Le lenti progressive freeform sono migliori?

La risposta alla domanda del titolo, se valutiamo le statistiche e i grandi numeri, é semplice: si.
Ma chi legge il blog da tempo sa che non mi accontento di dare risposte semplici.

In cosa sono meglio le lenti di ultima genereazione?

Tenendo ben presente il teorema di Minkwitz, sappiamo che il canale di progressione ha una "strettoia" nel campo visivo deputato alle medie distanze.
Sappiamo anche cosa regola la forma questo imbuto: non possiamo allargarlo ma con le nuove tecnologie possiamo scegliere dove spostarlo, creando, ad esempio, lenti dedicate alla guida in cui le distorsioni sono concentrate nella parte bassa del campo visivo invece che nella zona intermedia (usata per guardare il cruscotto). Inoltre abbiamo un maggiore controllo su cosa succede nel campo visivo periferico.

Ma cosa succede al di fuori del canale di progressione?

Ci sono le aberrazioni; sembra una parola proprio brutta, ma indica solo la differenza tra l'immagine reale e quella vista attraverso una lente. Ogni lente é soggetta ad aberrazioni. Per fare un esempio, l'aberrazione sferica genera alterazioni simili a quelle che possiamo osservare attraverso un obiettivo grandangolare.
Le aberrazioni non sono un difetto ma una caratteristica intrinseca della lente stessa.

Mentre in una lente monofocale le aberrazioni sono piuttosto uniformi, in una lente progressiva diventano un po' piú invadenti e, come dicevamo prima, concentrate al di fuori del canale di progressione.

Cosa cambia con le nuove tecnologie Freeform?

Le lenti Freeform permettono di ricalcolare i poteri e le zone di aberrazione in base a molteplici parametri, tra cui angolo pantoscopico, angolo panoramico, distanza tra apice corenale e lente. La Zeiss valuta anche il diametro delle pupille e la Essilor il centro di rotazione dell'occhio. Possono essere ridistribuite le aberrazioni in presenza di poteri differenti tra i due occhi. Non sono dunque sufficienti i soli centri pupillari per sfruttare al meglio queste tecnologie e diventa necessario eseguire le valutazioni con strumenti specifici.

Funzionano?

Funzionano? Si, purché vengano presi i parametri necessari alla personalizzazione e vengano montate in modo corretto. In questo frangente l'operato meticoloso dell'ottico e del laboratorio sono fondamentali.
Spesso chi é abituato a lenti "standard" nota che questo tipo di lente permette una visione piú precisa.

Funzionano con tutti? Non é detto.
Vi sono situazioni in cui un sistema visivo abituato a portare un determinato tipo di lente si trovi in grosse difficoltá anche con delle piccole variazioni. Si tratta di persone con sistemi visuo-posturali rigidi soggetti a meccaniche rigorose ed equilibri tarati al punto che non ammettono la minima variazione.

Commenti

  1. Buongiorno,
    ne approfitto per porre un quesito abbastanza a tema. Ho appena fatto la visita dall'oculista che mi ha prescritto OCCHIO DESTRO -0,50 miopia e -0,25 astigmatismo 140° e OCCHIO SINISTRO -0,50 miopia e -0,50 astigmatismo 80°.
    Inoltre, per vicino, mi ha proposto un addizionale di +1.50 (che sarebbe quindi un + 1.0 da lettura). Tuttavia il +1.0 mi pare troppo forte in quanto mi consente la lettura a 30 cm ma già a 40-50 cm mi da fastidio.
    Inoltre quando indosso gli occhiali per curare la miopia, anche se leggera, da qualche anno non riesco più a guardare l'orologio, il telefonino, il piatto quando mangio... (ho 48 anni).

    Ecco la domanda: mi hanno parlato delle lenti digital o antifatica. Potrebbero essere interessanti per ovviare al problema di cui sopra? Vanno bene anche da sole? Come si differenziano rispetto ad una progressiva?

    La mia idea era di optare per un addizionale di +0,50 così nella parte bassa sarebbe come non indossassi gli occhiali (a parte l'astigmatismo). Infatti senza occhiali da vicino vedo ancora decentemente. Mi hanno detto però che in questo modo vedrei peggio che senza occhiali, perchè sistemando l'astigmatismo da vicino, in qualche modo mi guadagnerebbe anche la miopia. E' vero? Meglio optare per un +1,00 di addizionale totale?

    Grazie in anticipo per le risposte
    :-)

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    1. Regola numero 1: evitare il fai da te.
      L'addizione non é un valore che va valutato su tabelle o proposto.

      L'addizione si misura.
      Si misura a 40 cm con il retinoscopio; si raffina con i cilindri crociati e si rivaluta con i test #16 #17 #20 #21 dell'OEP (o si valuta con i flipper per la vergenza e accomodazione).

      Se un valore di +1,50 non ti fa vedere bene e seicostretto ad avvicinare a 30 cm c'é qualcosa che non va. Potrebbe essere sull'addizione.... ma anche sui valori da lontano (noto un astigmatismo contro regola e uno obliquo).

