Perché comprare occhiali graduati on-line é una scelta pericolosa.

Graduati non credo sia una terminologia corretta, ma é di uso popolare.
Sarebbe piú corretto definirli "secondo prescrizione" o "le cui lenti hanno effetto correttivo".

Stiamo parlando degli occhiali dotati di diottrie.
Personalmente non compro nulla da indossare senza prima aver provato la misura o, nel caso degli occhiali, senza aver visto come mi stanno sul viso.

Ma non tutti sono come me.
E il mio appello va a voi, che comprate occhiali graduati, spargendo i vostri dati personali in internet.

Dove sta il problema maggiore?

Risposta semplice: nelle centrature.
In realtá i problemi sono anche nel fatto che spesso non si sa che lenti vengano installate, come vengano fatti i trattamenti ecc.
Si annullano i rapporti sociali tra le persone e il venditore "migliore" diventa quello piú efficiente dal punto di vista del marketing (con richiami continui, e-mail e marketing) e non piú umano (fatto di rapporti tra le persone). Un po' mi mancano i tempi in cui  una e-mail era un evento sporadico che ti faceva sognare ad un futuro digitale, a differenza dei tempi moderni in cui siamo bombardati da un sacco di mail ed informazioni, spesso inutili o addirittura dannose.

Ma torniamo in tema: esclusi i fastidiosi compromessi etici relativi al marketing e a come e dove vengano prodotte le lenti, e supposto che le lenti siano di buona qualitá, rimangono da fare le centrature.

Questa operazione viene svolta solitamente dall'ottico e vi sono molteplici metodi per farla.
Io, di questi metodi, ne uso 2 o 3 per poi confrontarli, valutarli e ottenere i valori piú vicini a quelli abituali e naturali del sistema visivo, in funzione di quella montatura e quelle lenti.

E online come fanno?

Non lo fanno o lo fanno male.
sfido qualunque software su internet
a calcolare le centrature precise su Slot de "i Goonies",
film cult degli anni 80.
Spesso richiedono che sia il cliente a comunicare i dati di distanza interpupillare.

Alcuni siti sono dotati di software che grazie ad una foto fanno le misurazioni (e li sfido a fare degli occhiali per Sloth, il gigante buono del film "I Goonies").

Scherzi a parte entrambi i sistemi hanno un enorme limite: sono dati generici e non in funzione della montatura scelta e indossata.
Mancheranno le altezze dei centri ottici, che verranno ipotizzate su dei modelli di indossabilitá media degli occhiali e risulteranno quindi approssimati.    

Che male potrá mai fare?

Per capirlo dividiamo gli utenti in 3 gruppi a cui daró 3 nomignoli identificativi.
  • Fortunelli
  • Sfortunati
  • Futuro incerto
Il primo gruppo, i fortunelli, avrá avuto la fortuna di ottenere un occhiale i cui valori e centrature coincidono con i propri parametri soggettivi. Nessun disturbo ne' a breve ne' a lungo termine.

Il secondo gruppo sono gli sfortunati: i parametri non coincidono e vanno addirittura contro le funzionalitá del sistema visivo. Superano i limiti di tolleranza soggettiva, risultando fastidiosi e generando mal di testa, nausea, vertigini, disorientamento. In genere sono persone che hanno un sistema visivo molto rigido e/o parametri ottici (ad esempio ambliopia, ovvero differenze diottriche tra i due occhi), posturali anomale (ad esempio scogliosi).
Rimanderanno gli occhiali al produttore per mancato adattamento o li metteranno in un cassetto a prendere polvere.

Il terzo gruppo sono quelli messi peggio di tutti; non a caso li ho chiamati futuro incerto: definiti tali perché non avrebbero alcun sintomo immediato, anche se le lenti fossero centrate "malissimo". Sembrerebbe una cosa positiva ma l'assenza di sintomi non é indicativa di assenza di problemi.
In presenza di un semplice decentramento verticale otteniamo degli effetti prismatici, ovvero di deviazione delle immagini.

Una diottria prismatica equivale allo spostamento di un centimetro alla distanza di un metro.
Ovvero un angolo di circa 0.57° (se siete curiosi potete apporfondire cliccando qua); Sembra poco ma puó far la differenza tra vedere doppio o no.

