Debunking

Il dubbio...

Recentemente un paio di commenti mi hanno fatto venire un dubbio:
probabilmente non mi esprimo bene.

In effetti i miei voti in italiano non hanno mai superato il 6.... i miei temi erano piuttosto brevi ed mi sembra un miracolo che ora riesca a scrivere tanto (o forse all'epoca non avevo molto da dire).

Ma non é la prima volta che mi trovo a rispiegare cose giá dette, per cui devo presupporre che non le ho spiegate bene.

In questo specifico caso prenderó uno dei commenti scritti nel blog; piú precisamente ad un articolo scritto ad Agosto: vengono espressi dei dubbi sulla veridicitá delle ricerche sui raggi ultravioletti e sulla progressione miopica.

Vai col debunking!

Si dice Debunking quando delle informazioni errate (spesso derivate da credenze piú che da ricerche) vengono sfatate/corrette/verificate.

Premesso questo, cerchiamo di fare chiarezza.
Come faccio di solito i miei commenti saranno in rosso.

Anonimo
scrive:
Salve, vorrei porti (mi permetto il tu...) un quesito che concerne la protezione UV delle lenti.
Anche qui nel forum ho letto in più di un tuo intervento la raccomandazione per questo tipo di protezione per gli occhi, dici inoltre che gli UV sarebbero responsabili anche in parte della cataratta.
Ora, da non esperto mi permetto di avere qualche dubbio.
Vuol dire che non sono stato abbastanza chiaro: cercheró di rimediare.
Sono co-responsabili di cataratta, insieme a vizi (fumo e alcol), disidratazione, traumi.
Le 4 cose che ho citato sono un riassuntone delle cause totali; volendo approfondire l'argomento invito alla lettura della tesi di laurea del Dr Celeste Calcagni (a pagina 26 si parla proprio di raggi UV).

Se l'occhio non fosse solare, mai potrebbe guardare il sole, diceva Goethe; e fra le radiazioni dello spettro solare che giungono a noi c'è pure l'UV: i nostri occhi sono stati generati proprio in base a tali "istruzioni" presenti nella luce solare,
Cominciamo con lo smontare questa affermazione: l'occhio non é "solare". Ho molte carenze riguardo la letteratura ma, ad esser pignoli, definire l'occhio solare non ha alcun significato (un po' come petaloso): ci puó esser la radiazione solare (insieme di radiazioni emesso dal sole), eruzioni solari (fenomeni sulla superficie del sole) o una persona puó avere un carattere solare. L'occhio, a meno che non esploda come una supernova (e qua comunque un astrofisico potrebbe a sua volta correggermi), non é nemmeno lontanamente solare.
L'occhio é un organo complesso, in grado di percepire e decifrare determinate lunghezze d'onda dello spettro elettromagnetico.

Se si afferma che siamo fatti per stare al sole non posso che confermarlo: siamo dotati di strutture naturali atte alla protezione dai raggi UV. Tuttavia l'uomo non é fatto per campare 100 anni: in natura, senza assistenza sanitaria e la corretta manutenzione, l'etá media si aggirerebbe attorno ai 50 anni (basta guardare le aspettative di vita per stato per stimare questo dato che ho presupposto).
Insomma, se vivessimo 50 anni tutto ok... ma grazie alla medicina e alle continue ricerche le aspettative di vita sono notevolmente aumentate e con esse sono arrivate le problematiche senili.

se gli UV fossero per noi nocivi i nostri occhi non dovrebbero avere caratteristiche tali per percepirli, invece così non è.
Percezione e dannositá non sono correlate: un esempio il radon é un gas letale, inodore, incolore e quindi non percepibile.
Gli occhi sono fatti per percepire solo una parte dell'intero spettro elettromagnetico: non sono adatti a percepire ne gli Ultravioletti, ne gli Infrarossi (e tutto quello che sta oltre UV e IR). I fotorecettori della retina hanno la capacitá di percepire e distinguere leunghezze d'onda tra i 380 e i 750nm. Piú precisamente abbiamo 3 picchi percettivi, relativi a 3 tipi di cellule specifiche: I coni che percepiscono il blu a 430nm, quelli del verde a 530, quelli del rosso a 560. Al di la di questi picchi la percezione del sistema visivo si riduce allontanandosi da essi e va dunque considerato un range piú limitato di quello sopra descritto, riducendolo a 400-700.
Infine, come accennato nel paragrafo precedente, abbiamo delle protezioni naturali: retina e cristallino bloccano i raggi UVA per salvaguardare la retina. Quindi, anche se la retina avesse la capacitá di percepire i raggi UV, questi non arriverebbero ad essa.

Inoltre, l'obiezione relativa al buco nell'ozono... di cui si è parlato diffusamente negli scorsi anni, a me pare sia inconsistene per due motivi: 1- da quanto ho letto tale buco si sta "richiudendo"; 2- alle nostre latitudini non è presente.
L'argomento clima esce dal campo delle mie competenze e a riguardo lascerei spazio a chi se ne intende piú di me. Tuttavia il buco dell'ozono e i raggi UV non sono cosí correlati. La domanda da porsi é: quanti strati di atmosfera deve passare la luce solare per arrivare sulla terra? Per fortuna i raggi UVC e buoba parte degli UVB non arrivano sulla terra (altrimenti non ci sarebbe vita). Variando latitudine e altitudine otteniamo quindi una differente incidenza. Inoltre bisognarebbe tenere in considerazione di che tipo di aria questi raggi devono attraversare: dove c'é smog ci sono meno UV. In pratica a Milano ci si abbronza meno facilmente che a Ortles.
Questo non vuol dire peró che a Milano non arrivino! Dipende dai giorni, dalle nuvole, dallo smog ecc.
Naturalmente posso concordare che problemi possano sorgere se si cammina su nevai o ghiacciai per ore, ma in condizioni normali è tutt'altra cosa.
Definiamo cosa siano queste condizioni normali. Qua potete osservare le previsioni meto del mondo; cliccate sul tab "UV": Potrete notare come in zone equatoriali come l'africa gli UV siano molto elevati. Come accennato precedentemente vi sono differenze anche in zone limitrofe ma con differente altitudine. Le stesse condizioni "normali" variano da zona a zona in Italia con variazioni da indice 1 nella pianura padana a indice 9 nel sud italia (almeno nel momento in cui sto guardando ora)! Quindi un siciliano, normalmente, é meglio che si protegga dai raggi UV! Aggiungo il link una tabella di riferimento per interpretare gli indici UV.

Vorrei anche portare la mia piccola esperienza di miope proprio a questo proposito. Ho notato che la miopia si riduce (certo, minimamente ma percettibilmente) con estrema velocità non appena si esce dalle 4 mura e si lascia gli occhi liberi di spaziare in presenza del sole (naturalmente ciò avviene a mio avviso anche per il fatto che ci si rilassa ma è fattore di minore entità, infatti con tempo nuvoloso ciò avviene ma in modo ridotto). Non si riduce la miopia ma con la miosi pupillare aumenta la profonditá di campo: osservando le immagini attraverso un foro stenopeico si aumenta la profonditá di campo al punto tale da vedere nitidamente a qualunque distanza! La pupilla non si stringe abbastanza da aver profonditá di campo infinita, ma con abbastanza luce aumentano anche i contrasti: un testo nero su sfondo bianco é piú facile da leggere di un testo nero su sfondo grigio (situazione che avviene se il foglio é mal illuminato).

Non posso portare nulla a supporto di ciò che sto per dire ma da eretico oso ipotizzare che il cristallino vada in sofferenza prorpio per la ragione opposta a quella comunemente propagata.
Quindi bombardiamo gli occhi di raggi UV? Non mi pare il caso. Oltre alla cataratta sono causa di Pterigio: una crescita della sclera sulla cornea. Ma tornando alla cataratta: vi sono molti studi che dimostrano come l'incidenza dei raggi ultravioletti opacizzasse il cristallino; tuttavia le motivazioni erano sconosciute. Uno piú recente, svolto dal National Eye Institute ha svelato quali processi sono coinvolti. Se non avete poazienza di leggere l'articolo in inglese vi accenno che si tratta di stress ossidativo delle proteine degli organelli (Tiny-Organs in Inglese) contenuti nelle cellule.

C'è poi il fattore alimentazione che non è trascurabile, ho potuto verificare un effetto di miglioramento prendendo dei multivitaminici, anche se con effetti più altalenanti e meno stabili.
Alimentazione, apparato cardiovascolare, fegato, reni ecc (in generale la salute) Mens sana in corpore sano dicevano. Oculus sano in corpore sano dico io. E la retina ha bisogno di vitamine per ricaricare i fotorecettori (é un po'semplicistica come spiegazione ma accettatela).
  • Quello che sto per scrivere rientra in un campo che non mi compete, quindi se qualche nutrizionista o medico volesse intervenire e/o correggere le inesattezze che scrivo é libero di farlo.
Quindi non solo corretta alimentazione: le vitamine che introduciamo devono essere assorbite, (presumo da stomaco e intestino) e messe in circolo dal sistema cardiovascolare. Infine devono essere metabolizzate. Se uno di questi passaggi non é efficiente anche la vista rischia di non esserlo. E stiamo parlando solo della retina. Con il vitreo dovremmo parlare di idratazione (acqua) e zuccheri (gestiti dal pancreas). Vogliamo poi introdurre la lacrimazione? La lacrima é un tessuto molto variabile e funziona come una lente: é la prima superficie che incontra la luce quando entra nell'occhio! E in tutto questo non ho parlato del cristallino!