      Una volta che si é certi del valore da lontano e dell'addizione si puó scegliere la lente. Le lenti seguono regole di fisica ottica. Sopra 1 diottria progressive, sotto una diottria vanno bene quelle a supporto accomodativo... Sono tutte multifocali ma con diversi range di addizioni. (ma prima dobbiamo sapere l'addizione corretta).

      A prescindere dal nome della lente: maggiore é l'addizione e piú stretto sará il canale di progressione. Piú stretto significa piú difficile da gestire.... meglio quindi approcciarle quando é largo per essere preparati a quando sará piú stretto.

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  2. Salve, le lenti adattative (Rest) possono essere accettabili? tenga presente che io non tollero un indice superiore a 1.60, anche se la moda impone di avere il numero più alto. Fastidioso che gli ottici usino pervicacemente il verbo abituarsi nella pericolosa accezione di rassegnarsi; altrettanto fastidioso sentirsi dire "ma scusi lei non può girare il collo?" e se io, per vezzo, volessi invece girare le pupille? Se con 1.70 mi limito a vedere sfocato con 1.76 banalmente vedo un tavolo dritto...pendente; ora le sto scrivendo con la schiena storta perché seguo la tastiera che pende verso sinistra: deformazione della tastiera causa temperature estive o miracoli dell'alto indice? Risolvo mettendo occhiali vecchi di 15 anni fa. grazie. Mi scuso per il velato sarcasmo ma esso è ciò mi fa sopravvivere discretamente dopo aver bruciato più di 1000 euro in Tokai BiAs CVf + amenità varie. Dichiaro la mia anoosa inettitudine nel convincere qualsivoglia ottico a non superare indice 1.60, proverò con tangenti personalizzate.

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    1. Buongiorno.
      Quel che noto, piú che il sarcasmo é una comunicazione errata da parte degli ottici. Non é l'indice refrattivo a darle fastidio ma la geometria della lente. Oltre l'indice refrattivo 1.600 le lenti vengono costruite quasi sempre asferiche (e sinceramente non conosco chi produca tali indici refrattivi con ceometria sferica). La geometria asferica dovrebbe ridurre le distorsioni..... MA in alcuni casi il sistema visivo, abituato ad avere a che fare con l'aberrazione sferica, si ritrova in una situazione per lui anomala.

      Piú che di adattamento io parlerei di addestramento del sistema visivo. Se peró porto lo stessoo tipo di lente da 15 anni ho sulle spalle anche una abitudine: piú questa é radicata e piú difficile per quella persona sará abituarsi a qualcosa di nuov/diverso. Ho visto anche persone vedere tutto storto solo perché avevo centrato le lenti correttamente... ma loro da anni usavano lenti decentrate!

      In certi casi (di fronte a diottrie elevate) il produttore stesso non puó creare delle lenti perché le curvature progettate supererebbero quelle che possono essere fisicamente costruite. Per ovviare al prblema é necessario costruire lenti con indici refrattivi maggiori.

      Scommetterei che se facesse delle lenti in vetro con indice 1,900 non avrebbe alcun fastidio (se non il peso della lente) in quanto la geometria usata nel vetro é quasi sempre sferica!

      Detto questo: puó il sistema visivo gestire queste lenti? Si. Peró ci vuole pazienza perché deve addestrarsi. Come lo si addestra? Portando le lenti. Cosa mette i bastoni tra le ruote? Anni di abitudine che hanno ridotto l'elasticitá del sistema visivo.

      Riguardo le lenti adattive (che sono multifocali) é probabile che il suo sistema visivo le rifiuti, in quanto generano poteri differenti tra la parte superiore e quella inferiore della lenti (coma) e aberrazioni laterali piú accentuate rispetto ad una lente sferica.

      Dico "é pobabile" perché non é umanamene possibile avere la certezza assoluta. Ad esempio é raro che una lente asferica dia particolari disturbi... raro ma non impossibile.

      Con la giusta tangente personalizzata glile faccio io le 1,600 ;-)