In questi casi l'assenza di sintomi fará si che l'occhiale possa essere portato a lungo e confortevolmente; almeno fino a che il sistema riesce a compensare l'errore di deviazione.
Ma prima o poi i nodi vengono al pettine e possono palesarsi nei modi piú disparati:
con un semplice dolore che puó essere cervicale, coinvolgere le ginocchia, il bacino o anche i piedi! In funzione delle strutture coinvolte nella compensazione dell'errore.

Il caso di Gianfrancesco

Vi porto un esempio pratico, con numeri tondi tondi e facili da comprendere:

  • Gianfrancesco (nome inventato) indossa degli occhiali con un valore miopico, relativamente basso, di -1,25 diottrie su entrambi gli occhi; i centri ottici risultano essere 2mm sotto all'effettivo posizionamento dell'asse visivo.
  • Questo decentramento genera una deviazione di 0,25 diottrie prismatiche; ovvero le immagini che osserva Gianfrancesco quando usa il pc (il cui monitor posto a 1 metro di distanza) risultano spostate di 2,5mm verso l'alto.
  • Gli occhi di Gianfrancesco ruoteranno leggermente verso il basso e la testa si inclinerá indietro per compensare...
Sembra essere poca cosa: ma protratta nel tempo genererá un adattamento di tutto il sistema visuo posturale e non escludo la necessitá di andare da un osteopata a "farsi raddrizzare" per ridurre quel fastidioso dolore cervicale che una volta non c'era.

Una storia vera.

Se Gianfrancesco avesse avuto, invece che 1,25 in entrambi gli occhi, due diottrie differenti? l'effetto dei prismi sarebbe stato sbilanciato: gli occhi per compensare dovrebbero ruotare uno piú dell'altro!
Fantascienza?
No.
Gianfrancesco é un nome inventato, ma ho consegnato un paio di occhiali nuovi a un cliente che, dopo averli indossati, vedeva un lato dell'immagine che si piegava lateralmente verso il basso! Ovviamente la cosa risulta anomala e lo disturbava.
É stato l'osteapata a mandarmi questa persona perché aveva notato che gli occhiali precedenti influivano negativamente sulla postura. In effetti avevano diottrie differenti e ben 4mm di decentramento verso il basso in entrambi gli occhi.

Ho preparato gli occhiali con le centrature corrette col risultato che la postura migliorava ma generavano gli effetti ottici sopra descritti!
Come mai?

In due anni il sistema visivo aveva generato un adattamento ed assuefazione tali che non era in grado di gestire una visione binoculare corretta! É come indossare fin da bambini delle scarpe diverse tra un piede e l'altro: quando da adulti metterete scarpe uguali le troverete scomode!
In collaborazione con l'osteopata abbiamo lavorato duramente per trovare un compromesso a questa situazione, ma la strada per rirpistinare tutti gli equilibri non sará breve.
Insomma, ricordate che visione e postura sono strettamente correlate!

Conclusioni

Attenti a dove comprate gli occhiali: le centrature sono importanti!
Risparmiare un centinaio di euro oggi per spenderne mille domani potrebbe non essere un buon affare.
Con questo non dico che gli ottici siano tutti dei santi, devoti al proprio lavoro con amore, passione e dedizione; anche gli ottici commettono errori... ma le probabilitá si riducono drasticamente.

L'appello che rivolgo ai lettori é sempre il solito: fatevi un amico ottico. Uno con la passione per il proprio lavoro: vi assicuro che sono molti piú di quello che immaginate. Anche un amico osteopata non sarebbe male.

Non fatelo perché ve lo dico io.
Fatelo per la vostra salute.

Commenti

  1. Online non prendo nemmeno vestiti e scarpe, figuriamoci occhiali da vista! Credo che non mi fiderei nemmeno della semplice montatura, per il semplice fatto che vederla in foto (o di fronte a sé) è una cosa, ma indossarla e specchiarsi è tutto un altro paio di maniche.