Ad ogni modo, non ho la pazienza per fare una ricerca in questo ambito ma ho il sospetto che ci sia da riprendere in mano le ricerche fatte (e che di solito mai si citano) per analizzarle meglio, ho potuto leggerne una qualche tempo fa in ncbi e i dubbi che sorgevano (anche da parte degli stessi autori) erano molti. 
Nemmeno io sono paziente... e nemmeno ho le risorse per portare avanti una ricerca cosí articolata! (Sono patologie ed é campo medico.) Ma chi a fatto queste ricerche non é un piru-piru qualunque (cit. Montemagno) Nella mia ricerca di informazioni sono peró ho letto un po'di tesi universitarie... mi é rimasta impressa quella di Sebastiano Amatulli, che analizza lo sviluppo dell'optometria comportamentale, portando come esempio molti studi svolti in passato (e le relative fonti). Le ricerche scientifiche analizzano dei dati. Ma i numeri, se li torturi abbastanza, possono confessare qualunque cosa! Qualora non sapessimo interpretare questi dati correttamente rischieremo di incorrere in grossolani errori.
Prendendo un caso recente:
Una ricerca afferma che la luce HEV (visibile ad alta energia, blu-violetto) danneggi le cellule retiniche. Un'altra afferma che non danneggino la retina... e hanno ragione entrambe! La prima ha infatti analizzato le cellule in vitro, ovvero al di fuori di un organismo vivente. La seconda le ha analizzate in un organismo vivente, dimostrando che in un organismo le cellule sono soggette sia a deterioramento che rigenerazione (avevo scritto anche un articolo a riguardo con tutti i riferimenti agli studi)

Ho un sospetto e lo dico chiaramente: se la progressione della miopia può essere indotta dalla mancata ricezione degli UV, chi ne trae vantaggio? Qui si parla di milardi e miliardi, per questo credo che non ci sia interesse se non da parte di pochi nell'approfondire questa cosa.
Per quel che ne so, non vi sono studi riguardo la progressione miopica e l'assenza dei raggi UV. Ci sono studi che riguardano lo stare in luoghi chiusi che stimolano solo la visione prossimale o il frequentare luoghi aperti... ma non é stata rilevata alcuna relazione con i raggi ultravioletti. A tal proposito si potrebbe irradiare delle aule di scuola con luce UV e vedere se i bambini diventano meno miopi... tuttavia é stato dimostrata la tossicitá di una eccessiva esposizione a tali radiazioni (il melanoma) Sulla progressione miopica la invito a leggere la tesi di laurea della d.ssa Serena Milo.


Attendo tuo gentile parere da esperto. Grazie
Anonimo, ti ringrazio per avermi dato dell'esperto, ma ti assicuro che esistono molte persone ben piú preparate di me. Ogni tanto, mettete da parte internet e ascoltate questi ricercatori che hanno dedicato anni e anni (di studio prima e di ricerca dopo) della loro vita per il bene comune (non tutte le ricerche sono finanziate da "Big Pharma"). 

In conclusione.

In genere, se si cerca abbastanza, su internet possiamo trovare tutto e il contrario di tutto.
In questo caso, ad esempio, si potrebbe mettere in correlazione l'aspettativa di vita e incidenza di raggi UV nel mondo: e qualcuno potrebbe affermare che la vita media si riduce con la maggiore incidenza dei raggi UV. Ma é come correlare l'aumento del riscaldamento globale alla riduzione dei pirati. i dati possono coincidere ed allinearsi ma uno non é la causa dell'altro!

Il metodo scientifico é strutturato proprio per valutare il piú obbiettivamente possibile i fatti.
Le ricerche scientifiche possono comunque avere diversi "indici di affidabilitá".
Personalmente preferisco leggere le tesi dei laureandi (come quelle che ho riportato): sono pubbliche, hanno informazioni fresche, controllate e raccolgono dati da molteplici fonti (citandole): se qualcosa non ci convince possiamo leggere i dati direttamente da chi li ha rilevati... a patto disaperli interpretare correttamente!

Riguardo quel che scrivo:
Non ho la veritá assoluta in mano, ma vi assicuro che cerco sempre di essere il piú obbiettivo e informato possibile; ...anche se non sempre cito le fonti (a tal proposito abbiate pazienza: il blog é nato per cercare informare correttamente ma lo gestisco nei ritagli di tempo libero).

ANNOTAZIONE IMPORTANTE (03.10.2019)

Visto il dialogo scaturito nei commenti ho fatto ulteriori verifiche, interpellato colleghi, medici e fatto le mie ricerche. Vi sono studi che dimostrano una potenziale correlazione tra UV e riduzione dell'avanzamento miopico ma la riduzione dell'avanzamento (e non della miopia) é comunque di bassissima entitá; é tanto bassa che rimane comunque sconsigliata l'esposizione ai raggi UV senza una corretta protezione!

Commenti

  1. Sono la persona che ha scritto ciò che è stato riportato; domanda: ho quanto spazio desidero per rispondere? Perché prima di applicarmi per mezzo delle mie modeste qualità intellettive, e volendo riprendere punto su punto come è stato fatto da lei, ho necessità di avere conferma o diniego.

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    1. Sinceramente non so se vi siano limiti ai caratteri riportabili nei commenti. Ho visto solo che, superati i 200 commenti, blogger comincia a perdere colpi...

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  2. I privilegi sia pure tecnologici non vanno di pari passo con l'imparzialità di trattamento, prestarmi a questo significa partire sin dall'inizio svantaggiato. Comunque tenterò ugualmente di rispondere punto su punto, stringando forzatamente il più possibile.
    Nle frattempo, mi limito solo ed esclusivamente a far rilevare una tecnica che vedo spesso applicata per screditare il prossimo, quando questo non è conforme alle proprie idee.
    Notare la parola debunking utilizzata, che contrariamente a quel che viene detto ha un significato più duro e palesemente spregiativo (wikipedia dice essere composta da un prefisso che significa rimuovere e da una parola seguente che significa fandonia), anche se non è che si lesini neppure qui dato che l’autore del post dice chiaro e tondo che si tratta di informazioni errate spesso derivanti da credenze.
    Non mi resta che evidenziare il tentativo, la scorrettezza potrebbe passare inavvertita, avrei gradito un confronto leale, evitando etichette, cosa assai poco bella.

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    1. Divido la risposta in 3 o 4 tranche, proprio perché non si sa se può essere contenuta in unico post.
      Avverto che ci possono essere alcune ripetizioni, questo perché avevo preparato un testo che poi ho dovuto in parte rivoluzionare per adattarlo a questa sezione intitolata debunking.

      Prima parte.

      Punto 1. Ho forse affermato che l’autore ha asserito essere la cataratta causata esclusivamente dagli UV? No, basta rileggermi, non si capisce quindi perché si voglia mettermi in bocca questa intenzione.

      Punto 2. Sull’ironia dell’autore riguardante l’espressione di Goethe da me riportata (Se l’occhio non fosse solare...). Lei vorrebbe “smontare” questa affermazione ma poi ad un certo punto concorda addirittura sul fatto che “siamo fatti per stare al sole”, bene, ne prendo atto.
      Le spiego inoltre come la sua ironia e la sua affermazione “definire l'occhio solare non ha alcun significato” siano fuori luogo; basterebbe riflettere pochi istanti per comprendere che l’esistenza dell’occhio deriva da una precedente esistenza, la luce solare; vogliamo spingerci oltre con una analogia più terra terra? Le gambe esistono in quanto pre-esiste la terra. Cosa voglia dire questo? Che i nostri occhi sono stati generati proprio in base a tali "istruzioni" presenti nella luce solare.

      Punto 3. Cito l’autore, “l'uomo non é fatto per campare 100 anni: in natura, senza assistenza sanitaria e la corretta manutenzione”.
      Facciamo una bella cosa, quando vorremo parlare di questi nuovi argomenti ognuno porterà le proprie idee (si, perché anche in questo campo il verbo, il dogma non esiste, basterebbe iniziare ad aprire gli orizzonti, pur mantenendosi, se si desidera, in ambiti scientifici), nel frattempo rimaniamo nel tema.

      Punto 4. Cito l’autore, “Percezione e dannositá non sono correlate: un esempio il radon é un gas letale, inodore, incolore e quindi non percepibile.”.
      Risulta con estrema evidenza fuorviante fare il parallelo con gli UV/occhi, le case ove si accumula il radon le costruiamo noi e non fanno parte del nostro corpo, e chiedo nuovamente di evitare di spostarsi su altri argomenti distanti.

      Punto 5. Cito l’autore, “Gli occhi sono fatti per percepire solo una parte dell'intero spettro elettromagnetico: non sono adatti a percepire ne gli Ultravioletti” e “abbiamo delle protezioni naturali: retina e cristallino bloccano i raggi UVA per salvaguardare la retina.”
      Nella seconda estrapolazione c’è una svista, all’inizio al posto di retina va inteso cornea.
      Sono consapevole che noi non vediamo i raggi ultravioletti, confesso che la mia ignoranza è vasta ma in questo caso assicuro che non giunge a questo limite. La parola che ho usato (percepirle – in relazione alle frequenze UV) potrebbe apparire non corretta, tuttavia basterebbe osservare l’etimo e accorgersi che indica il valore di raccogliere, questo intendevo dire, e dato che in parte il nostro sistema visivo volente o nolente riceve gli UV anche se questi non giungono alla retina, la mia constatazione rimane pienamente valida. Se si desidera è possibile sostituire con la parola recepire (ovvero accogliere).