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    2. [Spezzo in varie parti altrimenti non mi pubblica].
      Grazie per la risposta e per la pazienza.
      Diciamo che dagli anni 90 nessu ottico volle farmi le sferiche, quindi ho dovuto soccombere alle (bi)-asferiche. In 14 anni non mi sono abituato (indice 1.74); ora ho (temporaneamente) le 1.76 e la situazione diventa pericolosa (postura errata, ferimento del gomito nell'uscire dalla mia stanza). Lasciamo stare le aberrazioni cromatiche che sono un must ed un plus, e pare che rendano la vita più colorata e meno grigia. Grazie al mio monitor (che da rettangolare diventa ora trapezio scaleno) e coprendo un occhio alla volta ho stabilito che la causa delle linee distorte risiede nell'estrema destra in basso della lente sinistra.
      Non pretendo lenti sferiche degli anni 80 anche perchè dovrei rinunciare a trattamenti che ritengo doverosi o almeno auspicabili (es. lutina nuova versione cioè senza colore giallastro). Una asferica da 1.60 ce l'avevo negli anni 90, quando iniziò tale moda; la criticavo (al confronto con la vetusta sferica) ma oggi l'ho recuperata dalla cantina e al confronto con le lenti attuali (1.76) e con quella dei precedenti 14 anni (sempre biasf 1.74) la trovo stranamente sublime questa asfe 1.60 anni 90, la cui versione da sole la uso tuttora per guidare, mentre con lenti attuali non leggo i segnali stradali. Quindi sì una (bi)asf da 1.60 la accetterei con un certo convincimento. A parità di geometria (questo è importante), 1.76 del mese scorso ha rappresentato una tragica sciagura rispetto a 1.74 (che già non mi convinceva nel corso di 13 anni e non mi convince tuttora: biasf 1.74. Temo che questa sciagura abbia totalmente annientato l'eventuale beneficio del CVf (lenti costruite a partire dalla montatura spedita alla casa produttrice, per addomesticare il perenne l'astigmatismo laterale...magari fosse solo laterale!), Cvf che sulla carta ossia sul sito rappresenterebbe la fine dei miei annosi incubi, anche se non ho mai preteso che corrispondessero alle foto sul sito che ostentano un campo visivo totalmente privo di distorsioni (strategia pubblicitaria). Insomma oggi vedo a fuoco solo se guardo perfettamente diritto, se mi azzardo ad accennare una torsione del collo di meno di 5 mm non vedo più nulla. Beneficio del Cvf: con testa ferma ho guadagnato quasi un centimetro (deturpato però da aberraz. cromatica, ma lasciamo stare altrimenti appaio essere un tipo esigente) solo a destra e solo alla distanza di 60 cm. "e le pare poco???" "sì, per 1.130 euro mi pare pochino".

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    3. Dal confronto con la asf 1.60, anni 90, constato che con questa vetusta lente recuperata dalla cantina posso accennare una torsione collo di quasi un centimentro: meglio che niente. Certo quando esistevano solo le sferiche io non conoscevo i concetti di distorsione/aberrazione ma quei tempi non torneranno più (magari solo per ragioni civettuole: con -6.00 avrei lenti spesse...10mm! oddio...la mia moderna montatura di oggi ha spessore di 6 mm per scelta dei disegnatori di moda...quasi quasi 4mm aggiuntivi li accetterei, magari affidandomi alla fantasia dell'ottico che li ripartirebbe in 1mm sporgente all'esterno e 3mm all'interno, oppure 2+2).

      Già sto pregustando quando mi proporranno progressive: ipotizzo un'addizione di 8 (-6 effettivi e +2 supposti in via ipotetica), metto le mani avanti e prenoto un canale di progressione come un campo di calcio :) Ma ora ho già i problemi descritti, di questi futuri problemi ne riparleremo. (Per questa ragione domandavo un parere sulle accomodative).

      Riassumendo e ringraziandola per la sua pazienza che ha avuto un effetto costruttivo: sono partito da uno sfogo con lei che non ha nessuna colpa nei miei confronti ed ora dopo il tempo che mi ha dedicato ho preferito trasformare lo sfogo in sintesi più meditata sfruttando il non comune vantaggio derivante dal poter provare parecchi occhiali dell'ultimo trentennio (le prescrizioni non sono mutate tanto) e controllando le caratteristiche sulle bustine quasi tutte conservate, sopprimendo altresì lo scoramento originato da tanti occhiali nuovi (e relative spese), sempre assecondando (a malincuore) le ultime tecnologie, docilmente piegandomi ad esse, ma sempre constatando un costante incremento del decremento dell'angolo visivo, sempre in rapporto al costante aumento dell'indice che mi veniva imposto: da circa 1996 (mio primo ed infausto approccio con l'asfericità) ad oggi ho i problemucci descritti. "ma perché non gira il collo??" "perché avendolo tanto sollecitato per fronteggiare l'asfericità, ora quando lo giro odo sinistri scricchiolii!"

      Promettono occhiali nuovi e totalmente gratis (avendo già pagato questi che non accetto, non per puntigliosità ma perché mi chiedo perchè bicchieri non scivolino giù dal tavolo che a me risulta molto pendente); devo però rimarcare che asfer con 1.60 è molto molto più accettabile rispetto ad asfer con 1.74 (tralascio l'offensivo e pericoloso 1.76). Quindi se (bi-)asfericità deve essere (e pare che debba essere), almeno un indice basso basso e un cvf certosino? Che suggerisce? provo ad impormi con dolce fermezza chiedendo questo parametro? [segnalo che la centratura è stata fatta].

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    4. Io, per essere ancora più sicuro, tornerò a fare visita oculistica dopo solo due mesi: ho il sospetto che il medico abbia accertato un miglioramento della miopia e di conseguenza mi abbia prescritto lenti più leggere mentre il mio cervello continua ad esigere lenti più forti alle quali era piacevolmente abituato: questo senz'altro desidero approfondire, magari ne uscirò con differente prescrizione a due mesi di distanza. Questo vale col collo immobile, quindi sicuramente ciò non ha nessun rapporto con angolo visivo né con indice né con superfici apparentemente pendenti o linee rette arcuate. Questa seconda visita ravvicinata che invocherò per problemi appunto col collo immobile: una luce con questi ultimi occhiali mi appare emanare molti raggi, tutti molto molto lunghi e nitidissimi come tagliati da una spada; tale raggiera è appena percettibile con occhiali vecchi dove i raggi sono cortissimi e questa è una visione che accetto senza lamentele. Questo problema forse sarà da imputare all'oculista, ma tutto il resto no, per questo chiedo un suggerimento su cosa concretamente richiedere all'ottico (finora ho sempre obbedito ai suoi dettami, ma di ottici ne ho cambiati una decina, probabilmente ho difficoltà ad esprimermi).

