Meglio vetro o infrangibili? 7 punti a confronto.

Spesso mi si chiede se sono meglio le lenti in vetro o quelle infrangibili.
La risposta non è così ovvia come si potrebbe credere, in quanto entrambe hanno pro e contro.


Prendiamo in considerazione per il nostro confronto le lenti infrangibili e in vetro con indice refrattivo 1,600. Sono le lenti un po' più sottili di quelle standard ma evidenziano meglio determinate caratteristiche e sono piuttosto diffuse. Ecco una lista in 7 punti delle caratteristiche delle lenti.



1-Resistenza agli impatti:
Le lenti infrangibili se cadono non si rompono. I materiali di cui sono composte sono polimeri sufficientemente elastici da ammortizzare eventuali colpi. Il vetro invece è molto rigido e tutta l'energia di un impatto va a scaricarsi danneggiando la lente scheggiandola o frantumandola.

2-Resistenza ai graffi:
In questo ambito, proprio per la durezza sopracitata, le lenti in vetro ne escono vincenti. Le lenti infrangibili possono essere trattate con un indurimento della superficie che ne migliora la resistenza mantenendone la flessibilità; si possono ridurre i graffi del 90% rispetto a una lente non trattata. Nonostante il trattamento di indurimento la lente in vetro rimane comunque più resistente ai graffi.

3-Resistenza del trattamento antiriflesso.
Anche in questo caso la lente in vetro vince. I trattamenti antiriflesso sono più stabili sul vetro: In caso di esposizione a temperature elevate (quelle che si sviluppano in un'auto lasciata al sole in piena estate) o ad agenti chimici (detersivo per piatti) il vetro ha la tendenza a non subire variazioni. Le lenti infrangibili richiedono maggiore accortezza.

4-Protezione UV
Le lenti in vetro lasciano passare tutto. Ma proprio tutto. Godono di elevatissima trasparenza ma non offrono alcuna protezione dai raggi ultravioletti. Le lenti infrangibili 1,600 bloccano, di loro natura, le frequenze fino a 400nm, offrendo piena protezione ai raggi ultravioletti (rimanendo trasparenti).



5-Montaggio.

Le lenti infrangibili possono essere forate, scanalate e sagomate in mille modi diversi e si prestano a quasi ogni tipo di montaggio. Il vetro richiede invece una lavorazione del bordo tradizionale e si usa solo con montature che circondino completamente la lente.


6-Peso:
Il peso specifico del vetro è doppio rispetto a quello delle lenti infrangibili. Una lente che infrangibile pesa 20 grammi, in vetro ne pesa 40. Sembra poca cosa ma si deve tener conto del fattore tempo: se gli occhiali li usi tutto il giorno il peso si fa sentire.

7-Diffusione:
Le lenti infrangibili sono più diffuse e godono di maggiore sviluppo tecnologico. Comprando ad esempio una lente progressiva potrò scegliere tra diversi tipi di geometrie e opzioni, dalle più economiche alle più evolute. Le lenti in vetro invece vengono prodotte con un range molto limitato ed è difficile (se non impossibile) trovare lenti con determinate caratteristiche. Un esempio pratico lo offrono le lenti fotocromatiche: le infrangibili scuriscono velocemente e quando sono chiare sono quasi indistinguibili da una lente bianca (la transition è arrivata alla 7° generazione di lenti); le lenti in vetro sono le stesse di 20 anni fa, scuriscono poco, subiscono un effetto memoria e sono estremamente lente nel variare colore.

Facendo le somme le infrangibili vincono 5 punti su 7 di confronto.
Personalmente le preferisco ma non escludo l'uso delle lenti in vetro in determinati frangenti.
Voi quale scegliereste?