      Punto 6. Cito l’autore, “Tuttavia il buco dell'ozono e i raggi UV non sono cosí correlati.”.
      Cito solo wikipedia (che non amo svisceratamente): “Lo strato di ozono funge da filtro per le radiazioni ultraviolette: infatti assorbe del tutto la loro componente UV-C, e per il 90% la UV-B. Gli UV-A non risentono molto dell'atmosfera, ma d'altronde sono poco attivi biologicamente. Quindi la dose di radiazioni UV-B che raggiunge la superficie terrestre dipende inversamente dalla concentrazione di ozono in alta atmosfera”.
      Cito l’autore, sempre a proposito degli UV, “Questo non vuol dire peró che a Milano non arrivino! Dipende dai giorni, dalle nuvole, dallo smog ecc.”.
      Mi pare nessuno abbia messo in dubbio ciò, a meno che io soffra di amnesie.

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    2. Seconda parte.

      Punto 7. Cito l’autore, “Non si riduce la miopia ma con la miosi pupillare aumenta la profonditá di campo”.
      Si sta parlando di 2 cose diverse, conosco la seconda ma esula da quanto ho potuto sperimentare personalmente. Se lei afferma che non si riduce la miopia, sostanzialmente sta scagazzando la mia esperienza, ne prendo atto.
      Per curiosità negli anni scorsi avevo letto qualcosa a proposito degli esercizi per gli occhi ma non mi sono mai cimentato per pigrizia, nel caso possano interessare qui ci sono alcune testimonianze http://www.rieducazionevisiva.info/testimonianze/ .

      Punto 8. Autore, citazione “Per quel che ne so, non vi sono studi riguardo la progressione miopica e l'assenza dei raggi UV”.
      Esistono, e li citerò con precisione con successivo post.



      Come dicevo precedentemente in altro post di qualche giorno fa, vorrei esporre la mia ipotesi, corroborata da quanto ho sperimentato su me stesso, ovvero che le frequenze UV solari impediscano l’aumento della miopia, con conferme provenienti da ricerche delle quali darò i riferimenti.
      Invece sulla questione cataratta, che sarebbe provocata dagli UV, ho cercato solo velocemente per cui ne dico brevemente nella seconda parte.

      Da Wikipedia:
      “….Della radiazione ultravioletta che raggiunge la superficie terreste, oltre il 95% è rappresentato dagli UVA con lunghezza d’onda maggiore, una piccola parte dagli UVB. Sostanzialmente non ci sono gli UVC. La frazione che rimane degli UVB nella radiazione UV, dopo essere passata attraverso l’atmosfera, dipende dalle condizioni atmosferiche: nuvole dense bloccano efficientemente gli UVB…”

      Faccio notare la parte concernente le nuvole che bloccano parte degli UVB, avvalora quanto ho potuto sperimentare personalmente e che avevo detto nel mio precedente messaggio, nel quale asserivo che l’effetto riducente la miopia è di molto minore rispetto a quando il sole non è schermato dalle nuvole.
      Quando dico che ho potuto constatare che la miopia si riduce, non mi riferisco alle tecniche che qualcuno utilizza (metodo Bates o De Angelis o altri) e che con costanza pare portino a risultati sorprendenti, ma si tratta semplicemente di recuperi da cali di vista (per cui avviene la stabilizzazione nel caso si adotti sistematicamente questa non-tecnica che impedirebbe l’evoluzione negativa della miopia) che avvengono rapidamente dopo aver trascorso alcune mezzore al sole senza occhiali; si può anche provare alternando con la penombra, importante è che il sole non sia pienamente schermato dalle nuvole; non ho strumentazioni ma per quanto mi concerne posso stimare che il recupero espresso in diottria sia di circa 0,20, e ciò si verifica in pochissimo tempo, riportando la capacità visiva al corrispettivo grado di correzione degli occhiali a noi adatti che stavamo utilizzando e che non permettevano più la capacità di messa a fuoco.
      Pare quindi che ci sia la possibilità di bloccare l’incremento della miopia con questo semplice metodo, e ho paura che non sia di gradimento diffondere questa piccola conoscenza.
      La salute è salute: è cosa buona e giusta che oculisti e ottici e tecnici e industrie vendano quel che deriva dalle loro conoscenze/competenze con i relativi prodotti, molto meno che non si preoccupino di acquisire e diffondere conoscenze derivanti da ricerche che dimostrano come la miopia possa essere quantomeno bloccata nel suo progresso; posso dimostrare quel che dico?
      Cerco sempre di evitare sproloqui, per cui:
      1- oltre a ciò che ho verificato in prima persona, propongo
      2- delle ricerche recenti che confermano quel che ho asserito e
      3- invito a provare su se stessi questo non-metodo che è privo di controindicazioni;
      queste ultime se fossero presenti potrebbero venirmi imputate in quanto non sono un medico.

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    3. Terza parte.

      (Peraltro, rivendico senza ombra di dubbio di dire e fare ciò che mi pare con la mia mente e il mio corpo utilizzando la mia capacità critica, argomento che, ripeto, comunque esula da quanto ho scritto nel presente post – Seguire pedissequamente le istruzioni che si ricevono, qualunque esse siano e qualsiasi sia la provenienza ed autorità, abdicando totalmente ad una cosa che si chiama discernimento, e questo ultimo termine è proprio preciso, implica irresponsabilità, quindi assenza di osservazione, di ascolto, di ricerca, e non credo sia una buona strada; coloro che ad ogni piè sospinto dicono sostanzialmente di eseguire le direttive del medico, senza soggiungere di non abdicare al libero arbitrio, a mio modesto avviso sono altamente sospetti anche se ci può benissimo essere in una parte di essi buonafede).
      Ultima considerazione; come si può sperare che gli oculisti del SSN (non conosco le modalità delle visite private) si addentrino in queste cose quando con alterigia esibiscono fin dal momento in cui oltrepassi la soglia la loro missione: proferire il minor numero di parole possibili, ridurre al minimo il tempo della visita e non usare la strumentazione completa necessaria per un decente controllo. Li ho visti all’opera (ricordo gli ultimi 3 in 6 anni, uno solo è stato sufficientemente accurato, nonostante non si sia spinto molto più in là...) ne parlo perché sono evidentemente un miope, costoro sono privi di un sentimento che potrebbe rendere gli uomini e conseguentemente il mondo meno putrido di quel che è e che si chiama vergogna; non si parla nemmeno di mostrarsi premurosi od empatici, fantascienza per questi soggetti, ma solo di un minimo di scrupolosità per rispetto del proprio mestiere (e che viene pagato in fin dei conti da noi cittadini) e di considerazione per il prossimo.

      Le frequenze dell’ultravioletto sono: UVA (315-400 nm) UVB (280-315 nm), gli UVC pare non riescano a giungere a terra.

      Di seguito le ricerche recenti e per ovvie ragioni solo brevissimi spezzoni, concernono la miopia e le frequenze UV.

      Una ricerca pubblicata il 16 dicembre 2016 qui https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5233810/
      il cui titolo è (traduttore automatico):
      L'esposizione alla luce viola può essere una strategia preventiva contro la progressione della miopia.
      Estrapolo ovviamente solo breve frase, a inizio testo:
      Qui mostriamo che la luce viola (VL, lunghezza d'onda 360–400 nm) sopprime la progressione della miopia.

      Una ricerca pubblicata a Gennaio 2017, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27918775
      Estrapolo (traduttore automatico):
      ….L'aumentata esposizione ai raggi UVB era associata a ridotta miopia, in particolare nell'adolescenza e nella giovane età adulta…

      Questa di seguito (notare anche il riferimento iniziale ad una ricerca relativa a persone giovani) nonostante si tratti di impianti di lenti infraoculari, quindi l’occhio non è più integro, si vede comunque come le lenti artificiali prive di filtro UV riducano l’evoluzione della miopia rispetto a quelle con filtri UV.
      Ricerca del 2017 https://www.nature.com/articles/s41598-017-09388-7?error=cookies_not_supported&code=f09e7a9e-6dc7-4738-95be-99f0b266873a
      Estrapolo (traduttore automatico):
      ... In precedenza abbiamo riferito che la luce viola (VL, lunghezza d'onda 360–400 nm), che è abbondante nell'ambiente esterno, ha soppresso la progressione della miopia per le persone di età inferiore ai 20 anni...
      ...In sintesi, sebbene non esistano metodi efficaci per ritardare la miopia adulta elevata e l'allungamento della lunghezza assiale, l'introduzione dell'esposizione a VL può contribuire alla riduzione della progressione miopica e dell'allungamento della lunghezza assiale anche per gli adulti adulti con miopia elevata. La luce viola può essere uno dei potenti candidati per la prevenzione della miopia, in particolare per la miopia ad alto rischio di vista...
      (seguono altre 2)

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    4. Il suo parlar forbito e il citare Goethe denota un certo livello culturale. Io non sono in grado di raggiungerla: come preciato ad inizio articolo non sono mai stato una punta di diamante a scuola, nella materia dell'italiano.

      L'uso della parola Debunking non voleva essere offensiva anche se spesso viene utilizzata per smontare affermazioni pseudo scientifiche. Purtroppo i suoi dubbi sembrano peró alimentati da affermazioni che ho letto su libri come "il metodo bates". (Quando ho scritto questa frase non avevo letto il resto, ma ho potuto constatare che in mezzo c'é pure lui). Uno dei primi articoli che scrissi riguardava proprio il mio scetticismo su questo metodo miracoloso che prometteva esser la soluzione a tutti i difetti visivi.