      Devo lottare per portarmi a casa un 1.60? meglio asferiche o biasf? probabilmente io rientro nella categoria che lei ha introdotto con un MA in maiuscolo (ossia coloro il cui sistema visivo si trova perennemente in situazione anomala e non ha l'elasticità per superare questo scoglio), però devo vivere in questi tempi moderni quindi non posso non accettare tale asfericità, così come non posso acquistare un televisore a valvole.
      Insomma mezza diottria in meno o mezzo cilindro in più NON può assolutamente causarmi tali sciagure; ma anche la a me tanto invisa asfericità NON può essere causa di tavoli pendenti e gradini arcuati (lo dimostra in modo flagrante il mio occhiale precedente! e quello ancora precedente! e quello ancora precedente! tutti con medesima geometria); e il Cvf fu inventato per mitigare i flagelli causati dall'asfericità (se essa fosse innocua e tanto apprezzata non avrebbero dedicato tanta ricerca per partorire il Cvf, no?). Quindi mi è venuto in mente di chiedere aiuto NON per vedere bene, nitido, dettagli, luci senza raggiera - compito dell'oculista - né per aumentare a dismisura l'angolo visivo A FUOCO (!) - fantastica fantasia, pura chimera, poiché viviamo in tempi di asfericità - (solo ai bei tempi della scuola non conoscevo distorsioni e aberrazioni), ma invoco aiuto su quali formule proferire all'ottico per limitare al massimo gli inevitabili disagi. Il mio buon senso (cui si fa spesso riferimento in questi tempi, ma ognuno è convinto che il proprio buon senso sia quello verace, ed in Italia abbiamo 60 milioni di buoni sensi) mi suggerisce
      1) accertarsi che la prescrizione sia più che perfetta (oculista deontologicamente propenso all'ipocorrettismo - finora scelta assolutamente vincente: mai affaticamenti mai mal di testa in decenni di monitor fino a notte fonda, lo do per scontato ma forse non lo è - forse d'ora in poi meglio che punti sull'ipercorrettismo?);
      2) accettare senza fiatare l'asfericità ma pretendere un indice il più basso possibile (ossia 1.60 perché indici più bassi non sono offerti con trattamenti).
      Avendo fallito per 25 anni (i migliori anni della vita come dice la canzone) chiedo quale possa essere quel quid che stavolta mi renderebbe felice (seppur per poco tempo perché poi si apriranno le danze per le progressive e il proverbiale spirito di adattamento che esse impongono agli uomini di buona volontà).

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    5. [Parte quarta e conclusiva].
      Grazie infinite, un caro saluto e complimenti per il suo benemerito blog!
      Ora risposte alla sua risposta :))
      è vero! finora usavo lenti non centrate; quindi devo evitare che l'ottico le centri?? non sarà professionale (magari per lei blasfemo) ma meglio decentrate e vedere dritto che centrate e vedere storto anche perché rischio di prendere una pessima postura alla tastiera.
      be' dai spero che il costruttore sia in grado di realizzare un -6.00 con 1.60; anzi...ora ho controllato [scrivo a singhiozzo] e ne sono sicuro: in passato avevo -6.75, quindi era in grado di costruirle a 1.60, ma era Rodenstock e poi Zeiss, non Tokai.
      Oddio il vetro non lo conosco, ma se lei scommette, io a questo punto sarei anche disposto a provare il vetro, pur di guadagnarci qualcosa non mi tirerei indietro ecco.

      Dice che 25 anni di pazienza con asferiche sono insufficienti? temo di averla esaurita la pazienza; fui obbligato ad addestrarmi per 25 anni ma ho fallito. Concretamente, quanti anni devo aspettare indossando sti occhiali del 2020 (attualmente pericolosi) in modo che il tavolo "si raddrizzi"?? e posso guidare l'auto durante l'indeterminato periodo di addestramento? ormai la vita vissuta è più lunga di quella che rimane. Credo che questo discorso sia adatto ad un ventenne ma qui fra tre anni siamo a 50 ;)
      Temo che lei abbia ragione, tantissimi anni ininterrottamente con gli stessi occhiali mi ha reso meno elastico e meno adattabile (in tal caso non possiamo far nulla, anche la lente migliore del pianeta sarà inadatta perché io non so più adattarmi), però non mi sento in colpa: se l'oculista non mi fece nuove prescrizioni (o al massimo un falso miglioramento quindi prescrizione "in caso rottura lenti" che io, mannaggia a me, non ho mai rotto e mi pento ora ;) e se l'antiriflesso resistette assai bene (e quando cedette si limitò a desfogliare solo una minima parte assai periferica senza procurarmi fastidi), perché mai mi sarebbe dovuta balenare l'idea di fare occhiali nuovi a scopo di esercitazione? :))