Commenti

  1. per la mia modesta esperienza di quattrocchi direi se sei nell'ottica di cambiare le lenti ogni anno o due considera le organiche, se pensi che il difetto visivo sia stabile e le lenti ti possano durare 4-5 o più anni.. considera quelle in vetro, che non è che si debbano rompere tutte le volte che gli occhiali cadono (a me nonsi sono mai rotte, sarà fortuna?) e mantengono inalterate le loro caratteristiche quasi come da nuove. Le infrangibili, si, più robuste, leggere, il fotocromatico è più reattivo, ma i vari trattamenti sono frottole, l'antigraffio lascia il tempo che trova, dopo un anno i mille graffietti da pulizia son tutti lì ad infastidire al primo controluce e l'antiriflesso è pure deleterio, si rovina subito e rende la visione maculata oltre che difficile da pulire la lente...

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    1. Buongiorno.
      Innanzitutto ti ringrazio per la tua testimonianza.
      Confermo tutto cio che dici, con una piccola precisazione riguardo le rimostranze su antigraffio e antiriflesso:
      Nelle lenti infrangibili piú é elevato l'indice refrattivo e minore é la durata nel tempo dei trattamenti AG e AR.

      Quando ho aperto il negozio (2005) mi sono fatto un paio di occhiali che ho sostituito l'altranno (2015) per rinnovare la forma e metter lenti protettive per la luce blu.

      Le lenti in questione sono in CR39 (il materiale base) non hanno subito esposizioni a temperature elevate o sbalzi termici, ne' le ho pulite con detergenti aggressivi (i 3 elencati sono i peggiori nemici delle lenti). Dopo 10 anni non hanno una miriade di graffietti ma solo una lieve destabilizzazione del trattamento antiriflesso, percepibile, ed una lieve opacizzazione nella zona del centro ottico (colpa mia che ho appoggiato piú di una volta l'occhiale a faccia in giu), anch'essa di lieve entitá.

      Una lente con indice refrattivo superiore (maggiore di 1,500) si sarebbe deteriorata maggiormente ed in meno tempo... Sulle lenti 1,67 la durata media dei trattamenti é di circa 2 anni.

      Una durata decisamente maggiore la posso ottenere con trattamenti particolari come quelli della Seiko (che se non erro preriscalda il materiare dilatando le maglie della struttura molecolare della lente al fine di far penetrare e aggrappare in maggiore profonditá i trattamenti AR) o della Tokai che é l'unica che produce lenti infrangibili con indice 1,700 e 1,760 e che possono vantare prestazioni di durata similari alle lenti Seiko.

      Sono dispiaciuto che tu abbia avuto una esperienza negativa riguardo i trattamenti antiriflesso sulle lenti infrangibili. É importante comunque valutare le situazioni caso per caso per poter fornire la lente piú efficiente in funzione delle esigenze e abitudini personali.
      L'ottico non dovrebbe solo consigliare ma, a mio parere, dovrebbe anche informare delle diverse caratteristiche delle lenti (motivo per cui ho aperto questo blog: informare)

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  2. Buon giorno a tutti, ho una miopia -5 con astigmatismo -2,50 per ciascun occhio; porto occhiali da quando ero bambina, provati in tanti tipi di materiale che il commercio offre. Mi trovo bene con lenti di vetro, senza volere fare troppi confronti, perché offre una capacità visiva e una nitidezza al quale l'acrilico per mia esperienza, ancora oggi non arriva. Forse me ne accorgo perché la miopia è già di stampo consistente. Grazie a vorrà rispondere.

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    1. Ti ringrazio della tua testimonianza e ti avviso che non sei l'unica:
      Ho un cliente che non riesce ad usare lenti infrangibili sugli occhiali da sole: gli fanno girare la testa. Quelle in vetro no.

      Il cr39 (58) ha effettivamente un numero di Abbe simile al vetro crown (59/60).
      La differenza si fa piú marcata sulle lenti sottili 1,74 (33) contro vetro titanio (40)
      Quello che cambia maggiormente é la trasmittanza. che sulle lenti infrangibili oscilla attorno al 90% mentre nel vetro é pressoché totale.