      La maggior parte della comunitá scientifica che si prende cura dell'apparato visivo concorda nell'affermare che i raggi UV siano dannosi.
      Io mi sento in dovere di smantellare il suo sospetto che ci sia una sorta di complotto o delle lobby che vogliono rendere miopi tutti per alimentare un giro d'affari.
      Io mi sento in dovere di avvisare della dannositá della radiazione ultravioletta.

      Se poi uno vuole ignorare tale avviso lo faccia pure.
      Ma se mi si chiede un parere mi aspetto che questo parere venga accettato.
      A tal proposito mi sono espresso su ogni punto.

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    5. Punto 1: no, Lei non ha asserito che fosse la cataratta causata esclusivamente dagli UV. Tuttavia con la sua affermazione "se la progressione della miopia può essere indotta dalla mancata ricezione degli UV, chi ne trae vantaggio?" o "se gli UV fossero per noi nocivi i nostri occhi non dovrebbero avere caratteristiche tali per percepirli, invece così non è" alimenta l'ipotesi che vi sia una lobby di persone che lucrano sulla protezione dai raggi UV; Ci sono persone suggestionabili che, a tal proposito, smetterebbero di proteggersi da tale radiazione, a loro rischio e pericolo. Chi ci lucra? Gli oculisti non vendono occhiali da sole, i dermatologi non vendono creme solari. Anzi! Ci sarebbe piú lavoro per loro con un aumento delle patologie relative.

      Punto 2. Lei mi cita frasi di Goethe, un drammaturgo che si rifá alla filosofia antica (non ne so molto e ho dovuto dare una una rapida lettura su wikipedia). Ma non é di filosofia che si deve parlare in queste pagine: Purtroppo queste frasi mi hanno ricordato le affermazioni di Bates, che definiva l'occhio "l'organo della luce" (in alcuni testi meno recenti era riportato come organo DI luce!). Non é proprio errata come definizione, ma Bates consigliava, in alcuni casi, di guardare il sole (sunning); tale pratica é dannosa. In alcune moderne edizioni del libro "il metodo Bates" questa parte é stata infatti rivista. Concordo che se non esistesse la luce non avremmo bisogno di organi per percepirla; non concordo sul termine "solare". Se é solare perché non riusciamo a percepire tutto quello che il sole emette? Perché lo spettro visibile é confinato tra i 400 e 700nm? non dovremmo poter vedere anche ultravioletti e infrarossi? Non vediamo perché non siamo fatti per vederle e dobbiamo accontentarci della nostra retina RGB.

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    6. Punto 3. L'affermare che l'uomo non sia fatto per campare 100 anni ma che raggiunga tali etá grazie ai progressi, le conoscenze e la medicina moderna é un dato di fatto, non un dogma religioso o qualcosa in cui credere. Semplicemente, in natura, al di fuori di una societá con le moderne conoscenze, raggiungere i 50 anni sarebbe giá un traguardo non da poco. Ponendo un banale esempio: se l'uomo non si lavasse i denti (manutenzione) questi si deteriorerebbero e ad un certo punto non potrebbbe piú nutrirsi; si potrebbe contestare che tale persona potrebbe nutrirsi tritando il cibo con delle rocce... ma olre al deterioramento dei denti ce ne sarebbero altri, correlat a malnutrizione o mancanza di profilassi. Non dobbiamo scordare che l´uomo non é troppo diverso da una scimmia. Una "scimmia pelata", scaltra, ingegnosa, con una marcia in piú per certi versi, che tramanda conoscenze con un linguaggio articolato e che vive in scietá complesse. Ma rimane pur sempre molto simile a una scimmia, un primate di carne e ossa con tutti i suoi limiti.

      Punto 4. L'esempio del Radon é in funzione della sua affermazione: "se gli UV fossero per noi nocivi i nostri occhi non dovrebbero avere caratteristiche tali per percepirli". Il radon é nocivo e non siamo in grado di percepirlo. I raggi UV, come con il Radon non sono percepibili, ma ne subiamo le conseguenze (il melanoma ad esempio).

      Punto 5. Considero il termine "percepire" come definito dal vocabolario Treccani ovvero "Acquistare coscienza di una realtà esterna o interna attraverso l’elaborazione organica e psichica di stimoli sensoriali". Se viene usato il sinonimo Raccogliere e parliamo di cornea, si, si puó affermare che la cornea racolga tali frequenze e ne riduca la penetrazione all'interno dell'occhio.

      Punto 6. Precisazione: Ozono e raggi Ultravioletti sono correlati. É errato da parte mia dire che il buco non sia correlato alla presenza di raggi UV sulla terra. É di poco interesse perché situato nelle regioni polari. Citando me: “Questo non vuol dire peró che a Milano non arrivino! Dipende dai giorni, dalle nuvole, dallo smog ecc.”. Non lo mette in dubbio, ma afferma che vi sia bisogno di protezione solo se si andasse nei ghiacciai; se ci si abbronza anche in cittá significa che anche in tali zone giungono, seppur in minore quantitá, raggi UV. Si parla poco di protezione solare in cittá in quanto vi é una ridotta esposizione: passiamo piú tempo al chiuso che all'aperto e l'incidenza di raggi UV e spesso risibile (ma non sempre assente). Riguardo al buco nell'ozono: é vasto e profondo ai poli. Vi sono comunqe assottigliamenti in ogni parte del globo. Ozono a parte non possiamo non considerare il resto dell'atmosfera. L'ozono filtra Una buona parte di UVB. Ma non il 100%. Il 10% che passa viene ulteriormente ridotto dai restanti strati atmosferici a da qualunque altra cosa si infrapponi tra il sole e la terra (intesa come quella su cui camminiamo, non il pianeta).

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    7. Punto 7. Non sto "scagazzando" la sua esperienza, ma spiegando i fenomeni che influiscono nella visione.
      E non si sta parlando di cose diverse in quanto la visione é un fenomeno complesso, dato dalla somma di diversi fattori ottici, fisici e cognitivi. Io affermo e riconfermo che non si riduca la miopia: per miopia intendo quella assiale (ovvero legata ad un allungamento del bulbo oculare) e quella da indice (variazione dell'indice di refrazione dei mezzi atttraverso cui passa la radiazione luminosa prima di giungere alla retina, spostando la focale dell'immagine dinnanzi alla retina stessa). Se aumentiamo la profonditá di campo tanto da includere la retina nell'area focale, nonostante il punto focale sia sito dinnanzi ad essa, e non su essa, otteniamo comunque la proiezione di una immagine nitida.
      Gli esercizi di rieducazione visiva che cita parrebbero legati al metodo Bates. Non sono dannosi ma non mi risulta sia stata dimostrata la valenza clinica. Possono funzionare con le miopie legate a contrazioni del sistema accomodativo, ma parlare di guarigione da qualunque miopia o altro difetto visivo, come affermava Bates, mi sembra eccessivo. Le testimonianze non sono studi clinici, ne sono statistici.
      Vorrei sottolineare che non sono contro la rieducazione visiva, sono contro le cure che promettono miracoli che non possono avvenire (miopia assiale e da indice)

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    8. Punto 8. Anche in questo punto mi parla di radiazione ultravioletta, affermanddo che la miopia si riduca col sole, meno con il cielo nuvoloso. E io ritorno a perlare di mindriasi/miosi pupillare e contrasto. Non si tratta di un effetto legato alla radiazione ultravioletta ma a quella visibile a cui reagiscono gli occhi.
      La luce stimola la miosi pupillare, aumenta la profonditá di campo e si ha l'impressione che la percezione visiva migliori; in questo caso ridurre le diottrie della lente sposta il punto focale in avanti ma l'immagine rimarrá a fuoco finché la retina sará nell'area focale. E quest'area esiste e la sfruttiamo per poter guardare da vicino col minore sforzo possibile (prende il nome di Lag ed é misurabile in retinoscopia dinamica e con i cilindri crociati).
      Il metodo peró non é privo di controindicazioni come lei afferma. Se in una giornata molto nuvolosa l'indice UV é di 1 o 2, in una giornata parzialmente nuvolosa, in cui le nubi formano strati piú sottili, questo sale a 3; In cittá arrivano anche a 5 in una giornata dal cielo terso! Da 3 in su é bene proteggersi. Non lo dico io che sono un misero ottico optometrista: lo dicono i medici... che sulle creme solari e occhiali da sole non guadagnano nulla!

      Riguardo l'insinuazione che gli medici e ottici "non si preoccupino di acquisire e diffondere conoscenze derivanti da ricerche che dimostrano come la miopia possa essere quantomeno bloccata nel suo progresso", temo di doverla contraddire. Vi é a riguardo una continua ricerca e studio da parte dei professionisti: se non fosse cosí non disporremo di lenti per ortocheratologia che hanno dimostrato in piú studi clinici la loro efficacia nel fermare l'avanzamento della miopia. Il visual training e l'igiene visiva hanno giá dimostrato la loro validitá nella gestione di miopie ed altri disturbi (ad esempio basse riserve fusionali) ma sono inefficaci per curare (termmine che ritengo inproprio in questo frangente) miopie assiali e da indice.

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    9. La sua rivendicazione di fare cio che vuole col suo corpo é dal mio punto di vista piú che legittima.
      Ma di fronte all'affermazione che l'esposizione ai raggi ultravioletti riducano la miopia io sono moralmente tenuto ad avvisare che tali radiazioni sono nocive.

