con gli occhi?

SPF è correlato al tempo e dovrebbe tenere conto  della stabilità nel tempo della crema che spalmiamo. Le lenti non perdono la capacità di filtrare luce nel tempo... per la precisione non la perdono in un arco di tempo tanto breve!

Per i filtri degli occhiali si parla sempre di lunghezze d'onda, escludendo il fattore tempo: si presuppone che se indossate degli occhiali da sole siate protetti per tutto il tempo in cui li avete davanti agli occhi.

Le lunghezze d'onda

Tornando alle lunghezze d'onda: ci sono quelle visibili e quelle invisibili.
Quelle visibili il nostro occhio le può tradurre come stimoli di luce e colore che, inviati al cervello, compongono ciò che vediamo. Vediamo ad esempio l'assorbimento della luce: se una lente assorbe il blu, vedremo ciò che non viene assorbito, ovvero il giallo. Se una lente riflette il blu invece vedremo ciò che viene riflesso. Ad esempio una lente marrone assorbe maggiormente le tinte fredde, lasciando passare immagini più "calde".

Le lunghezze d'onda invisibili sono infrarossi e ultravioletti (e tutto quello che va oltre); i primi sono responsabili di ciò che potremmo percepire come calore. I secondi non siamo in grado di percepirli ma sono responsabili di eritemi sulla pelle e scottature. I raggi ultravioletti concorrono anche a generare infiammazioni corneali, opacizzazioni del cristallino e, se fossimo privati dei meccanismi di difesa naturali, anche danni retinici.

Gli ultravioletti... si, ma quanti?

Non possiamo percepire queste lunghezze d'onda, dunque non ci danno nemmeno un diretto fastidio. Quello che dá fastidio é l'intensità della luce visibile! Una lente UV400, anche se a noi sembra trasparente ci protegge dai raggi UV fino alla lunghezza d'onda di 400nm. Si parla di protezione, non di comfort!

Se una lente bianca proteggesse fino a 395nm? La nostra vista sarebbe in pericolo?

Secondo me non particolarmente: una buona parte dei raggi UV sarebbe bloccata dalla lente e il fastidio dovuto all'intensità luminosa ci porterebbe a stingere le pupille, socchiudere gli occhi e distogliere lo sguardo. Sembra banale ma questi meccanismi sono protetti e limitano ulteriormente l'ingresso di luce.

Sarebbe un problema se la lente che lascia passare fino a 395nm fosse scura: non ci renderemmo conto dell'intensità luminosa a causa del comfort, esponendo i nostri occhi ad un rischio maggiore. In questo caso sarebbe fondamentale una lente con protezione UV400!

Tutti questi ragionamenti in funzione anche dell'intensitá luminosa:
    tanta luce solare = tanti UV
    poca luce solare = pochi UV

sottolineo "luce solare" in quanto le lampadine non emettono UV (a meno che non siano fatte apposta).

395nm sono comunque meno che restare a occhio nudo!
Anche 380nm, il minimo di protezione dalla più semplice delle lenti infrangibili, é meglio che starsene a occhio nudo. Attenti invece al vetro: se non appositamente trattata, la lente in vetro trasparente lascia passare tutto!

In conclusione

Non esiste una diretta correlazione tra SPF e lenti da sole, perché avrebbero un valore di protezione virtualmente illimitato nel tempo (finché li indossate e nella parte che coprono dalla luce).
Lo stesso vale per le lenti da vista "bianche", anche se con un valore più basso di UV400 ci deve far riflettere. Riflettere ma non spaventare: come già accennato, abbiamo diversi meccanismi di difesa naturali che sfruttiamo senza nemmeno accorgercene.

Consiglio di parlarne con il vostro ottico di fiducia, esponendo dubbi e perplessitá; se in presenza di patologie oculari parlatene anche con l'oculista che vi ha in cura.