      Insomma ho appreso di essere una rarità, ma lo intuivo, anche per questioni extra-optometriche hihi

      Sì lei ha perfettamente ragione!! se le "Rest Adattative" sono sinonimo di multifocali allora lascio perdere (come vede ho già altri problemini, inutile impegnarsi per moltiplicarli): non mi reca nessuna noia impiegare un secondo per far scivolare l'occhiale sul naso per vedere da vicino, mentre aggiungere aberrazioni al già presente festival delle aberrazioni sarebbe incauto e soprattutto irreversibile, mentre lo scivolamento dell'occhiale attuato dalla mia manina non sarà chic ma pratico ed efficace e senza effetti collaterali, quindi meglio volare basso :) Grazie del suggerimento; io - ormai disposto a provare tutto, anche lenti al plutonio 239 :) - avrei osato ma sicuramente avrei preso una batosta e l'ottico mi avrebbe detto: le ha volute lei!!!

      Sì anche all'ultima proposta: forse stavolta no, avendo già pagato e ricevuto la promessa di occhiali nuovi senza ulteriori spese, accettando questo (mi pareva buona proposta) mi sono legato/impegnato con l'ottico attuale; ma se la situazione permarrà critica, o stavolta o la prossima volta penso assai seriamente di prendere un treno e affidarmi alle sue cure in quel di Vicenza; nulla osterebbe ad un simile viaggio, anzi l'idea mi stimola! se invece intendeva costruirmi lenti previa dettatura via email dei parametri penso che sia anche fattibile e non una battuta: potrei inviare foto con le misure della mia faccia, la montatura la decide lei (mi piacciono rilessi color ciano; divieto di tartaruga e color marrone), io mi premuro di procurarmi tutti i dati richiesti a costo di pagare una visita optometrica qui da me; a mio avviso lei realizzerebbe occhiali molto validi anche in assenza dell'interessato, perché no?
      Grazie ancora, gentilissimo!

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    6. 4 commenti lunghissimi e tutti di fila sono impegnativi da leggere...
      Il primo errore, a mio avviso, é quello di cambiare ottico di continuo: rischia di non permettere all'ottico di conoscerla, valutare la situazione ecc.

      Poi mi pare di aver capito che le diottrie sono stabili da anni.
      Ha delle lenti a casa: quasi tutte sferiche ed un paio di 1,600 asferiche con cui si trova bene.... ma che all'inizio le davano fastidio.

      Riguardo alle centrature: che le precedenti fossero errate é solo una delle ipotesi. Magari erano giuste 15 anni fa e poi, col tempo al montatura ha cambiato assetto o il viso ha cambiato forma (succede e col tempo perdiamo di simmetria): un cambiamento lento che ha abituato lentamente il sistema visivo a centrature errate. Mi capitó una persona con delle lenti dai poteri bassi (-1,25/-1) centrate 2mm in basso. Quando le montai allineate questa persona vedeva tutto pendente verso un lato: col tempo si era generata una iperforia per compensare gli effetti prismatici (irrisori) dovuti al decentramento. Quindi non si tratta di centrarle a cazzo di cane o non fare la centratura. Si tratterebbe piuttosto di replicare la precedente centratura.

      Riguardo i poteri: invariati per anni e di colpo vengono abbassati. Anche qua potrebbero centrare le forie. Mediamente, ogni variazione di 0,25 altera l'allineamento degli assi visivi di 4 diottrie prismatiche sull'asse orizzontale.

      Senza contare che pure la forma e dimensione della montatura possono influire sulla percezione visiva.

      Insomma é un casino. E chi deve gestire queste cose?
      Gli oculisti sono fondamentali per la valutazione delle patologie.... ma di rado misurano forie, riserve fusionali e accomodazione (quindi possono non avere un quadro realmente completo). Gli ottici di contro potrebbero lavorare solo su basse miopie. Gli ottici-optometristi talvolta hanno solo il titolo di optometrista e fanno per lo piú i commercianti. Gli optometristi puri di contro non sempre conoscono le problematiche pratiche che affronta un ottico. A volte nemmeno gli ottici nemmeno conoscono tali problematiche... che sembrerebbe un controsenso ma dobbiamo tener presente che la vista é un fenomeno complesso che coinvolge un organo complesso: il cervello.

      Non faccio mai nulla via internet. Al massimo do un parere puramente personale. In assenza dell'interessato, a causa dei molteplici fattori sopra descritti, é improbabile fare degli occhiali validi.

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  3. Scusa a quanto ammonterebbe - a grandi linee - lo spessore massimo della lente in caso di Sferica 1.60 da -6.00 (più -0.75 cil.), in montatura con "buchi" larghi 4.6cm e alti 3,6cm? Come il mantello che protegge il nucleo del reattore nucleare? ;)
    consideriamo che 5-6mm rientrano totalmente nella montatura, questo è un vantaggio.
    Grazie.