      Un altro effetto per cui le lenti in vetro sono preferibili in certi casi é quando si é in presenza di aberrazioni: sono quelle situazioni in cui il fronte d'onda che arriva alla retina risulta deteriorato. Le lenti infrangibili generano qualche microaberrazione che se si somma ad eventuali macro aberrazioni dell'occhio puó generare disturbo. Le lenti in policarbonato sono tra le piú resistenti e al tempo stesso le peggiori in fatto di abberrazioni, abbe e trasmittanza.

      Da tenere in considerazione che un'alta trasmittanza significa anche meno protezione.

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  3. Le lenti in vetro sono più sottili rispetto a quelle infrangibili 1,67 per un indice di miopia pari a 3,25? Inoltre l'effetto a cerchi concentrici intorno all'occhio è minore in quelle in vetro? grazie

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    1. Buongiorno. La risposta é semplice: ni.
      Le lenti in vetro, con indice refrattivo 1,7 sarebbero piú sottili delle infrangibili 1,67...
      Tuttavia se consideriamo che le lenti infrangibili sono asferiche ecco che gli spessori diventano molto simili.

      I cerchi sulle lenti sono dovuti ad un fenomeno di riflessione totale interna. La riflessione totale é quella situazione in cui i raggi luminosi vengono rifratti con una angolazione tale da generare un riflesso... un esempio pratico é l'acqua. se si guarda dall'alto si vede sotto la superficie si osserva in una posizione quasi tangente alla superficie ecco che la superficie stessa diventa uno specchio.

      Ma torniamo alle lenti.
      Piú la lente é refrattiva (1,700 > 1,760 > 1,600) e piú sará sottile ma i cerchi si vedranno con inclinazioni inferiori. In pratica finché osservo le lenti frontalmente non si noterá nessun cerchio; nel momento in cui ruoteró la testa potrei invece notarli.

      Con un -3,50 con indice refrattivo 1,500 ad esempio noteró dei cerchi ampi raggiunta una inclinazione di circa 40/45 gradi. Con le stesse diottrie ma un indice refrattivo maggiore i cerchi saranno leggermente piú compatti ma visibili ad angolazioni minori (indicativamente 35/40 gradi). Un esempio pratico lo puó notare nelle foto del suo profilo: in quella fatta frontalmente non si notano cerchi, mentre in quella in cui é di profilo sono visibili (molto compatti, tanto da non farci caso se non li si va a cercare).

      Personalmente sotto le -2,5 diottrie, in funzione dello spessore della lente, non andrei oltre líndice refrattivo 1,500. sopra le -3 diottrie si puó prendere in considerazione l'indice 1,600 ma non lo trovo vincolante.

      La mia ragazza porta -3,75 con delle lenti 1,500: La lente, montata su una montatura in acetato di cellulosa, sporge di 1mm verso l'interno... Praticamente invisibile!
      Di recente le ho ordinato delle lenti 1,600 fotocromatiche per montarle su un occhiale in metallo.

      Nel caso che mi riporta, personalmente e tenendo conto dei pochi dati in possesso, non andrei oltre l'indice refrarttivo 1,600.

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  4. Buongiorno. Ho una miopia piuttosto seria: -16 occhio sx e - 6,75 A dx.
    Porto esclusivamente lac poiché l'occhiale difficilmente riesce a coprire la anisometria tra i due occhi.
    Negli ultime mesi però il mio ph lacrimale si è inacidito ( a detta dall'oculista a causa dei cambiamenti ormonali in corso ) è sopporto le lac sempre meno.
    Ho valutato quindi nuovi occhiali, ma prezzi e variabili mi hanno confuso .
    L'ultimo occhiale di circa 15 anni fa aveva lenti al titanio, ma attualmente la tecnologia è così cambiata che non so proprio dove andare a parare.
    Premetto che l'uso dell'occhiale spero rimanga saltuario e di poter continuare con le lac.
    Grazie
    Francesca

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    1. Buongiorno. É la prima volta che sento di variazioni del ph della lacrima... So che il ph della lacrima é di sua natura leggermente acido (7,5). Indubbiamente le lenti a contatto hanno bisogno di un buon volume lacrimale ma a mio parere l'aciditá non centra (se cosí fosse sentiresti un continuo bruciore anche a occhio nudo).