Commenti

  1. Mi sono letto uno studio americano interessante.
    Le lenti chiare con semplice antiriflesso, anche interno, in realtà rifletto la luce non visibile (quella UV) più di una lente non trattata.
    Cio' significa che quando il sole o la neve o spiaggia, insomma la fonte di luce è alle spalle o di lato, con una normale lente antiriflesso ci becchiamo un sacco di raggi UV per riflessione.
    La luce UV davanti a noi, con lenti indice 1.6 in su viene assorbita, per cui si è protetti.
    E' anche per questo che preferisco una lente 1.6 ad una 1.5 anche per miopie lievi.
    Ora per bloccare gli UV riflessi, ho visto in catalogo che Essilor ha creato Crizal Sapphire360 UV, al quale assegna un fattore protettivo 35. Come scrive, non è una scala analoga alle creme, in quanto non va a durata. L'idea di Essilor è fare una scala per comparare diverse lenti, o dello stesso produttore o tra produttori.
    Mi piace come idea ma purtroppo gli altri produttori non han seguito la proposta di Essilor, quindi tale scala E-SPF vale solo per comparare lenti Essilor.
    Ora, io che devo comprare nuove lenti chiare 1.6, mi trovo in una giungla (dis)informativa. Non riesco infatti a sapere, quale marca e trattamento mi protegge di piu' o almeno a pari della Essilor Sapphire360UV.
    Ho chiesto a un ottico indipendente ma cosa ha fatto: apre (dopo insistenza) il catalogo Hoya e legge UV 100% e secondo lui mi ha risposto. Non parlo delle catene perchè pure peggio.
    E' cosi' difficile per un prodotto tecnico come una lente dare una risposta tecnica? Capisco che il consumatore medio manco si pone la domanda. Ma se uno se la pone, la lente non è un prodotto tecnico? Non penso sia moda, come chiedere se sia meglio un abito di gucci o LV, o sbaglio?
    Ora limito il campo di scelta a:
    - una Hoya sferica 1.6 monofocale con trattamento HVLongLife
    - stessa lente ma Seiko SRC
    Alberto mi saprebbe dire dal punto di vista degli UV riflessi se sono a livello di Essilor?
    Aggiungo quanto ho scoperto dai siti internet (dato che gli ottici della mia citta sembrano avere poco tempo/voglia di aprire i cataloghi):
    1) Hoya e Seiko 1.6 tagliano a 395nm, pertanto sono un po' meno protettive sulla luce davanti, ma sopra ha già spiegato di non fasciarsi la testa se non è 400.
    2) Per la luce UV riflessa interna, ho visto dal catalogo UK che Hoya ha un trattamento UV control, ma non mi risulta che lo facciano su una 1.6 base (cioe' monofocale e non colorata) con HVLonglife: me lo saprebbe confermare se è vero anche per altri mercati (non UK)?
    Per Seiko non so nulla. Il sito web non riporta informazioni tecniche.
    Grazie.

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    1. Il creare un E-SPF invece di parlare chiaro per me è marketing.
      Per parlare chiaro intendo corredare ogni lente di una scheda riportante il taglio delle lunghezze d'onda sullo spettro visibile e non visibile.

      1) Riguardo il non preoccuparsi ci sono pure delle normative a riguardo. Si suppone che tali normative siano state scritte con la consulenza di medici e tecnici competenti. tali norme sono molto piú permissive di cio che il mercato offra effettivamente.
      http://www.ilmioamicoottico.it/2019/05/tutta-la-verita-sui-filtri-solari.html

      2) Non ho il catalogo Hoya, ne ho i dati delle lenti vendute in UK. Quindi non posso risponderti.
      In generale dei trattamenti antiriflesso ne avevo giá parlato qua
      http://www.ilmioamicoottico.it/2019/05/trattamenti-sugli-occhiali-da-sole.html
      Anche in questo caso non mi ci fascerei la testa: un buon trattamento Antiriflesso dovrebbe giá lavorare su quelle lunghezze d'onda. La prima ditta in cui sentii parlare della protezione fornita dall'antiriflesso fu Opto-In. Essendo un piccolo produttore di lenti (circa 300 affiliati nel nord est) mi aspetto che sia uno standard anche per quelli piú grossi.

      Comunque considererei protezioni extra in presenza di patologia.. Se la retina è sana non ci perderei la testa.

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    2. Le normative infatti sono meno stringenti. In effetti se uno non indossa le lenti si becca tutti gli UV, per cui anche un minimo è meglio di nulla.
      Dovendo pero' indossarli e potendo scegliere, penso sia meglio scegliere chi offre piu' protezione. I dermatologi si spalmano la crema solare pure in inverno, per cui se ci schermiamo il contorno occhi per quanto possibile, male non fa, credo.