    Come al solito ti chiedo qualcosa per aumentare le mie conoscenze! Come si realizzano materialmente le centrature? Tutto ciò che ho visto in passato era solo una crocetta apposta sulla lente di plastica da esempio, con un pennarello, dall'ottico che mi guardava negli occhi. Anche se più volte ho fatto la visita oculistica con la macchinetta in loco, quindi forse hanno usato quella... Fammi passare questo dubbio :D grazie come sempre!

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    1. io sfrutto 3 metodi di solito.

      -centratura manuale, fatta sulle lenti con il pennarello
      -centratura elettronica, fatta con un videcentratore, come quella manuale ma fornisce più dati
      -interpupillometro, fornisce solo la distanza interpupillare ma permette di fare al volo anche una soerta di cover test per le eteroforie

      Di solito uso due di questi metodi e confronto i dati. Se due metodi mi danno lo stesso valore sono contento. Altrimenti si misura finchè non capisco che succede.

      Confrontando i dati si cerca di rdurre al minimo la possibilità di errori. Ad ogni modo nemmeno io sono infallibile. Del resto sono un umano che misura altri umani (cosa potrà mai andare storto?? lol ).

      La scelta dei metodi varia in funzione a potere, lente, tempo a disposizione.

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  2. Buongiorno
    Utilizzo un occhiale progressivo da circa 2 anni e mezzo e l'ho acquistato ad un prezzo abbastanza economico tramite un ottico il cui riferimento mi è stato dato dalle promozioni online di quella ditta famosa per la pubblicità aggressiva sul web. Non mi posso comunque lamentare del risultato, anche se all'inizio mi hanno fatto disperare come tempi e servizio di vendita (difficile dire da parte mia se per responsabilità dell'ottico o della casa madre). Oggi le lenti si stanno "sgretolando", o meglio credo che stia venendo via lo strato antiriflesso o qualche altro filtro apposto sulle lenti e quindi comunque devo cambiarle, avendo inoltre graffi vari di mia responsabilità.
    La mia situazione è piuttosto particolare. La nuova prescrizione del mio oculista, molto simile alla precedente, è la seguente:
    O.D.: sf -7 / per lettura -5
    O.S.: sf -4.50 (lettura -2.50) cil -3 asse 170+ (con la freccia nella grafica che è sulla sinistra della semisfera)
    Il mio occhio sinistro, anche con la correzione, ha una visione limitatissima (circa 2/10 contro i 10/10 dell'occhio destro) e di fatto contribuisce più per la tridimensionalità dell'immagine che non per la vista vera e propria.
    Prima dell'occhiale ho portato lenti a contatto per 20 anni, e mi sono abituato senza problemi alle lenti progressive (esclusa la prima oretta: ammetto il profondo disorientamento causa linee verticali e orizzontali e gradini deformati a seconda dell'orientamento della vista, ma l'effetto sgradevole è passato molto velocemente).

    Ho apprezzato moltissimo tutte le informazioni che divulga con le Sue risposte che ho letto con attenzione, e considerando che non potrei comunque essere un cliente del Suo centro (causa distanza), provo a chiederle una informazione tecnica imparziale, premettendo che per questioni di budget dovrò comunque orientarmi a soluzioni piuttosto economiche anche stavolta.
    Vista la mia situazione particolare: ha un peso realmente importante la questione della centratura e del servizio dell'ottico e della qualità della lente, dato che di fatto vedo essenzialmente da un solo occhio?
    Potrei essere più "fortunato" nell'essere un cliente ideale delle soluzioni economiche e meno "curate" vista questa condizione specifica e potrei forse preoccuparmi di meno nel dover provare a considerare un importante sforzo maggiore (di costo)?
    La ringrazio in anticipo per qualunque informazione in merito.

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    1. Le lenti si sono alterate probabilmente anche a causa dell'indice refrattivo: nelle lenti infrangibili, piú é elevato e piú sono delicate e inclini al deterioramento.
      Seiko e Tokai mi sembrano essere quelle che mantengono la migliore stabilitá dei trattamenti tra le lenti ad alto indice refrattivo. Tuttavia non ho mai fatto dei test con metodo scientifico a riguardo quindi si tratta di un parere personale.