      Premesso che sia stata fatta sempre una corretta manutenzione e gestione delle lenti a contatto:

      Quello che puó essere variato sulla lacrima é l'equilibrio tra le sue componenti (liquida, lipidica e mucinica). A tal riguardo un buon integratore lacrimale potrebbe ovviare allo sbilanciamento (esempio: mancano le mucine? aggiungo acido ialuronico).

      I cambiamenti ormonali influiscono sulla composizione della lacrima ma credo che la spiegazione sul fatto che la lacrima sia diventata "piú acida" sia solo una semplificazione per spiegare in una unica parola la problematica che sarebbe piú complessa.

      Un'altra variazione puó essere legata all'esaurimento corneale: la tua cornea deve ricevere ossigeno. Se la lente a contatto non lo fa passare nascono problematiche a lungo termine (ovvero i cui sintomi arrivano dopo anni). In tal caso potrebbe essere sufficiente passare a lenti a contatto con alto Dk (il Dk indica la permeabilitá all'ossigeno... a mio avviso, per un utilizzo continuativo, dovrebbe essere maggiore di 80).

      Riguardo le lenti degli occhiali negli ultimi 15 anni c'é stato un avanzamento tecnologico solo sulle geometrie di progressione e sui trattamenti antiriflesso delle lenti infrangibili.

      Se desideri optare per il vetro sappi che esiste anche il lantanio che arriva a indici refrattivi elevatissimi (1,900). La lente infrangibile che piú si avvicina é con indice 1,760 asferica. Il titanio arriva, se non erro a 1,700. Piú é alto il numero e minore sará lo spessore della lente.

      Personalemnte non metterei mai una differenza di 10 diottrie tra un occhio e l'altro su un occhiale. Tale correzione rischia di dare visione doppia, impedire la fusione binoculare e dare notevoli fastidi. I valori delle lenti per ottenere un occhiale confortevole andrebbero rivalutati per ridurre l'aniseiconia (diferenza di ingradimento delle immagini indotte dalla correzione con occhiali dell'anisometropia). Con una correzione ribilanciata potresti vedere meno da un occhio ma riusciresti a muoverti meglio negli ambienti e potresti mantenere anche una decente stereopsi (andrebbe rivalutata la refrazione tenendo conto del bilanciamento).

      Riassumento:
      -Controlla le componenti della tua lacrima (un buon contattologo dovrebbe essere in grado di farlo)
      -Controlla che le lenti siano permeabili all'ossigeno (Dk>80)
      -Rivaluta le gradazioni che porti per l'uso su occhiale
      -Se vuoi un occhiale che ti duri altri 15 anni opta per una lente in vetro. Se hai intenzione di cambiarlo con maggiore frequenza (diciamo 4 anni) opta per le infrangibili.

      Attenta che le lenti in vetro non hanno alcuna protezione dai raggi UV!

      Facci sapere poi la tua scelta e come ti sei trovata.

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    2. ovviamente i controlli sopracitati andrebbero fatti da professionisti: Optometristi, oculisti e contattologi. Tenendo conto che le 3 figure potrebbero avere soluzioni diverse allo stesso problema (motivo per cui consiglio sempre di ascoltare tutte le campane ed invitarli a collaborare prima di decidere il da farsi)

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  5. Salve io devo acquistare un paio di occhiali da vista senza montatura dove ci sono solo stanghette e naselli quindi lo spessore delle lenti è ben visibile e sono indecisa se farli realizzare in resina o in titanio... preciso che le mie diottrie sono - 6.00 e - 6.25... ho problemi di cataratta... ho sempre usato lenti al titanio... è vero che le lenti al titanio col tempo ingialliscono? Aspetto un vostro prezioso consiglio. Grazie.