      Sono scettico che un qualsiasi buon antiriflesso di un grande produttore protegga dalla luce UV riflessa. A leggere questa pubblicazione scientifica americana (se non è una bufala) mi pare anzi il contrario:

      https://www.researchgate.net/publication/5549413_Anti-reflective_coatings_reflect_ultraviolet_radiation

      Studiando i cataloghi online, mi sono fatto l'idea che l'antiriflesso da chiedere all'ottico è quello UV, non l'antiriflesso "normale". Quello normale non riflette la luce visibile, ma riflette gli UV. Per cui indossandolo col sole alle spalle, ci sentiamo comfort perchè la visibile non ci arriva negli occhi, ma rischiamo grosso perchè gli UV dannosi ci arrivano e non ce ne accorgiamo. Concorda, Alberto?

      Ho parlato di catalogo UK perchè è l'unico disponibile online. A me interessa quello italiano. Lei non tratta Hoya per cui non ce l'ha?
      Se tratta Seiko, ha invece il catalogo per capire se Seiko offre un antiriflesso UV per lenti chiare associato al trattamento indurente SRC su lenti 1.6 monofocali?

      Ripeto per chiarezza: Hoya (catalogo che ho trovato online) sembra offrire UV control (=antiriflesso dei raggi UV) in aggiunta al trattamento premium HVLongLife (=antiriflesso della luce visibile) ma non su lenti Hilux monofocali 1.6. Purtroppo.

      Se neanche Seiko lo offre, allora concluderei che tra i 3 produttori solo Essilor Crizal protegge effettivamente dai raggi UV riflessi.

      I raggi UV riflessi sono trascurabili? A buon senso mi pare di no. All'aperto il sole con uguale probabilità sta davanti a noi o di lato o alle spalle.

      Dunque se proteggersi dagli UV è buona cosa, non mi sembra si possa scegliere un qualunque antiriflesso, ma decisamente un antiriflesso che scherma anche gli UV oltre al visibile.



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    3. Ho letto la ricerca che citi.
      O meglio. Ho letto l'abstract, perché non c'é l'intero articolo a meno che non ci si iscriva al sito.

      Le immagini allegate sono molto interessanti.
      Considerano gli UVA, UVB e UVC.
      Dei raggi UVC ci interessa ben poco in quanto sono filtrati dall'atmosfera. Gli UVB arrivano comunque filtrati e in bassa quantitá. Gli UVC sono quelli che ci interessano maggiormente.
      La fascia degli UVC viene riflessa mediamente al 10%.
      Se non ci fosse protezione UV sarebbe riflessa in una porzione maggiore.

      Prendiamo la hoya in CR39: gli UVB vengono riflessi al 3%, Gli UVC toccano il 10% e si abbassano sulle lunghezze d'onda visibili.
      Senza sarebbero maggiori (almeno il 50%)
      In questo caso le performance peggiori le ha l'antiriflesso Zeiss Gold ET... che comunque stronca gli UVB attorno al 30% e gli UVA circa del 25%

      Se andiamo a vedere i grafici con indici refrattivi maggiori abbiamo dei picchi piú elevati: le "hoya plastic1.7 super Hi-Vision" sono quelle che hanno le peggiori performance.... ma in italia non ho mai sentito parlare di queste lenti con questo indice refrattivo. Abbiamo Le Essilor 1,67 con il crizal Alizé (seconda nella classifica delle peggiori). Gli indici refrattivi elevati hanno un angolo di riflessione totale molto piú accentuato: non escludo che sia quindi questo fenomeno a generare i picchi nelle misurazioni.

      Da notare inoltre come rimanga un riflesso residuo e come questo sia maggiore nelle lenti che assorbono piú UV.

      Anche a mio parere la riflessione dei raggi UV non é da trascurare. Ma tra avere una riflessione del 10% ed una del 50%... preferisco quella del 10% (la peggiore performance registrata sul cr39).

      Infine vi é un grafico sulle lenti scure, le quali oltre a riflettere assorbono. In questo ultimo caso abbiamo una riflessione di UVB e UVC (presumo con antiriflesso) inferiore al 5%

      L'autore stesso afferma:
      "The findings strongly suggest that clear, flat lenses should not be dispensed for long-term use in sunny environments, even if clip-on tints are provided"

      Tradotto:
      I risultati suggeriscono che lenti trasparenti (senza colorazione) e piatte (presumo si intenda materiali sottili) non dovrebbero essere usate in ambienti soleggiati per lunghi periodi.

      In questa affermazione si valutano misurazioni in laboratorio, con luce diretta e non considera i meccanismi di protezione naturale (distogliere lo sguardo in presenza di fastidio) e il fatto che molti uv arrivano per luce riflessa e attenuati.