      Riguardo il SSN per me gli oculisti, e in generale i medici, che vi lavorano sono al pari di eroi: gestiscono una quantitá di persone impressionante con turni massacranti e in condizioni difficili. Il lavoro del medico oculista é di valutare e gestire le patologie oculari: in particolar modo devono assicurarsi che la retina sia in salute e lo fanno sempre. Purtroppo, a causa dei motivi sopracitati, é imporponibile per loro svolgere un controllo trattenendo ogni persona 45 minuti per misurare forie, riserve fusionali e ecc.
      Non sono privi di sentimento: dobbiamo ricordare che sono persone anche loro, ognuno col suo bagaglio di conoscenze, gioie e drammi.
      Va comunque aggiunto che non tutti sono dei santi: il mondo é pieno di persone egoiste e a cui non interessa il prossimo.

      La prima ricerca citata (2016) é molto valida: gruppi di controllo e documentazione ineccepibile! Hanno isolato il "gene della miopia" EGR1. Questo gene veniva inibito dai raggi UVA, inclusi tra 360-400nm. Ed é stato fatto du dei polli! White Leghorn Chick. Ovvero Pollo livornese Bianco (o pollo Italiano). Non conosco le caratteristiche visive di questo volatile ma so che molti animali possono affidarsi ad uno spettro visibile piú ampio di quello umano: vedono piú colori. L'esperimento é interessante per le interazioni con la proteina ma non é totalmente affidabile perché l'occhio umano e quello del pollo probabilmente presentano alcune differenze.

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    10. La seconda ricerca (2017) é durata 2 anni e prende un campione di 4187 persone con bassa miopia (-0,75 o inferiore) ed é svolta tramite visite optometriche, esami del sangue e questionari. Il punti deboli di questa ricerca sono i questonari e la durata: in un arco di tempo cosí lungo le persone che si attengono scrupolosamente alle istruzioni della ricerca sono una minoranza. Inoltre non é stato specificato in che modo sono stati esposti ai raggi UV: Tramite il sole? Lampade UV? Sicuri che non abbiano mai messo occhiali da sole? Non lo sappiamo. Ma veniamo ai risultati: nelle persone tra i 14 e i 39 anni c'é stata una riduzione ouna stabilizzazione della miopia. Bene.... ma il gruppo definito come "the highest tertile of years of education" (credo sia il gruppo della terza etá) ha raddoppiato la miopia. I ricercatori evidenziano che si é ottenuto un miglioramento negli adolescenti ed adulti, nessuna correlazione con la vitamina D, interazioni con la luteina da ricontrollare. Non citano il gruppo che ha raddoppiato la miopia e che a me interessa invece molto: é probabile che quell'aumento della miopia sia legato ai processi ossidativi del cristallino; in pratica prima di diventare opaco ed essere considerato cataratta diventa piú refrattivo.

      La terza é quella che avvalora maggiormente la sua teoria perché valuta delle lenti intraoculari con e senza protezione UV, su un campione abbastanza vasto e con una lente che non dovrebbe alterare le funzionalitá del cristallino. Non si parla comunque di miglioramento della miopia ma di riduzione della progressione miopica. Rimane comunque il problema dei processi ossidativi del cristallino a lungo termine (quelli che generano la cataratta).

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    11. Inizio a rispondere (a questo punto la sequenza è: articolo Alberto Gieri - mia prima risposta diluita in vari post del 22-9 che ingloba un po' tutto quanto è stato detto - varie repliche di Alberto Gieri del 23-9 - e qui invece ci troviamo nella mia prima replica (del 23-9) successiva alle precedenti di Alberto Gieri) ma questa volta lo faccio dilatando nel tempo e prendendo come riferimento i singoli post.
      Temo che per come è strutturata la possibilità di scrivere ne venga fuori un piccolo caos ma provo. Resta inteso che finito questo giro di risposte attraverso vari post (non so se ci impiegherò più giorni) non replicherò più per non ingolfare e rendere tutto quanto sostanzialmente inintelligibile
      - Non scrivo forbito, ho superato solo la terza media, mi sforzo di scrivere decentemente per farmi capire.
      - Dice "La maggior parte della comunitá scientifica che si prende cura dell'apparato visivo concorda nell'affermare che i raggi UV siano dannosi."? Ribadisco in due parole per non reiterare all'infinito: la mia personale esperienza indica che privo di occhiali (che schermano dagli UV) all'esterno e in presenza del sole la miopia si riduce, nelle modalità che ho scritto in precedenza, inoltre, importante, rimando alle ricerche recenti che ho elencato e mostrano che la cosiddetta "comunità scientifica" probabilmente erra.
      - Lei si sente "in dovere di smantellare il (mio) sospetto...", io invece non sento il dovere di dire o fare nulla in nome e per conto di nessuno e quando mi capita scrivo quel che ritengo giusto facendo solo riferimento alla mia coscienza tentando di essere onesto. Ho dei sospetti (e tra l'altro occupano solo una piccola parte di quel che avevo espresso) e li ho detti motivandoli, altro paio di maniche se fossero stati privi di argomentazione.
      - Lei si sente " in dovere di avvisare della dannositá della radiazione ultravioletta"; e non si sente "in dovere" di dire che sono stati pubblicati nuovi studi, ora che lo sa, che indicano un effetto benefico sulla miopia degli UV. Senza pensare che potrebbe addirittura chiedere su tali basi ai suoi clienti di provare a togliersi gli occhiali all'aperto almeno mezzora al giorno, per scoprire se ne traggono benefici.
      - Dice "Ma se mi si chiede un parere mi aspetto che questo parere venga accettato." Dunque, magari mi sbaglio e può pure essere che abbia chiesto un parere ma non lo ricordo (a meno che si tratti della domanda sulle lenti, se esistono prive di protezione UV), ad ogni modo mi pare una strana dichiarazione, se una persona chiede un parere e lo riceve, ringrazia ma lo valuta prima di accettarlo.

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    12. Risposta a Alberto Gieri23 settembre 2019 01:52

      - che dice al punto 1 dove si parla di UV/occhiali (a cui rimando per capire con precisione) "...Chi ci lucra? Gli oculisti non vendono occhiali da sole, i dermatologi non vendono creme solari. Anzi! Ci sarebbe piú lavoro per loro con un aumento delle patologie relative..."
      Risposta: - gli oculisti lavorano, e per tale lavoro percepiscono compenso in denaro, anche perché da loro si recano persone la cui miopia progredisce, ed infatti nella stessa sua risposta si contraddice nella parte finale riportata; ricapitolo: se la NON-schermatura degli UV permette di bloccare l'evoluzione della miopia (ok, non ripeto il perché in quanto già ho dato le motivazioni che ognuno saprà valutare) ciò si traduce automaticamente in un ridotto afflusso di persone dagli ottici per sostituzione degli occhiali- sui dermatologi evito di rispondere, anche se sarebbe ugualmente facile, perché si tratta di altro argomento.
      - sul suo punto 2; cerco di essere costruttivo e non di pormi in contrasto, cosa che ammetto alcune volte mi capita e cerco di correggermi, per cui vorrei cercare di trovare un comune punto di condivisione andando al succo. Quindi partiamo da dove lei dice "Concordo che se non esistesse la luce non avremmo bisogno di organi per percepirla", ok, poi però va più in là (leggere la fine del punto indicato) e francamente non comprendo la polemica. Se vuole dire che siccome ho affermato l'occhio essere solare (riprendendo Goethe) ciò non è asseribile in quanto la retina percepisce solo la frazione di luce che esclude i confinanti infrarossi e UV, si potrebbe giustamente trovare una sorta di accordo, ma la mia osservazione è leggermente diversa, dico che se gli UV giungono alla cornea e al cristallino, risulta difficilmente credibile che i nostri apparati visivi si siano sviluppati per recepire delle radiazioni che fanno loro male.
      (più tardi o nei prossimi giorni il resto delle risposte)

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    13. Di solito mi dilungo. Cercheró di esprimermi con mno parole possibili in quanto tutte queste risposte ammassate sono di per se giá troppe e rendono il tutto meno comprensibile.

      Il fatto che lei sperimenti una riduzione della miopia quando va al sole non costituisce prova scientifica. La spiegazione per cui nota questo miglioramento l'ho scritta: é un fenomeno conosciuto e non si tratta di guarigione dalla miopia. Se lei vuole definirla come riduzione della miopia faccia pure. Io non concordo.

      Io continuo a sentirmi in dovere di divulgare conoscenze accertate e di mettere avanti le mani riguardo teorie e studi recenti. Se ci fossero ricerche che dimostrano che iniettarsi aria in vena cura dal cancro ci andrei cauto: magari funzionano e cura il cancro.... ma procura anche una embolia. Quindi invito ad andare cauti. Poi ognuno a casa propria fa quel che vuole.

      Non mi sento in dovere di pubblicare gli studi sull'esposizione della radiazione UV in quanto non li conoscevo (sono piuttosto recenti). Tuttavia dimostrano solo una potenziale correlazione ma non danno la prova assoluta. In uno degli studi si parlava anche di un peggioramento della miopia al di sopra di una certa etá (last third of education, se non ricordo male). Quando saró abbastanza certo che gli UV fanno bene lo scriveró.

      Come giá ribadito cornea e cristallino ci proteggono dai raggi UV, ma alla lunga si deteriorano. Non é un concetto diverso dalla pelle: ci protegge ma al sole invecchia piú velocemente.