      Riguardo le centrature: sono sempre importanti: anche se vi é una differenza nella nitidezza delle immagini, le aberrazioni e gli effetti prismatici indotti dalle lenti rimangono. Con nitidezza diversa e per tale motivo forse permettono un margine di errore maggiore. Ma parliamo di margine di errore che é bene limitare sempre il piú possibile! Come ottici dobbiamo cercare di fare occhiali che si adattino alla persona che li indosserá, limitando al minimo la necessitá di adeguarsi da parte dell'utente.

      A tal proposito una pratica che puó essere considerata (va sempre testata e valutata soggettivamente con test che riducano al minimo eventuali dubbi) é quella di avvicinare i poteri delle lenti: non per aumentare la nitidezza ma per ridurre la differenza di forma delle immagini proiettate sulla retina.

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  3. Lo stesso ragionamento vale per le lenti a contatto usa e getta ? Io le uso solo saltuariamente in quanto sono diventato intollerante.
    Negli ultimi anni l'ottico mi dava una soluzione approssimata visto l'utilizzo saltuario, cioè io sono miope (-10 e -9) e astigmatico (175° e 26°) e mi dava le LAC senza astigmatismo. Col tempo ho cominciato anche a vedere male anche da vicino, e quindi con queste LAC non posso leggere nè guardare il telefonino...non è il massimo. Chiedo alcune cose:
    1. quale potrebbe essere un compromesso accettabile per una correzione adeguata su LAC morbide usa e getta, da usare in maniera saltuaria (tempo libero, partita calcetto, tennis, mare, piscina e sport in generale). Ultima correzione fornita con LAC è -9 e -8.
    2. esistono anche LAC usa e getta progressive o comunque che consentano di vedere bene sia da lontano che vicino.
    3. è possibile ripristinare un uso più frequente e superare questa intolleranza (dopo un pò mi dà bruciore agli occhi e arrossamento). Qualcuno mi ha consigliato le gas permeabili, ma forse sono meno pratiche per fare sport

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    1. Non lo stesso ragionamento.
      Ma qualcosa di simile.
      Con le lenti a contatto non ci sono problemi di centratura ma sulle interazioni tra lente e occhio (cornea, sclera, congiuntiva, palpebre lacrima, ecc).
      Considera poi che le lenti a contatto sono come delle magliette elasticizzate. Taglia media elasticizzata. Ma per le persone sottopeso o sovrappeso (o che si discostano da quella taglia media) potrebbe non risultare comoda.
      Stessa cosa le lenti a contatto morbide, le quali perdonano molti errori aplicativi!

      Io mi domando: da dove arriva questa intolleranza che si è sviluppata? Ipossia?Abrasioni? Spessori? Come sono le flange di disimpegno? E il materiale? E i liquidi di mantenimento? Ci son tanti fattori che possono concorrere.

      1) Un compromesso tra cosa e cosa? Non so i poteri di partenza o l'uso che ne fará.
      2) Si. Ma sono anche loro delle "magliette elasticizzate" con maggiori limiti perché va tenuta sotto controllo la stabilizzazione della lente stessa.
      3) Dipende da una serie di fattori (vedi l'elenco di domande che ho scritto poco sopra) su cui non ho il controllo.

      PS: tutte le domande che ho fatto non necessitano una risposta. Anzi! Non voglio proprio la risposta. Servono solo a farvi ragionare e notare che le cose possono essere piú complesse di come il marketing ci fa immaginare: non abbiamo tutti la stessa tagllia!

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    2. La mia attuale prescrizione è

      OD SF -9.50 CYL -0-75 ASSE 170°
      OS SF -8.00 CYL -1.00 ASSE 26°

      Al momento uso delle LAC non toriche per correggere la sola miopia come segue
      OD -9
      OS -8

      La visione come le dicevo non è ottimale, è un compromesso accettabile per fare una corsa, una giornata in spiaggia, una partita di calcetto. Inoltre questo tipo di correzione mi inibisce completamente la vista da medio vicino, non riesco più a leggere se non a molta distanza. Quale correzione per le LAC mi può consigliare per migliorare la visione in considerazione del mio difetto ?