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    1. Non mi é molto chiara la domanda. E i dati che mi sottoponi sono un po' confusi e incompleti. Per "buchi larghi" penso tu intenda il cerchio della montatura che sostiene la lente. Penso si tratti di un calibro 46. Dato poco utile se manca il ponte e la posizione dei centri ottici. Una volta ottenuto il centro ottico e posizionato nella sagoma in cui va inscritto, basta misurare la lunghezza che va da quel punto al bordo piú distante. Ottenuto quel valore, si moltiplica per 2 ottenendo il diametro necessario per la lente. A quel punto si potrebbe stimare lo spessore con ulteriori calcoli o valutarlo a occhio con l'esperienza. Di solito uso al seconda.

      Non so comunque nemmeno l'asse dell'astigmatismo. Se é negativa 180 cambia poco. se é a 90, ai fini del nostro calcolo, si somma al -6, diventando -6.75.

      Teniamo conto che comunque si parla di stime.
      Credo che possano esser a spanne 5 o 6 mm.

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  4. Grazie gentilissimo.
    Il ponte lo misuro in 2,3cm. Posizione centri non ho idea e non sono in grado di risalire a questo dato, so solo la distanza tra loro 33+32mm. Asse dx 96, sin 143. Ringrazio per la previsione molto incoraggiante per me; mi immaginavo minimo minimo 1 cm di spessore nel punto più spesso. Bene così :)
    Ora basta constatare se riuscirò a convincere l'ottico per queste sferiche, non sarà facile perchè tutti spingono per l'ultima geometria bias. Che questa bias non sia una benedizione lo lascia cautamente intuire Tokai, inventandosi Cvf proprio per mitigare le sciagure generate dalle bias. Prima di muovermi aspetto l'oculista: lo implorerò di togliermi la lunga e nitidissima raggiera (mi pare 12 raggi) che circonda i punti luminosi, un cesello artistico che non mi aggrada anche se "fa molto Natale" :)) Grazie ancora di tutto. Mi sa che prima o poi prendo il treno e vengo da te, come recita la nota canzone, ma non vuol essere una minaccia :)) Ciao.

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    1. Sciagure....... Oddio. Non le vedo cosí terribili... la maggior parte delle persone si trova bene con le asferiche (normali o biasferiche che siano). I 12 raggi sono probabilmente un astigmatismo non corretto o parzialmente corretto (se si concentrano in una direzione particolare). Se si diffondono a raggera in tutte le direzioni potrebbe esser di tutto. Possono essere causati anche una lente sottocorretta o sovracorretta che genera spasmo accomodativo.

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  5. Ho effettuato l'operazioone di cataratta inserendo delle lenti Symphony multifocali che mi permettono di vedere bene da lontano (resta un miracolo aver tolto 13 gradi di miopia), a 50 centriometri (monitor) ma non da molto vicino.

    Diciamo che leggo ma faccio fatica, prendendo una lente da lettura di soli 1-1,50 riesco a leggere molto piu rilassato.
    E anche al PC , per la tastiera e i caratteri piu piccoli, e meglio inforcare le lenti.

    Ti chiedo se esitano delle progressive che restino neutre in lontananza.
    Quando sono a PC e lavoro e un po scocciante togliere e mettere l'occhiale.

    Se si, quali mi consigli ?

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    1. Le chiamano "lenti a profonditá di campo" perché (semplificando molto il concetto) sfruttano un sistema che riduce la qualitá dell'immagine aumentando la proffonditá di campo. Tuttavia non si puó considerarla una messa a fuoco precisa in quanto generano aloni e alterazioni delle immagini che risultano smarmellate come quelle che si vedono nelle soap-opera!
      Inoltre, di quanta profonditá di campo si parla? Piú si aumenta e piú le immagini sono deteriorate quindi non si puó aumentare all'infinito.

      Insomma, un espansione della zona di messa a fuoco puó aiutare ma a distanze ravvicinate o con determinate condizioni luminose le cose non é detto che funzionino proprio perfettamente e, come stai facendo tu, diventa necessario aiutarsi con delle lenti.

      Esistono lenti progressive con valore neutro da lontano. Inoltre se é sufficiente una addizione di +1,5 esse genereranno meno aberrazioni rispetto ad una lente progressiva con valori maggiori.

      Non posso consigliare una marca o un modello particolare perché dipende da persona a persona, abitudini, aspettative. Spetta all'ottico non solo descrivere i pregi ma anche mettere in guardia.

      Personalmente per il lavoro al pc sconsiglio comunque l'uso di progressivi: tendono ad alterare la postura se ci si siede di fronte alla classica postazione con il monitor all'altezza della testa. LA postazione media, tenendo conto dello spazio per dei documenti e braccia e lo spazio per la tastiera, dovrebbe avere il monitor a circa 80 cm di distanza.
      A tal proposito consiglio sempre lenti job/office/occupazionali che hanno i poteri posizionati per ridurre al minimo le alterazioni di postura. Non nascono per la correzione a distanza ed alla guida vanno sicuramente tolti, ma non escludo che sfruttando la profonditá di campo generata dal cristallino, possano essere comodamente usati all'interno dell'ufficio.

      A questo punto devo peró invitarla a rivolgersi al suo ottico di fiducia perché senza avere datiu optometrici e la persona di fronte a me non posso fare altre valutazioni o aggiungere altro.