      Per concludere non possiedo il catalogo hoya, non sono concessionario. Nel catalogo Seiko non mi pare vengano citati i raggi UV.

      Concludendo:
      Proteggersi va bene.
      Gli strumenti che abbiamo, in funzione dell'ambiente che dobbiamo affrontare sono piú che sufficienti.

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  2. Non posso allegare il PDF, io l'ho scaricato senza registrarmi.
    L'importante comunque sono le tabelle grafiche.
    Le peggiori della prima tabella per la luce riflessa sono le Zeiss con AR in teflon. Esse riflettono il 21.76% delle UVA, 29.68% delle UVB e 16.29% delle UVC (ultima riga).
    La lente senza AR è quella Hoya in seconda e terza colonna. Riflette mediamente 5% di UVA, UVB e UVC.
    Le lenti colorate della Nike non hanno AR ed infatti riflettono solo 5% degli UV.
    Pertanto la conclusione è opposta: non avere antiriflesso standard è meglio per schermare gli UV riflessi.
    O in altri termini: va bene una lente con filtro UV nel materiale per proteggersi dalla luce davanti, ma è meglio non avere AR standard per proteggersi da UV da dietro.

    Quello studio comunque è stato scritto da un ex consulente Essilor.
    Anni dopo è uscito un altro studio da dipendenti Zeiss.
    Qui il link:
    https://www.osapublishing.org/DirectPDFAccess/90D7731B-6F11-4D6F-8E920AAE30E6EB8B_385006/boe-9-4-1948.pdf?da=1&id=385006&seq=0&mobile=no

    Essi danno ragione allo studio citato, ma sostengono che la radiazione UV riflessa sia poca cosa, 20 volte minore di quella che arriva davanti.
    Dunque il fatto che un AR aumenti il problema degli UV riflessi rispetto ad una lente senza, sarebbe trascurabile.

    E' difficile capire dove prevalga l'interesse commerciale nell'interpretare dei dati sperimentali.
    Anche tu affermi che la luce da dietro non sia trascurabile, mentre i tecnici della Zeiss scrivono il contrario, magari per un interesse commerciale contro la tecnologia Essilor? Se invece avessero ragione, allora andrei tranquillo con un AR standard ed eviterei Essilor.

    Mentre il primo studio analizza le % riflesse di tutto lo spettro UV, che aumentano al diminuire delle lunghezze d'onda (massima riflessione nella fascia 200-290nm), il secondo si limita ai 350-400nm.

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    1. In genere se uno studio é presentato da una ditta a me vengono dei dubbi.
      Il primo citato confrontava varie tipologie.e le conclusioni erano: se stai tanto al sole metti gli occhiali da sole.

      Degli UVA e UVB ci interessa poco. I primi non toccano terra. I secondi sono notevolmente attenuati (dando ragione al secondo studio).

      Se delle lenti non hanno alcun trattamento AR come fanno a riflettere solo il 5% di UV? Per assorbimento? Cosa hanno di diverso visto che i materiali per gli occhiali sono sempre gli stessi (policarbonato o cr39)? Sta solo nella colorazione o c'è qualcos'altro?

      Ad ogni modo: non ritengo che la luce diretta riflessa sulla lente sia trascurabile. Tuttavia lo diventa se é indiretta (es: il sole colpisce l'asfalto e l'asfalto un po' assorbe e un po' riflette questa luce riflessa é giá attenuata). Gli UVC, attenuati dall'antiriflesso su una lente bianca sono trascurabili (si parla del 10%).

      Statisticamente parlando: chi usa occhiali per proteggersi dai raggi UV incorre meno in problemi di vista (dalla cheratite fototossica alla cataratta).

      Cercheró una meta-analisi (osservazione di diversi studi valutandone l'affidabilitá dando loro un punteggio prima di trarre conclusioni) nel portale SOPTI... ma dovrebbe confermare cio che ho giá detto. Se non lo facessero scriveró un articolo.

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  3. Diciamo che le due ditte citano per promuovere i propri prodotti quei due studi, scritti da un ex consulente (Essilor) e da dipendenti (Zeiss).
    Occhio a non confondere UVA e UVC: quelli che non toccan terra sono gli UVC.
    Le lenti senza antiriflesso interno, riflettono molta luce visibile proveniente da dietro, ma in compenso lasciano passare senza riflettere la luce UV. Cosi' ho capito dagli studi: se rifletti una banda, la banda residua passa di piu', e viceversa. E' per tale motivo che la lente non trattata riflette poco (5%) gli UV, ma tanto il visibile che non fa danni.
    Invece quella trattata, fa il contrario.