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    1. Buiongiorno.

      Se si tratta di una lente in titanio minerale non dovrebbero ingiallire. Se ha una cataratta potrebbe essere la sua percezione ad essere cambiata: la cataratta modifica infatti la percezione dei colori bloccando le frequenze relative al colore blu e facendo vedere tutto piú giallo (ma é solo una ipotesi, senza veder le lenti non posso esprimermi con totale certezza).

      Le lenti minerali in titanio non sono utilizzabili nella montatura che ha descritto: sará necessario utilizzare una lente infrangibile.

      Le lenti infrangibili ad alto indice refrattivo(>1,59) , a differenza di quelle minerali, assorbono i raggi UV e tendono ad ingiallire in funzione del tempo, dell'esposizione alle frequenze luminose ed eventuali agenti chimici.

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  6. Quelle di plastica si sporcano.spesso.invece quelli di vetro.NO...

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    1. Confrontando un cr39 al vetro crown non noto grandi differenze.
      Il policarbonato invece ha una maggiore elettrostaticitá.

      Il cr39 (infrangibile) che uso quotidianamente lo pulisco una volta al giorno. Al massimo 2. Non mi pare si sporchi eccessivamente.

      Ci sarebbe bisogno di stabilire anche quali trattamenti sono stati fatti (antiriflesso? no? di che tipo?) sulle superfici delle lenti e in quali ambienti si lavora: Riprendendo l'elevata elettrostaticitá del policarbonato ecco che in ambienti con determinati tipi di polveri tenderanno a sporcarsi notevolmente!

      Potremmo considerare i materiali plastici maggiormente porosi per certi versi... per quanto lisci potrebbero permettere alle impuritá di aggrapparsi alla superficie con maggiore efficienza.

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  7. Una domanda: a parità di elementi qualitativi inseriti nella lente, c'è una differenza di costi tra quella in vetro e quella in plastica?
    Grazie

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    1. Le lenti in vetro costano mediamente qualcosa in meno delle infrangibili (mi spiace non essere piú preciso ma, a causa della quarantena, non ho i listini sotto mano).

      Tra una lente in vetro e una infrangibile con indurimento di superficie.... costa meno quella in vetro perché la sa superficie é giá dura (lo é tuutta la lente: motivo per cui si rompe in caso di impatto)

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    2. Gentilissimo, grazie!
      Cordialmente

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  8. Buongiorno. Ho una miopia di -12 con un po' di astigmatismo. Ho sempre portato lenti in plastica, cercando quelle più sottili.
    Vorrei provare farle in vetro.
    Ma mi preoccupa il peso.
    Avete dei consigli?
    Volevo farle in vetro solo per il fatto che le lenti verrebbero più sottili. Ma di quanto?

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    1. Buongiorno. Nei 7 punti confronto non ho parlato di spessore perché, anche se le lenti minerali raggiungono un maggiore indice refrattivo (1,760 per le infrangibili e 1,9 per il vetro) le lenti infrangibili si trovano facilmente con geometria asferica. Una 1,760 asferica contro un vetro sferico 1,900 non genera grosse differenze di spessori.

      Alcune ditte sembra che facciano anche lenti in vetro asferiche... mi pare fossero DAI e/o Itallenti. Non producono vetri asferici Zeiss, Essilor, Tokai e Seiko.

      Attenzione: se una persona é abituata a lenti asferiche potrebbe aver difficoltá ad utilizzare lenti sferiche (e viceversa).

      Il mio unico consiglio per passare a lenti in vetro é quello di scegliere montature piccole, rotonde in cui il centro ottico possa essere posizionato al centro dell'oculare, al fine di non geneare ulteriore spessore.

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