      Gli oculisti non lucrano sulla miopia: dall'oculista si dovrebbe andare anche in assenza di sintomi, per prevenzione. Vi sono strutture come la retina che una volta danneggiate non si possono riparare. Se non si puó curare é bene prevenire. La prescrizione delle diottrie é solo una minima parte del lavoro dell'oculista: conosco persone che non hanno progressione miopica e continuano comunqe ad andarci. Ci sará anche quello che ci lucra, ma ritengo siano una minoranza.

      Se si é fermato alla terza media la invito a riprendere gli studi: ritengo abbia le capacitá per conseguire facilmente il diploma di maturitá. Tale diploma da accesso ad una istruzione superiore. Ritengo importante avere una guida nell'istruzione, altrimenti si rischia di mal interpretare le informazioni.

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    14. Risposta ad Alberto Gieri 23 settembre 2019 01:53

      Sul suo punto 7.
      Direi che si può tralasciare, ho spiegato la mia posizione già in altre parti.

      Risposta ad Alberto Gieri 23 settembre 2019 01:54

      Sul suo punto 8.
      Si tratta sulla involuzione della miopia che io affermo avvenire lasciando gli occhi liberi da lenti all'aperto e al sole o almeno in penombra.
      Lei dice "Non si tratta di un effetto legato alla radiazione ultravioletta ma a quella visibile a cui reagiscono gli occhi." E io, dato che non mi si crede, rispondo con le ricerche che ho riportato, e corroborano la mia personale esperienza, nelle quali si evidenzia proprio specificatamente l'importanza degli UV per gli occhi, che permettono di bloccare l'evoluzione della miopia (in alcune si parla esplicitamente di regressione).
      Se poi mi si vuole dare retta per poche righe, dico riassumendo:
      - ho sperimentato e compreso che se indosso gli occhiali (con lenti che sempre filtrano gli UV) e trascorro tot minuti all'aria aperta al sole, non ottengo i risultati di riduzione miopia pari a quando non li indosso per pari minuti. (ipotizzo non avendo strumentazione ca. diottria 0,20).
      - Rispondo pure a dove lei dice "La luce stimola la miosi pupillare, aumenta la profonditá di campo e si ha l'impressione che la percezione visiva migliori": 1- questo effetto che lei indica (miosi pupillare) dura fintanto che ci si mantiene alla luce di quella intensità, nel momento in cui si rientra in casa l'intensità scema e le pupille si ri-dilatano nel giro di pochi secondi/minuti per cui l'effetto di recupero vista che lei imputa alla miosi dovrebbe cessare, peccato che ciò non avvenga, ergo qualcosa di nuovo e diverso è avvenuto; 2- a ulteriore supporto di quel che dico, dato che questo effetto di contrazione della pupilla si manifesta ogni volta che si esce di casa, mi dovrebbe a questo punto dare una motivazione per cui alcune volte coi miei occhiali non vedo bene (tradotto: sembra manchino ca. 0,25) e in altre occasioni (quando ho potuto effettuare la mia non-terapia al sole privo di occhiali) questo gap sparisce e dunque vedo bene; si capisce bene che allora la miosi pupillare non ha prorpio alcun nesso.
      (tralascio un pezzo successivo perché ci ripeteremmo..)


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    15. L'effetto che descrive é una riduzione della miopia.
      Tutte le ricerche che ha riportato parlano di riduzione dell'avanzamento della miopia. Non di riduzione della miopia.

      Ho un altra manciata di ipotesi.

      -Un miglioramento della miopia puó essere imputato a una eccessiva contrazione del cristallino. Andando al sole aumenta la profonditá di campo e tornando al buio questa si riduce, la contrazione riprende solo dopo un po'.

      -la contrazione/rilassamento non sono causati dalla profonditá di campo ma dal naturale processo che avviene osservando oggetti distanti. Da non sottovalutare l'interazione con la retina periferica.

      -fenomeno della miopia notturna in cui il cristallino va in una posizione di "stand by".

      -Lentezza di reazione del sistema accomodativo

      -Forie

      tutte le impressioni personali sono mitigate dal potenziale effetto placebo, su cui non abbiamo potere e che influisce piú di qanto si pensi (per questo esistono i gruppi di controllo nelle ricerche).

      Quindi. Siamo veramente veramente veramente sicuri sia tutto merito degli ultravioletti?

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    16. RIsposta ad Alberto Gieri 23 settembre 2019 01:54

      Lei dice "Ma di fronte all'affermazione che l'esposizione ai raggi ultravioletti riducano la miopia io sono moralmente tenuto ad avvisare che tali radiazioni sono nocive."
      Sono quasi esasperato ma trovo la situazione divertente ;-) Non è una presa per il sedere, mi piace vedere le cose anche distanziandosi da esse e ridendoci su assieme.

      Manca ancora qualche risposta, magari proseguo domani.

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    17. Risposta al volo dove dice che le ricerche che ho trovato si riferiscono ad un ritardo dell'evoluzione della miopia, ciò non toglie che dicono chiaro e netto che gli UV contrariamente a quel che attualmente si crede hanno una funzione positiva; in parte comunque è vero che alcune di tali ricerche dicono che si tratta di un rallentamento, ma non solo, si dice pure in alcune che si blocca e riduce. Come dicevo, senza considerare la mia esperienza personale e quella di alcune persone che attraverso esercizi (che io non ho mai effettuato) affermano di aver ridotto la loro miopia di diversi gradi, ci sono pure gli altri fattori che entrano in gioco: alimentazione pessima che incide sulla salute degli occhi, alimentazione che conserva la loro salute (e siamo solo all'inizio per la diffusione di queste conoscenze...), stress (ad es. vita quasi sempre tra 4 mura, ore e ore al pc, sforzi fisici prolungati ecc).
      Ma io dico, in definitiva (dato che forse non terminerò di completare le risposte agli altri passaggi mancanti dato che vedo trasparie in lei un poco di disperazione per questi nostri interminabili papiri... ;-) ), dunque dico: signori miopi che capiterete a leggere queste parole, provate a trascorrere almeno mezzora al giorno alla luce del sole senza gli occhiali, stabilirete voi se potrete avere benefici reali oppure no.
      Pace e bene.
      Grazie per l'ospitalità.
      Saluti

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  3. Parte quarta.

    Pubblicata in data 1-6-15 (per la cronaca odio che si facciano esperimenti sugli animali)
    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4451516/
    Estrapolo (traduttore automatico)
    L'esposizione alla luce solare riduce il rischio di miopia nelle scimmie Rhesus.

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23462271?dopt=Abstract&holding=npg
    Estrapolo (traduttore automatico)
    L'attività all'aperto durante la ricreazione riduce l'insorgenza e la progressione della miopia nei bambini a scuola.
    ...Dopo 1 anno, la nuova insorgenza della miopia è stata significativamente inferiore nel gruppo ROC rispetto al gruppo di controllo (8,41% contro 17,65% P <0,001)…

    Qui c’è un curioso articolo del 1-5-19 che forse qualcuno mi potrà aiutare a decifrare meglio perché non sono riuscito a trovare la ricerca che si cita (che si afferma sarebbe stata presentata il giorno successivo!?), la cosa mi pare strana per una serie di motivi, uno dei quali sarebbe (dico sarebbe perché così pare dai pochi dati contenuti) la totale contrapposizione agli studi sopra indicati.
    https://www.reviewofoptometry.com/news/article/uv-exposure-a-risk-factor-for-myopia

    Per il secondo argomento, la cataratta.

    Non ho approfondito, ho visto velocemente alcune ricerche che sembrano avvalorare l’ipotesi che la cataratta sia causata anche dagli UV (ma pure altre, anche se in minoranza, che non lo confermano), però credo ci sia da comprendere con pazienza le modalità, i presupposti con cui sono state concepite.
    Ad esempio, spesso sono state indagate fette di popolazioni che trascorrono praticamente la quasi totalità del tempo sotto il sole (contadini) e si è potuto constatare che l’incidenza è maggiore rispetto ad una media (anche qui, bisogna capire quali siano i parametri applicati) ma non è stato controllato il loro regime alimentare (una grossa ricerca per quantità di persone riguardava delle zone rurali cinesi) e lo stress fisico a cui sono sottoposte.
    Si dice che il troppo stroppia; se si va a prendere delle categorie estreme ma non le si compara con delle altrettanto estreme ma contrarie, quindi coloro che stanno rinchiusi in ambienti per le corrispettive ore, oppure con altre popolazioni o tribù che trascorrono un tempo comparabile all’esterno ma – solo a titolo d’esempio - con culture alimentari differenti (per esempio, la luteina che è presente in alcuni alimenti, si è scoperto essere presente anche nel cristallino e contrasta l’insorgere della cataratta) e/o logorio fisico minore, oppure con coloro che utilizzano occhiali in quanto miopi e quindi con lenti schermate, risulta evidente che i dati ottenibili potrebbero essere quantomeno distorti.
    Insomma, personalmente, solo su questo aspetto e non sulla miopia, sospendo il mio personale giudizio, primo perché non ho approfondito e secondo perché dal quel poco che ho visto sembra che le variabili in gioco siano molte, rimango comunque aperto a qualsiasi evidenza possa saltare fuori, senza pregiudizi.