    Anche per me, a buon senso, la luce diretta da dietro non è trascurabile, non è 1/20 di quella davanti come scrivono quelli di Zeiss. Mi piacerebbe tuttavia sbagliarmi.

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    1. Hai perfettamente ragione riguardo UVA e UVC. Nell'ultimo messaggio li ho invertiti.

      Non é esattamente che se cancelli il riflesso di una banda quella residua sia per forza piú forte. I trattamenti AR generano una onda uguale e contraria a quella incidente al fine di annullarla. Tuttavia la luce bianca é composta da diverse onde e non abbiamo i mezzi per generare gli strati necessari ad eliminarle tutte. Non escludo che l'introdurre uno strato per eliminarne una possa favorirne un'altra.

      Riguardo le affermazioni di Zeiss (ovvero che non é dannosa qcome quella con impatto frontale) sono invece abbastanza concorde: Non so se l'incidenza sia 1/20 di quella diretta, ma sicuramente é inferiore e limitata (siamo protetti dalla fronte e dal naso che riducono la luce che arriva dall'alto e da un lato).

      Non per questo va sottovalutata... ma nemmeno considerata letale: anche con un incidenza del 20% in presenza di antiriflesso risulta essere molto tenue.

      Nel sito SOPTI non trovo articoli a riguardo (di solito se non ci sono dati sicuri non li pubblicano) ma continueró a indagare e probabilmente scriveró un articolo analizzando la questione.

      Ti ringrazio per averla portata alla luce.

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    2. Grazie a te per questo blog.
      A me la discussione serve solo ai fini pratici per capire quale lente sia meglio.
      E' un peccato che non ci siano disponibili cataloghi con le informazioni tecniche. Penso le ditte vogliano evitare confronti. Immagino che il 90% di chi compra prenda la marca e modello che il negozio consiglia, in base al prezzo.
      Mi preoccupa pero' che in diverse catene, questo consiglio tecnico manchi.
      Mi e' capitato che il consulente di una catena non sapesse nemmeno la differenza tra lente sferica e asferica.

      Il mio dubbio resta, in quanto non vedendo il catalogo Hoya, non sono certo che su una Hilux 1.6 HVLongLife possa chiedere l'UV control per proteggermi da UV riflessi. Io non voglio il Blu control.

      Per Seiko idem, non so nemmeno se lo facciano, probabilmente no.

      Essilor lo fa (antiriflesso UV) ma l'ottico dice che il riflesso blu viola si nota troppo (anche per lenti senza schermo luce blu), quindi c'è un problema estetico.

      Zeiss ha tutto ma fuori budget.

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    3. Ovviamente lo fanno per evitare confronti: Essilor addirittura ha dato dei nomi ai materiali!

      Ad ogni modo: non noto grosse differenze tra un produttore e l'altro se non in particolari casi in cui uno ha un brevetto che altri non hanno; dubito che ditte come Zeiss, Essilor o altri "Big" abbiano in produzione lenti che mettono a rischio la vista.

      Se non ti garbano i riflessi viola non prendere quelle con i riflessi viola. A meno che un medico non ti abbiano prescritto di proteggerela vista in modo cosí specifico dai raggi UV

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    4. Buon pomeriggio,
      Ho già avuto modo di lodare in passato il suo lavoro, non saprei come ringraziare chi, come lei, fa divulgazione scientifica (di questo si tratta quando si parla di ottica, anche se alcuni "negozidi occhiali" purtroppo assomigliano a negozi di articoli da regalo, anziché tecnici di uno strumento essenziale per uno dei sensi dell'essere umano).

      Grazie a questo suo post è alle risposte ai commenti ho potuto meglio valutare la spiegazione che mi ha dato l'ottico al quale 2 giorni fa ho chiesto lenti Zeiss (ricordo la sua preferenza per Tokiko e Seiko, ma qui a Bari le prime non mi risulta siano distribuite, le seconde solo da un ottico in tutta la città, Zeiss invece ha molti dealer autorizzati e ho scelto quello più "piccolo" e meno "fashion" e mi sono trovato benissimo).