      Per quanto riguarda l'intolleranza alle LAC .Le usavo molto fino a 25 anni. Poi mi è cominciata una forte congiuntivite allergica e ho dovuto smettere. Da quel momento le ho usate poco, e solo per occasioni limitate, ma sempre con un effetto di bruciore leggero e non vedo l'ora di toglierle a fine giornata, una volte tolte gli occhi restano abbastanza arrossati. Più tempo le uso e più mi si arrossano, quindi sarebbe complicato usare lenti per più di 2 giorni consecutivi. Ho sempre usato lenti morbide, prima di lunga durata, poi mensili, e ora solo giornaliere all'occorrenza...

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    3. Quale correzione per le LAC mi può consigliare per migliorare la visione in considerazione del mio difetto?

      se i dati da lontano sono precisi l'equivalente come lente a contatto dovrebbe essere:
      -8,50 -0,75 x170
      -7,25 -0,75 x30

      Ma da questi dati sarebbe meglio fare una sovrarefrazione e verificare come si comporta l'occhio. Se nel medio/vicino fai fatica suppongo ci sia anche la presbiopia di mezzo. Ma potrebbe esserci anche una insufficienza di convergenza... son cose che andrebbero considerate e con i messaggi via internet io non posso di certo darti consigli.

      Arrossamento potrebbe essere legato ad attriti o ipossia. Forse il materiale in uso non é adatto. O la lente non ha la curvatura giusta: le morbide si adattano... ma su cornee troppo piatte o curve non si adattano bene.

      Quale di questi é il problema? boh!
      Son cose che vanno valutate dal vivo.
      Se uno é un buon contattologo le considera. Altrimenti no (e si puó sempre cambiare)

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  4. Post davvero interessante. D'accordissimo che mi sembra impossibile acquistare occhiali con prescrizione su internet.
    Tuttavia come valutare se l'ottico di un negozio "ci sa fare" nella centratura?
    Per esempio: sono alto. Se l'optometrista è una ragazza 25cm piu' bassa e sto in piedi, riesce a guardarmi bene per prendere la centratura verticale?
    E se mi fa sedere, la mia postura quando mi dice "guarda me" sarà la stessa che ho quando sono in piedi o sono in poltrona (cinema, tv)?

    Secondo dubbio: se la montatura ha un bell'angolo pantoscopico (tipo i rayban wayfarer per esempio) i centri ottici disegnati con pennarello non dovrebbero stare sotto le pupille di 1mm per ogni 2gradi di angolo? Parlo di lenti monofocali sferiche per miopia. L'optometrista da cui sono stato non ha applicato questo concetto (ha disegnato i centri dove stan le pupille) e dunque o aveva fretta e si è dimenticata oppure l'angolo pantoscopico non c'entra. Cosa ne pensa?

    Terzo dubbio: una volta che mi ha segnato i fuochi con pennarello e mi guardo in piedi ad uno specchio a parete, dovrei vedere i centri allineati alle pupille o piu' in basso? Parlo di lenti monofocali sferiche per miopia. Ricordo un'ottica che mi insisteva ad abbasare i centri di qualche mm perchè nella vita quotidiana non guardo sempre l'orizzonte ma anche per terra. E' cosi?

    Questo per centratura verticale. Ora per l'orizzontale che sembrerebbe piu' semplice, ma...
    Quarto dubbio: interpupillometro nel mio caso indica semidistanze diverse, esempio 29 e 33. Infatti ho il naso storto. Negli occhiali che ho in plastica, l'ottico ha seguito queste misure, e per la lente con 29 ha dovuto prendere diametro maggiore. Nell'altra montatura in metallo con naselli tuttavia, ho chiesto di aggiustarmi i naselli in modo tale che l'occhiale sia il piu centrato possibile indipendentemente dal naso storto. Tuttavia l'ottico intende centrarmi ancora l'orizzontale con 29 e 33. Sbaglia? Non sarebbe piu corretto 31 e 31?

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    1. 1) in genere si cerca di valutare la postura sul posto.
      Se ho una persona piú alta di me mi metto in punta di piedi. Per eliminare ogni errore di parallasse ci sono i centratori a colonna. Paradossalente non sempre sono l'ideale: una persona alta tende a osservare tutti dall'alto in basso e va considerato un decentramento verso il basso (soprattutto con le lenti progressive). Quindi la centratura corretta potrebbe non essere quella che ci sembra corretta.