    Concludo ribadendo un concetto che avevo espresso in altro post.
    Se l'occhio non fosse solare, mai potrebbe percepire il sole, diceva Goethe; e fra le radiazioni dello spettro solare che giungono a noi c'è pure l'UV: i nostri occhi sono stati generati proprio in base a tali "istruzioni" presenti nella luce solare.
    Se le frequenze UV fossero per noi nocive, gli occhi non dovrebbero avere caratteristiche tali per recepirle.
    L’unica altra possibilità è che tali frequenze vengano per cosi dire disinnescate attraverso meccanismi non ancora scoperti (cosa che escluderei perché si scontra con la mia personale esperienza che, certo, non può essere assunta a dogma ma come si è evidenziato molti ricercatori stanno trovando conferme).

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    1. Parte quinta e ultima (spero di aver messo tutto in modo consequenziale)

      A meno che si dimostri che qualcosa di nuovo è avvenuto, e ovviamente sono pronto ad accogliere e valutare questa eventualità che ignoro; nel frattempo penso non sia saggio informare gli occhi che stanno agendo stoltamente dato che è stato il loro padre sole che li ha formati.
      Magari ricordo male ma fino a qualche anno fa mi pare si dicesse che i filtri UV fossero necessari a causa del buco nell'ozono, motivo per il quale gli ultravioletti giungevano a noi con grande intensità; da quanto ho potuto leggere ciò non ha validità, per due motivi: 1- tale buco si sta "richiudendo"; 2- alle nostre latitudini non è presente.
      Ovviamente non ignoro e anzi vorrei venissero valorizzate e diffuse anche le conoscenze finora acquisite sull’alimentazione (come dicevo prima quando accennavo ad es. alla luteina – quanto tempo ci vorrà ancora per comprendere che gli alimenti raffinati non posseggono neppure lontanamente le proprietà di quelli che la natura ci fornisce? Eppure fortunatamente in questi ultimi anni le ricerche si sono moltiplicate, basta scrivere due sole paroline in un motore di ricerca per rendersene conto) e la ginnastica oculare, non ignorando il fatto che la messa a fuoco su lunghe distanze, con lo stile di vita moderno, si è andata sempre più riducendo, e se un organo non lo si usa tende all’atrofizzazione.

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    2. Sulle scimmie Rhesus si parla di esposizione alla luce del sole. Ma per esporre al sole si deve andare all'esterno, dove l'occhio ha possibilitá di osservare oggetti distanti; Quindi sono solo i raggi UV ad aver permesso di migliorare la visione? O é il tenerle al chiuso che ha miopizzato le altre?

      Anche l'attivitá all'aperto dei bambini riduce l'insorgenza della miopia ma, come con le scimmie, non é dimostrato che sia a causa della radiazione ultravioletta. Ci sono delle ipotesi che hanno spinto a fare gli esperimenti ma non ci sono le assolute certezze che sia stato un elemento o l'altro a indurre tale effetto.
      Sul fatto di far uscire i bambini io lo ripeto da anni, ma sempre piú spesso li vedo con il naso dentro al cellulare.

      L'ultimo articolo riporta la data di pubblicazione dell'articolo, non della ricerca. Si tratta di uno studio epidemiologico su larga scala. Quindi dati raccolti in un arco di tempo prendendo in considerazione una misurazione passata e quella attuale. I dati raccolti riportano che chi non ha usato una protezione dai raggi UV ha peggiorato la propria miopia. Questa raccolta di dati ci da solo delle statistiche che devono essere valutate con molta cura: come sappiamo che le persone in questionehanno sempre portato una protezione o meno dai raggi UV? Come sono stati raccolti tutti questi dati?

      Nessuna delle ricerche afferma che una miopia assiale possa recedere: si parla sempre di riduzione dell'avanzamento; ovvero si peggiora, ma piú lentamente.
      Per avvalorare la tesi che la radiazione ultravioletta blocchi la miopia si dovrebbe prendere 3 gruppi di scimpanzé (o qualcosa di geneticamente simili all'uomo), uno esporli ad un ambiente con luce artificiale, l'altro esponendolo a luce artificiale con aggiunta di UV; Il terzo gruppo dovrebbe avere solo molta luce visibile ma senza UV. A paritá di ambiente l'ultravioletto rallenterebbe l'avanzare della miopia? O basta che ci sia molta luce? O é l'ambiente? L'esperimento concettualmente piú simile é quello con le lenti artificiali poste all'interno degli occhi citato in un precedente commento.

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    3. Riguardo la cataratta ci sono altri studi oltre a quelli statistici che cita. Come la ricerca che ho riportato che dimostra che le cellule del cristallino soffrano di stress ossidativo. Altre ricerche dimostrano come la radiazione ultravioletta sia causa di Pterigio (crescita anomala della sulla sclera). Lo stress ossidativo puó essere causato anche da altri fattori (disidratazione, vizi, traumi, patologie, assunzione di medicinali). Per quello che ho potuto osservare nel mio piccolo, in negozio, la maggiore parte delle cataratte (ma anche di altre patologie) sembra causata dalla disidratazione nelle persone piú anziane (che escono anche poco); l'assenza di protezione invece nei piú giovani (50-60 anni con una vita attiva). Non si tratta di una statistica significativa. Sicuramente un oculista potrebbe stilare un rapporto piú dettagliato a riguardo, sfatando o riconfermando la mia affermazione.

      Riguardo i dati statistici che possono essere distorti o poco significativi concordo... ed é il motivo per cui non mi fido ancora delle ricerche che affermano che siano i raggi UV a bloccare la miopia. Sono ricerche piuttosto giovani. Quelle sulla cataratta invece hanno qualche anno in piú sulle spalle.

      Poniamo che che i raggi UV blocchino la miopia.
      Poniamo che causino anche cataratta e Pterigio.
      Quale effetto collaterale preferisce?

      Io Goethe lo lascio ai suoi drammi, poesie e filosofia.
      Ma mi fido piú del parere dei fisici sulla composizione della luce e dei medici sulle patologie dell'occhio.
      Il "disinnesco" della fototossicitá delle lunghezze d'onda corte viene é attuato da cornea e cristallino tramite assorbimento.
      I meccanismi sono quindi ben conosciuti e le strutture atte a tale scpo soggette a deterioramento.

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    4. Del buco dell'ozono se ne parla da quando ho memoria. Lo studiavo alle elementari credo. Da quello che dice wikipedia si allarga e si stringe ciclicamente. Da quello che si diceva un tempo é responsabile dell'effetto serra. In ogni caso é colpa dell'uomo e dell'inquinamento che genera.

      Riguardo l'alimentazione ci soono molti divulgatori preparati... tutti dietisti o dietologi. Volendo attuare una dieta corretta meglio consultare loro.

      Riguardo la miopia non é atrofizzazione dell'organo ma un adattamento alla visione prossimale continua. La ginnastica oculare non é sempre necessaria. Dipende da caso a caso; spesso viene comunque abbandonata dall'utente stesso che si dimentica di farla e ha mille impegni.

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  4. Aggiungerei che purtroppo non si puo' escludere il fatto che i raggi UV determinano la formazione di dimeri di timina ed aumentano il rischio di comparsa di melanoma cutaneo (oltre ad essere agente proattivo nella genesi delle lesioni delle porfirie cutanee). Ergo mentre da un lato è essenziale fonte energetica per piante, per la costruzione di un impressione d'immagine retinica, dall'altro, come ogni elemento naturale, se assunto a dosaggi eccessivi porta a nocumento biologico. Suggerirei a tal guisa di procedere alla creazione di bunker anti-atomici isolati in isole delocalizzate sotterranee in maniera da evitare l'eccessiva esposizione ai raggi UV ed a altri esseri umani. Ad ogni modo, perché preoccuparsi. Nessuno ne uscirà vivo da questa vita. Perché non concluderla quindi sedutastante? Perché chi ha occhi per vedere non riesce a guardare mentre chi sa guardare l'oltre non ha occhi per digitare su una tastiera Braille? E' sufficiente un buon occhiale contro i raggi UVA e B ? E se poi muoro, a che mi serve usarlo? Prima o poi tutto questo avrà fine quindi a che pro proteggersi gli occhi che inevitabilmente diverranno polvere? Domande, risposte, quesiti, tempo, scrittura che finirà ora o domani.

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    1. "scrittura che finirà ora o domani"

      La prego. No.

      Non la prenda male ma son passate le 2 di notte e ho appena finito di leggere tutte le ricerche che ha postato e di scrivere le mie risposte.
      La ringrazio perché ho potuto leggere tesi che non conoscevo ma non é una cosa che posso fare con eccessiva frequenza.

      Domani (anzi, oggi, vista l'ora) saró ad un corso di aggiornamento e non so se avró la voglia di passare altre 6 ore a rispondere... e ho corsi prenotati fino a fine novembre.

      Ho studiato 2 anni di ottica, 3 di optometria, e seguito numerosi corsi di aggiornamento, anche quando non sono stati piú obbligatori. Frequento ottici, optometristi e ortottisti con cui mi confronto abitualmente. Se affermo che i raggi UV non fanno bene la prego di credermi. Forse nuove ricerche ribalteranno qesta affermazione, ma allo stato attuale ritengo sia la strada piú sicura da percorrere.

      Per concludere rispondo ai suoi dubbi: Che senso ha prendersi cura di se se poi si deve morire?
      Per esempio per aumentare le probabilitá di arrivare a 90 anni e riuscendo ancora ad andare in bicicletta.
      Temo comunque che questo non sia il posto adatto per parlare di filosofia.