      Mi ha spiegato l'importanza del filtro uv400 che Zeiss fornisce di serie sulle lenti da vista, con protezione anche dai riflessi del lato posteriore della lente, e ho capito quello che mi spiegava grazie a lei

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    5. Non so se mi definirei divulgatore scientifico.
      Prendo quello che ho studiato e cerco di spiegarlo. Per essere un buon divulgatore dovrei citare tutte le fonti.

      Sono comunque lieto di essere stato utile.
      Grazie per il feedback <3

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  5. Buongiorno,
    ho già avuto modo in passato nel ringraziare per la creazione e aggiornamento continuo di questo sito.
    Mi accingo ad acquistare delle lenti graduate da sole per miopia -2,75 dx e sx. Premetto che se acquistassi Zeiss non avrei bisogno di chiedere nulla in quanto offrono il filtro uv400 di serie.
    Invece vorrei spendere il giusto e quindi ho bisogno di un consiglio tecnico.
    In negozio mi hanno proposto di scegliermi le lenti come per un occhiale da vista della marca e prezzo che preferisco (o lenti 1.5 base, o 1.6 con trattamenti, Hoya, Essilor, Rodenstock per esempio) e poi loro aggiungono il prezzo della colorazione.
    Prima domanda: la colorazione prevede anche un filtro UV? Cosi mi hanno detto, ma mi sembra strano ed ho anche dubbi sulla resistenza/durata di tale filtro.
    Mi spiego: il materiale delle lenti chiare già fa un filtro. Per le CR39 (1.5) so essere intorno ai 340nm, ovvero pessimo per il sole. Se loro mettessero questo filtro UV400 colla colorazione, significa che appunto schermerebbero col filtro quei 60nm di differenza.
    Se invece acquisto una lente 1.6 in genere il materiale filtra tra 380nm e 395nm. Dunque il filtro schermerebbe i 20nm-5nm mancanti.
    A me mi viene da pensare che il filtro del materiale sia piu' affidabile e duraturo di quello aggiunto col colore, che, preciso, non è di serie ma lo aggiungono loro (infatti posso scegliere qualunque marca di lenti).
    Seconda domanda: e' cosi o no?

    Se il filtro aggiunto funzionasse e durasse, allora sarei orientato ad acquisterei le 1.5 che:
    - costano meno
    - non hanno AR, che, come postato in precedenza, riflette internamente gli UV e quindi a mio giudizio fa piu male che bene nel caso di occhiale da sole

    Se invece questa cosa che la colorazione aggiunge pure un filtro UV fosse una bufala, allora andrei decisamente sulla migliore 1.6 (pur in presenza di AR che sta di serie) e poi la farei colorare (con gradiente o specchiatura).
    Grazie.

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    1. La colorazione in se, non é detto che aggiunga un filtro UV.
      Va integrato come strato aggiuntivo o nei pigmenti usati per la colorazione. Per questo motivo la cosa migliore a mio avviso sarebbe far fare i trattamenti a ditte specializzate: zeiss, essilor, opto-in, seiko ecc. Oltre al trattamento forniscono le certificazioni.

      Giusto per fare un esempio: ho visto dei falsi rayban, con lente in vetro colorata e non avevano la minima protezione UV.

      Si possono fare anche lenti 1.600 senza AR.
      Nota sui trattamenti AR: servono anche a stabilizzare il colore; senza tenderebbe a variare maggiormente con il tempo!

      Per evitarlo una volta c'erano le colorazioni "in pasta": era il materiale stesso ad essere colorato. Non se ne fanno piú perché con le variazioni di spessore apparivano anche differenze di colore.

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  6. Grazie.
    I rayban in genere infatti hanno lenti in vetro (mi ha detto un ottico) anche quelli originali.
    Le 1.6 senza AR sono difficili da trovare. Nei cataloghi (e quindi coi prezzi medi) vedo sempre AR di serie.
    Riguardo ai trattamenti AR: è vero che stabilizzano il colore, ma solo se aggiunti dopo. Se la colorazione è l'ultimo trattamento aggiunto dal laboratorio dell'ottico, allora credo che serva a poco.
    Infatti consigli di far colorare ai produttori stessi. Questo significa che l'ottico cui mi rivolgo dovrebbe acquistare una lente già colorata alla produzione, giusto? L'ottico ha infatti in laboratorio solo lenti bianche delle varie marche da tagliare in base alla forma della montatura, ed eventualmente da colorare.
    Nel caso in cui la colorazione sia certificata e aggiunta alla produzione, allora anche una lente CR39 sarebbe UV400?