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    2. Ciao, se ti mando una foto di occhiali con vista dall'alto tu riesci a capire la geometria della lente? devo capire perché anche i terzi occhiali nuovi creano linee storte e visione iperastigmetica. E curiosamente tutto si risolve con quelli vecchi. Premesso che gli ottici non sbagliano mai (quindi di che stiamo parlando?).

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    3. Buonasera. Non è possibile valutare "a occhio" la geometria di una lente. Con gli strumenti adeguati si possono fare ipotesi... ma non molto di più. In particolar modo con le lenti freeform bisogna quindi stare attenti alle misurazioni di allineamento e angoli (pantoscopico e avvolgimento) formati dalle lenti.

      Posso solo ipotizzare che gli occhiali nuovi abbiano una geometria diversa dai precedenti. Anche passare da una più semplice ad una più evoluta può portare dei disagi (non a caso parlo sempre di abitudini e flessibilità/rigidità personali).

      Da non sottovalutare nemmeno la correzione e la postura (sempre in relazione alle abitudini). Soprattutto in presenza di un cambiamento di qualunque genere va avvisato l'utente delle possibili difficoltà.

      Noto un po' di sarcasmo nella rase "gli ottici non sbagliano mai"... Solo chi non fa nulla non sbaglia mai. Io sbaglio... a volte il problema è capire però dove sia lo sbaglio!

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    4. Scusa Alberto, l'amaro sarcasmo non era rivolto personalmente a te! ci mancherebbe! sono tre mesi che sono trattato da ignorante (non da te!) ma se l'ottico fosse una volpe in tre mesi avrebbe già risolto il problema individuandone l'eziologia: quindi siamo in due a non essere delle volpi. O forse ho trovato un ottico che è un banale commerciante e nulla più, pur reputandosi erede di Newton ;)

      Solo qualche domanda ancora e ti lascio tranquillo.

      1) se metto asferiche sul frontifocometro devo centrarle perfettamente e tenere la mano ferma altrimenti i numeretti sul display mutano in continuazione, come se andassi a stuzzicare il piatto di una bilancia; invece se appoggio le sferiche posso anche avere la tremarella perché i numeretti (almeno lo sfero) rimane fisso, in quanto uniformemente spalmato sull'intera superficie della lente; giusto?

      2) il frontifocometro digitale (ignoro il modello e il fw) è in grado di misurare la percentuale di assorbimento UV?

      3) bustine lenti:
      se prima dell'indice compare AS significa che la lente è asferica; se non compare nulla (nessuna sigla prima dell'indice) significa automaticamente e sicuramente che sono sferiche?

      4) siamo sicurissimi che la parte esterna delle sferiche negative sia completamente piatta/flat come un flat screen?

      grazie, un caro saluto.
      Quasi quasi cambio ottico (ma devo prima vedere se mi avanzano un migliaio di euro per ricominciare la...trimestrale trafila!) ;)

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    5. 1) tra sferiche e asferiche il frontifocometro non fa differenza: lui misura in un punto preciso e da i dati di quella zona (molto ristretta di lente). In genere le misurazioni vengono fatte spezzando il valore in 0,25.... ad esempio se una lente é di 0,17 il frontifocometro digitale restituirá il valore di 0,25. Le ditte che producono lenti hanno comunque dei valori di tolleranza ma puó capitare che siano al limite di questo valore. Il frontifocometro digitale puó restituire i valori al centesimo di diottria (di solito hanno diverse possibilitá di regolazione). Attenzione alla luce, alla pulizia delle lenti e taratura dello strumento: determinate condizioni possono alterare le letture.
      Inoltre lo strumento misura frontalmente. Una lente custom puó dare valori differenti da quelli segnati frontalmente e sembrare errata... dovrebbe esser misurata considerando angolo pantoscopico e di avvolgimento e non frontalmente.
      Sulle progressive é un casino perché sono multifocali (con piú fuochi)

      2) il mio no... ma dipende dal modello. e non escludo che abbiano questa possibilitá; del resto al costruttore basterebbe mettere un emettitore di uv e un recettore che misura quanto della lunghezza d'onda emessa arriva. Senza ostacoli dovrebbe essere il 100%.

      3) Di solito si. O almeno lo presumo. Non conosco tutte le diciture presenti sulle buste delle lenti in quanto possono variare da produttore a produttore. Potrtebbe apparire prima dell'indice... ma anche dopo.

      4)la curvatura di una lente asferica in periferia si riduce. Piatta piatta? dipende dai poteri... sembrerebbe piattissima in presenza di diottrie elevate.... ma non mi pare di aver ancora avuto modo di vedere una lente cosí piatta da appoggiarsi perfettamente ad una superficie piana. In genere si cerca di mantenere una curvatura della superficie per poter gestire non solo le aberrazioni ma anche la rotazione del bulbo. Una lente biconcava ad esempio sarebbe molto sottile ma funzionerebbe bene solo guardando dritto senza mai ruotare la testa (sono geometrie usate in sistemi ottici quali telescopi e obbiettivi).