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  5. Risposta a Alberto Gieri 23 settembre 2019 01:53

    - Sul punto 3; avevo detto che non concordo ma evito di argomentare perché si va fuori tema, e per quel che mi riguarda sto impegnando diverso tempo per argomentare e rispondere sulla questione specifica (a scanso di equivoci non sto affermando che mi concedo e mi si dovrebbe essere grati, dico una diversa e precisa cosa: dato che ci vuole un certo sforzo con relativo tempo che richiede ore, e che non sono un fulmine per capacità di scrivere, desidero concentrarmi solo nel tema).
    Sul suo punto 4. Ci ho pensato successivamente che probabilmente non si sarebbe capito il mio ragionamento, lo preciso e rimando a dove l'avevo scritto per verificare che l'intento è proprio il seguente; lei fa il parallelo tra il radon e gli UV, entrambi dice non sono da noi percepiti, ma entrambi danno delle conseguenze poco auspicabili per la nostra salute, ok; io dico che tale paragone non può stare in piedi, perché ciò che ha formato l'uomo (tralasciamo qualsiasi teoria ortodossa o eterodossa, non ha importanza) non ha potuto prescindere dall'ambiente, dunque come dicevo in precedenza per gli UV, gli occhi si sono generati in base alle proprietà della luce solare; viceversa il corpo non ha potuto sviluppare degli adattamenti al radon perché anche solo fino a 70 anni fa le abitazioni erano tutto fuorché stagne, spesso aperte ma pure quando non lo erano gli spifferi regnavano sovrani, senza considerare le svariate condizioni climatiche del mondo dove più che case di deve parlare di capanne.
    Insomma a me pare che la differenza sia enorme:
    - l'occhio nasce perché esiste il sole;
    - la parziale (dico parziale perchè non dimentichiamoci che le malattie indotte dal radon non colpiscono schiere oceaniche di umani, dunque qualche forma di resistenza/protezione esiste) letalità del radon è tale non perchè il corpo si è per cosi dire dimenticato di costruirsi in modo da adattarsi a questa influenza ma per un cambiamento di vita dell'uomo.
    Suo punto 5. Più o meno non vedo nulla che ci vede con opinioni diverse.
    Suo punto 6. Su quello che avevo detto sui nevai e ghiacciai; magari mi sbaglio ma mi pare ovvio che il loro biancore impedisce che spettro visibile e UV vengano assorbiti e quindi venendo riflessi aumentando notevolmente l'afflusso anche negli occhi, e perciò dicevo di essere favorevole alla protezione degli occhi in quei contesti, anche perché il disagio visivo sta a significare che si deve togliersi da quella situazione o mettendosi occhiali protettivi.

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    1. - punto 3. Concordiamo di non concordare. Non credo ci sia altro da aggiungere. Sono punti di vista.

      - punto 4. Devo andare a cercarmi il significato della parola eterodossa in quanto desueta. Ad ogni modo ora capisco il paragone e la mozione che solleva é legittima. Sono sicuro che troveró un paragone migliore- come dicevo, se si cerca abbastanza si puó trovare tutto (e il contrario di tutto).

      -il 5 concordiamo. Le credo sulla parola.

      -il punto 6 vale anche per le spiagge. Ogni materiale ha 3 caratteristiche: assorbimento, rifrazione e riflessione. la sabbia e l'acqua hanno livelli di riflessione molto elevati, inoltre l'assenza di montagne lungo le spiagge permette una atmosfera piú ventilata, con meno smog (e quindi una atmosfera con meno particelle sospese in essa).

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  6. Salve, vorrei chiederle un parere.
    Con la seguente prescrizione O.D. (Sf -8,50 , Cil -0,50, asse 90) OS (Sf -8,75, Cil -0,25, asse 30) mi è sta consigliata lente lutina tokai.
    1)Cosa ne pensa? Che tipo di lente mi consiglierebbe (con quali caratteristiche).
    2) Montatura. Banks Barton Perreira calibro 45 o 48 mm ?
    Grazie mille e complimenti per il suo blog e la sua professionalità.

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    1. Buongiorno
      1) piú volte mi sono espresso positivamente sulle lenti Tokai. Le lenti lutina hanno un maggiore taglio sulle frequenze degli UV e HEV (luce blu). Proteggersi dagli UV ritengo sia una buona cosa. Dalla luce blu dipende: troppa o troppo poca puó alterare i cicli circadiani. I disturbi legati all'uso del pc possono essere ridotti ma non é detto che siano annullati: tieni presente che le lenti sono centrate per lontano: quando guarderai da vicino i tuoi occhi convergono, spostandosi dal centro ottico di un paio di mm. Viste le diottrie si genera un effetto prismatico importante (approsimativamente 2 diottrie per occhio, 4 in totale, base interna) che stimola la divergenza degli assi visivi, ed una conseguente riduzione dell'accomodazione e sforzi del sistema visivo per mitigare i due effetti contrastanti (convergenza e accomodazione); non ;e detto che diano disturbi. Dipende dalle riserve fusionali soggettive. Una lente con lieve addizione (e quindi con un riallineamento del centro ottico da vicino) potrebbe mitigare l'effetto prismatico. É necessario? non é detto. Dipende dalle riserve fusionali soggettive.

      2)Non conosco la montatura. E anche il calibro mi dice poco. Ogni montatura va valutata sul viso e con la centratura. In linea di massima la situazione che genera meno diametro della lente é quella preferibile... ma se il 45 risulta troppo piccolo per il suo viso o le centrature superano la metá della lente verso l'esterno, forse meglio il 48.

      Tengo a precisare che entrambe le risposte che ho dato non possono essere precise perché non conosco la persona che me le sta facendo e vi invito a fidarvi del vostro ottico. Se non vi fidate allora potrebbe non andare bene per voi.

      Invito anche a non esser sospettosi di tutto e tutti peró!

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  7. Grazie innanzitutto per la risposta.

    Accolgo il suo invito, che condivido come modus operandi per affrontare l'esistenza, ma molti ottici si presentano come dei meri venditori di occhiali (cosi come in molte altre professioni, purtroppo, il professionista non è la regola, ma sempre più l'eccezione) e poiché la salute è la propria, proprio per capire a chi affidarsi ritengo occorra essere informati.

    Mi interessa molto il suo passaggio
    "[le lenti sono centrate per lontano: quando guarderai da vicino i tuoi occhi convergono, spostandosi dal centro ottico di un paio di mm. Viste le diottrie si genera un effetto prismatico importante (approsimativamente 2 diottrie per occhio, 4 in totale, base interna) che stimola la divergenza degli assi visivi, ed una conseguente riduzione dell'accomodazione e sforzi del sistema visivo per mitigare i due effetti contrastanti (convergenza e accomodazione); non ;e detto che diano disturbi. Dipende dalle riserve fusionali soggettive. Una lente con lieve addizione (e quindi con un riallineamento del centro ottico da vicino) potrebbe mitigare l'effetto prismatico. É necessario? non é detto. Dipende dalle riserve fusioni soggettive]"
    poiché dovrò studiare intensamente quest'anno. Non conoscendo le riserve fusionali, considerando il meccanismo dell'effetto prismatico, che caratteristiche dovrebbe avere la lente (o cosa dovrei chiedere all'ottico)?

    La montatura vista la miopia è di forma rotonda, volevo capire su che calibro orientarmi (anche qui chi ti dice soltanto piccoli 45/46 e chi 48/50) o che caratteristiche vedere per sceglierla.

    Avendo letto la qualità delle sue risposte, ho colto l'occasione per togliermi dei dubbi ed imparare.

    La ringrazio.

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    1. é utile conoscere le riserve fusionali e accomodative: sono indicatori di funzionalitá del sistema visivo. In particolar modo andrebbero controllati i test #16 #17 #20 #21 dell'OEP. Tali test danno indicazioni su come lavorano gli occhi in coppia sul vicino (i test sono somministrati a 40 cm)... Purtroppo non vengono fatti spesso.
      Si possono ottenere risultati anche con i test fatti con i flipper accomodativi (FAB-FAM) e per le vergenze.

      Questi test misurano piú o meno le stesse cose. Come diceva skeffington: oltre alla lente da lontano esiste anche una corretta lente da vicino.

      Se, come tua esperienza personale, ritieni che lo studio stanchi la vista (ad esempio visione sfocata alla sera dopo una giornata passata sui libri/computer) parlane con il tuo ottico. Se non hai mai avuto problemi, mal di testa, occhi stanchi o visione sfocata, in particolare alla sera, é probabile che tu non abbia bisogno di questa soluzione.

      Invito sempre a parlare con il proprio ottico: prodotti ne abbiamo di ogni tipo... cosí tanti che a volte diventa difficile destreggiarsi ra i listini e i nomi che danno alle lenti (eyezen, resonas, truevision ecc. Sicuramente di effetto ma poco esplicativi sulla funzione).

      L'ottico perfetto poi non esiste... ci si impegna per fare del proprio meglio, ce ne molti che ritengo piú preparati di me; magari sono solo meno comunicativi e per questo sembrano orsi! Ricordate che prima di essere professionisti sono persone pure loro: non abbiate paura ad aprirvi ed esprimere i vostri bisogni.

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    2. Dimenticavo: per la montatura, piccola rotonda che permetta un diametro ridotto della lente sono le caratteristiche tecniche utili per ottenere una lente sottile....

      Ma é importante anche che ti piaccia.

      Che aver le lenti sottili é un vantaggio... ma se non la indossi volentieri poi ti ritrovi con un prodotto che non ti soddisfa.

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