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    1. I rayban si possono dividere in 2 linee: quelli con lenti in vetro temprato (prodotto da Barberini) e quelli con lenti infrangibili (piú economici e leggeri... e meno durevoli a mo parere). Il vetro prodotto da barberini ha tutte le caratteristiche per essere un prodotto sicuro e durevole. Il vetro, normalmente, lascia passare tutto.... quindi una semplice colorazione non serve a molto. Un rayban tarocco con la lente in vetro non garantisce quindi la protezione UV. Un altro esempio di lente colorata ma non protettiva potrebbe essere quella degli occhiali da sole usate in passato dai nostri nonni; in quei tempi non era diffuso l'uso di lenti infrangibili e si colorava solo il vetro. Non c'era nemmeno la conoscenza sugli effetti degli UV che abbiamo oggi. A introdurre il blocco dei raggi UV fu proprio RayBan.... anche il nome lo dice:
      -ray, raggio, inteso come raggio di luce
      -ban, vietato, bloccato, allontanato

      Curiositá:
      In italia avevamo qualcosa di simile: Persol. Contrazione di "per il sole". Attualmente prodotti e distribuiti da luxottica, montano tutti lenti in vetro, sempre prodotto da Barberini.

      Tornando alle lenti infrangibili.
      Per colorare una lente, questa NON deve avere alcun trattamento.
      Se c'è l'antiriflesso so per certo che c'è anche l'indurimento di superficie. Se c'è l'indurimento non è colorabile. Per colorare una lente si deve sempre partire da una lente priva di trattamenti.

      Non ho idea di cosa facci l'ottico a cui ti rivolgi: potrebbe comprare la lente bianca e fare il trattamento in casa. O potrebbe ordinarla con i trattamenti fatti da chi produce le lenti.
      Il laboratorio spesso è solo per taglio lenti e piccole riparazioni. Qualcuno è attrezzato anche per le colorazioni... ma le regole a cui deve sottostare sono quelle che ho citato: la lente non deve avere trattamenti.

      Anche il CR39 puó diventare UV400. Ad esempio la Zeiss applica un filtro UV400 a tutte le lenti con antiriflesso, incluse quelle in CR39. Lenti bianche ma con blocco UV.

      Ci sarebbe da aggiungere che non è detto che una lente certificata UV400 tagli il 100% dei raggi UV: per la legge basta che venga tagliata una quantitá in funzione della percentuale di assorbimento dei raggi UV. Inoltre spesso non è una curva cut-off ma qualcosa di piú morbido... non per questo non proteggono. In questa "equazione" viene considerato lo stimolo a socchiudere gli occhi e distogliere lo sguardo (entrambi atti che riducono l'apporto di radiazione sulla retina) in presenza di molta luce.

      In poche parole: nessuna preoccupazione sulle lenti colorate da ditte specializzate; richiediamo le certificazioni ai negozi che colorano per conto proprio.

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  7. Vado off topic, ma mi incuriosisce sta cosa: i rayban con lenti in vetro perchè li definisci sicuri? In caso di incidente con airbag, non c'è il rischio che la lente in vetro si frantumi? Non è piu' sicuro scegliere un'infrangibile per la guida?
    Dunque intendo che gli originali in vetro vengono trattati con un filtro UV400.
    Tornando invece al mio acquisto, ho saputo che l'ottico (GrandVision) compra dal produttore la lente già colorata e la taglia e basta. Mi ha detto che puo' essere Hoya o Rodenstock e che non rilascia certificati. Sono conformi alla ISO ma non mi sa dire quanti nanometri taglia la lente, mi sa dire solo la classe (2,3,4).
    Dunque se acquistassi una CR39, saprei che sarà conforme alla ISO ma non se taglia 340nm o 400nm. La cosa non mi sembra trascurabile.
    Esplorando sul web i siti di Hoya e Rodenstock non sono riuscito a trovare la risposta.

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    1. Rayban con lenti in vetro sono sicuri perché é vetro temprato: la resistenza meccanica é paragonabile a quella delle lenti infrangibili. Se si supera tale resistenza si frantuma comunque ma tende a rimanere piú "compatto". In particolare se c'é un filtro polarizzato reagisce similmente ad un vetro blindato: si frantuma ma rimane tutto li tenuto assieme dallo strato polarizzato.
      Questo discorso vale per tutte le lenti temprate.

      É il produttore che si fa garante dei trattamenti. Anche se non lo dichiara con un documento specifico (magari sulle buste é scritto solo UV400) le ditte sono attente a dare la corretta protezione: ne vale del loro nome!