      Riguardo il cambio dell'ottico: tieni presente che (in teoria) quell'ottico ha appreso tutta una serie di dati riguardo al tuo sistema visivo e che (potenzialmente) ha piú probabilitá per sapere come gestire queste problematiche in futuro se si ripresentassero. Anche a me son capitate situazioni in cui ho dovuto investire mesi per arrivarne a capo (sempre con clienti di cui non avevo uno storico) : la soluzione a volte é pure banale.... ma se non la si conosce si fa quel che si puó.

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    6. Davvero grazie, molto interessante.

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  6. Quindi consigli le lenti "job/office" , che io pensavo fossero delle progressive neutre da lontano.

    E che infatti mi ha consigliato anche l'oculista che mi ha operato

    Mi ha detto che le "office" ottimizzano per una diostanza da vicino fino a quelle di una ipotetica conversazione a due.

    Ma come é possibile senza che siano "progressive" ?

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    1. Buongiorno. Per capire le lenti dobbiamo cancellare dalla testa tutto il marketing che ci hanno inculcato.

      A questo punto possiamo distinguere le lenti in 3 macrocategorie
      1) monofocali (1 solo fuoco e una sola distanza operativa)
      2) bifocali e trifocali (due o tre fuochi ben distinti)
      3) multifocali (due fuochi principali collegati tra loro da un gradiente di potere)

      progressive, occupazionali (office) e a supporto accomodativo cadono tutte nella terza categoria, differenziandosi nel range operativo.
      Semplificando molto possiamo dire che quelle che chiamiamo progressive permettono una visione nitida da distanza infinita a 40cm; le occupazionali da 40 cm a 2 metri.

      Enche se con range diverso sono costruite nella stessa maniera: entrambe hanno un fuoco a 40cm per il vicino. Entrambe hanno una riduzione lineare del potere positivo man mano che ci si sposta in alto. Cambia solo la quantitá di potere sviluppano nella parte superiore e la (quasi conseguente) distribuzione delle aberrazioni laterali.

      Ipotizziamo che una persona di 60 anni veda bene da lontano e male da vicino:
      La sua "progressiva" sará zero da lontano e +2,50 da vicino
      Le sue lenti "Office" saranno +0,75 da lontano (limitate a 1 metro e mezzo di distanza) e +2,50 da vicino.

      Ho messo "progressiva" e "office" tra virgolette perché sono nomi comuni per le multifocali ma che ne distinguono l'uso. "Office" é il nome commerciale usato da Zeiss (e si distinguono in Book, Near e Room per distinguere 3 ulteriori differenti range, rispettivamente a 1 metro, 2 metri e 4 metri; quella che raggiunge i 4 metri é quasi una "progressiva"!). Un po'come i fazzolettini di carta che chiamiamo Kleenex, anche se sono di un'altra marca!

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  7. Buongiorno, ho una miopia elevata (-9) con astigmatismo. Da un paio di anni (al momento ne ho 45) ho cominciato ad avere difficoltà anche da vicino. Tanto che per leggere devo allontanare le lenti dagli occhi, o usare un vecchio paio con 2 diottrie in meno. L'oculista mi ha detto di aspettare ancora un attimo per passare alle progressive, ma forse è giunto il momento...Vorrei capire meglio l'aspetto estetico, cioè con le progressive lo spessore delle lenti aumenta ? oggi uso lenti 1.74 e sarei voluto passare alle 1.90. Il mio ottico non consiglia le 1.90 ma io vorrei ottimizzare lo spessore, ma con le progressive lo spessore aumenta ? Che soluzioni ci sono per ottimizzare lo spessore ?Grazie

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    1. Buongiorno. Prima di tutto vanno verificate le diottrie: da lontano sono corrette e puntuali? C'è una sovracorrezione (di solito la presbiopia comincia attorno a 45 anni ma ha notato un peggioramento già da 2 anni). Poi va stabilita la corretta addizione: il metodo migliore (o per lo meno che io trovo tale) consiste nella retinoscopia dinamica, abbinata possibilmente ai test #16 #17 #20 #21 dell'OEP per verificarne gli effetti.

      Materiali.
      Le 1,74 sono infrangibili e richiedono qualche accortezza in più per durare nel tempo. Le 1,900 sono in vetro e pesano il doppio delle prime. Nelle monofocali lo spessore (a parità di forma) è simile: nelle infrangibili è ottenuto tramite geometria asferica (mi pare che solo la dai optical produca delle lenti asferiche in vetro).

      Geometria.
      Tutti i produttori hanno diverse soluzioni per le progressive infrangibili. Non è la stessa cosa per il vetro. A memoria mi pare che progressive minerali le faccia solo Zeiss e probabilmente Dai Optical. Con le progressive lo spessore non aumenta. Semplificando molto: un -9.00 con add +2 sviluppa il potere -9 nella parte superiore e -7 in quella inferiore; in linea di massima si può presupporre che lo spessore diminuisca (in realtà non varia un gran che). Per ottimizzare lo spessore meglio scegliere una montatura contenuta in cui il centro ottico non sia eccessivamente distante dal bordo.

      Quando approcciarle? Il prima possibile secondo me: è più facile imparare a gestirle quando l'addizione è bassa (ADD +1) rispetto a quando salirà (ADD +2,50)

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