      2) in genere l'angolo pantoscopico considerato nella progettazione delle lenti dovrebbe essere di circa 7 gradi. Non sempre lo è. In quel caso, in particolare con poteri elevati, potrebbe essere utile ricalcolare la lente. Il decentramento delle lenti asferiche (mediamente 2mm verso il basso) é proprio in funzione di questo parametro.

      3) vedi punto 1: una centratura "corretta" allo specchio potrebbe non essere scomoda nella vita di tutti i giorni.

      Riguardo la orizzontale: l'interpupillometro da 2 valori basandosi su un punto di appoggio centrale. Non é detto che l'occhiale appoggi nello stesso punto. Altre volte, se si hanno midurazioni differenti si cerca di capire cosa le possa aver generate (forie, postura ecc) e si applicano dei valori intermedi o rivalutati. L'occhiale in metallo che sembra (in funzione di ppunti di riferimento come le sopracciglia) centrato con la modifica alle placchette nasali potrebbe non esserlo effettivamente sugli occhi (che hanno punti di riferimento meno evidenti). Oppure l'ottico ha fatto delle valutazioni tali per cui ha trovato opportuno centrarli in quel modo.

      Ho usato dorme come "se" e "oppure" perché son cose di cui non posso averne la certezza. Il mio compito è cercare di informare ed eventualmente instillare dei dubbi (in buona fede costruttivi) Per il resto posso solo invitare a parlarne di persona con il vostro ottico.

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    2. Grazie. Alcuni chiarimenti:
      1) Il decentramento di 2mm si applica di norma solo alle lenti asferiche? Alle sferiche no?
      2) Il metodo migliore per centratura orizzontale non sarebbe allora quello di segnare i puntini con pennarello in corrispondenza delle pupille una volta indossato l'occhiale con i naselli su misura? Indipendentemente dalle semidistanze dell'interpupillometro.
      3) Facendo come al punto 2 anche per la verticale, si rischia che sulla verticale si prendano misure diverse per i 2 occhi, perchè non siamo simmetrici e quindi è vero che un occhio sta piu' in alto (almeno nel mio caso). In passato invece ho sempre avuto occhiali con medesime altezze dei fuochi dx e sx. Cosa è giusto? So che quando le altezze dei fuochi sono diverse si generano effetti prismatici verticali. Ma questo accade solo se le pupille sono a pari altezza (e i fuochi no) o anche quando le pupille sono ad altezze diverse sulla montatura (e dunque altezze di fuochi e pupille combaciano)?

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    3. 1) il decentramento sulle asferiche sarebbe in funzione dell'angolo pantoscopico.... quindi dipende. Le lenti sferiche di solito non hanno bisogno di tale intervento.

      2)il metodo migliore é... dipende. Certo che piú parametri si prendono e meglio é. Le misurazioni a mano possono indurre errori di parallasse e imprecisioni... ma pure gli strumenti hanno i loro limiti. Quindi a seconda della lente, della persona, degli occhiali faccio delle scelte. In genere faccio almeno una misurazione con l'occhiale indossato ed una con uno strumento. Poi controllo i dati e se combaciano o meno posso introdurre altre misurazioni.

      3)Cosa é giusto? Dipende: dalle abitudini, dalla lente, dagli occhiali ecc. Se una persona ha gli occhi disallineati e indossa da 30 anni occhiali con i centri allineati, mantenerli tali potrebbe essere la strategia vincente. Potrebbe. Col condizionale. Poi si tratta di scelte. E ci si fa delle domande, come ad esempio: Occhi disallineati per assimmetria o per postura? Se fosse la postura, mantenere i centri allineati potrebbe aiutare a raddrizzarla? ecc.

      Alla fine della fiera secondo me bisogna soppesare vantaggi e svataggi delle scelte che si fanno, comunicarle e spiegare perché si fanno. Non tutti lo fanno. Per questo suggerisco sempre di comunicare con il proprio ottico

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