      Se acquisti un cr39 conforme alle direttive ISO sai per certo che taglia a 400. In che percentuale assorbe i 400 nm? Qua ho riportato le normative https://www.ilmioamicoottico.it/2019/05/tutta-la-verita-sui-filtri-solari.html e ho accennato che i produttori di occhiali tendenzialmente tendono ad andare oltre le richieste minime, fornendo la protezione completa a 400nm.

      Come verificarlo? O si ha uno spettrometro. Oppure si puó illuminare con UV un oggetto sensibile agli UV schermandolo con la lente. Ad esempio una lente fotocromatica se messa al sole diventerá scura... ma se ne copro una parte con una lente che blocca gli UV, quella parte rimarrá chiara. Se la lente diventa leggermente scura anche dove é coperta non c'é da preoccuparsi, probabilmente sta reagendo alla luce riflessa che arriva da qualche altra parte e su cui abbiamo poco controllo. Per un maggiore controllo si puó fare lo stesso esperimento usando una lampada UV invece che il sole. L'unico produttore di occhiali che forniva i diagrammi con i valori di assorbimento della luce degli occhiali da sole che vendeva era Barberini. Era perché luxottica si é comprata pure Barberini un paio di anni fa e, guardacaso, ha smesso la produzione degli occhiali a proprio nome.

      Personalmente ho scelto di fidarmi delle ditte a cui mi rivolgo. Sulle lenti che devono bloccare gli UV ho visto che gli UV non passano. Quindi non ho motivo per non fidarmi o sollevare polemiche a riguardo.

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  8. Grazie. Interessante la cosa del vetro temprato.
    Ho letto il post precedente con le normative. Da esso si evince che in realtà i filtri 1, 2, 3 fanno passare una certa % di UV. Inoltre tagliano a 380nm, non a 400nm.
    Pertanto l'affermazione "se acquisti cr39 conforme alle direttive ISO sai per certo che taglia a 400" mi lascia perplesso.
    Anche perchè, a mio modo di vedere, una lente UV400 dovrebbe tagliare al 100% le lunghezze inferiori a 400nm, come fanno tutte le lenti Zeiss da vista.
    Dunque, anche acquistando una CR39 a norma ISO con filtro cat 2 di un produttore europeo che non siano Zeiss e Barberini, mi resta il fortissimo dubbio che lasci passare tra il 9 e 22,5% di UVA fino a 380nm, e tra il 18% e 45% di UVA tra 380 e 400nm.

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    1. Domandiamoci: perché su un filtro di classe 2 non é stato necessario il 100^% della schermatura dai raggi UV? Semplicemente perché essendo un filtro piú chiaro di un c3 entrano in gioco altri meccanismi che ci proteggono come distogliere lo sguardo, socchiodere gli occhi, fare ombra con la mano.
      C'é un altro fattore: che considera la norma, ovvero non considera i filtri UV come cut-off. Possono essere filtri che a 380 bloccano il 99%, a 390 il 90% e a 400 il 50% (numeri buttati a caso, non ho una tabella sotto mano.)

      Si tratta comunque delle richieste minime che i grossi produttori riescono facilmente ad integrare. I filtri solari Zeiss, Seiko, Tokai, Essilor sono sicuro offrano il pieno blocco degli UV fino a 400 nm. Sono sicuro lo offrano anche alcuni i produttori piú piccoli come Opto-In, che ha appena 300 affiliati.

      Mi preoccupano maggiormente i filtri prodotti chissá dove; ad esempio cito il caso, seppur estremo, dei vetri non temprati montati rayban tarocchi: se avessero usato del policarbonato probabilmente sarebbero stati a norma... magari non di qualitá ma efficienti nel blocco UV.

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    2. A me propongono Hoya o Rodenstock, per cui resta l'incertezza.
      Tra materiale a indice 1.5 e 1.6, ci sono differenze nella tenuta/durata del colore? Vorrei fare un occhiale a gradiente ed uno specchiato.

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    3. Non ho esperienze o dati statistici per dire se ci sono differenze tra la durata e stabilitá del colore su 1,500 o su 1,600.
      So che ci sono limiti sulle specchiature (ad esempio é difficile poter fare una specchiatura blu e ottenere una lente che restituisca blu anche dall'interno). Non so Hoya e Rodenstock come si comportino. Dovrá chiedere al suo ottico.

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